Adding mobilisation with movement to exercise and advice hastens the improvement in range, pain and function after non-operative cast immobilisation for distal radius fracture: a multicentre, randomised trial

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    Aprile 2020

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    Reid S.A., Andersen J.M., Vicenzino B.

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    Adding mobilisation with movement to exercise and advice hastens the improvement in range, pain and function after non-operative cast immobilisation for distal radius fracture: a multicentre, randomised trial

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    Journal of Physiotherapy

    66

    Page Range: 105-112

    Le fratture distali del radio rappresentano il 20% di tutte le fratture trattate nei dipartimenti di emergenza. Secondo quanto riportato dagli autori inoltre, è previsto un aumento dell’incidenza di queste lesioni.
    L’aumento di incidenza e dei consequenziali costi delle fratture distali del radio è particolarmente preoccupante dato che, non ci sono evidenze per quanto riguarda gli interventi riabilitativi.
    Una rigorosa revisione sistematica della letteratura di 26 (quasi-)RCT per valutare la riabilitazione delle fratture di radio, ha concluso che ci sono evidenze insufficienti per stabilire quali interventi riabilitativi dovrebbero essere forniti, da chi e per quanto tempo. Il trattamento medico è solitamente conservativo con gesso e prevede l’immobilizzazione del polso in flessione, pronazione e posizione di deviazione ulnare fino a 6 settimane; questo determina spesso dolore e rigidità al polso, soprattutto in supinazione ed estensione. Gli esercizi sono prescritti per almeno il 90% dei pazienti dopo frattura distale del radio.
    Una revisione sistematica sulle mobilizzazioni passive per il miglioramento degli outcome in seguito all’immobilizzazione per queste fratture, ha identificato 3 RCT che forniscono limitate evidenze a breve termine sull’aggiunta della mobilizzazione articolare a consigli ed esercizi. Queste mobilizzazioni passive vengono eseguite da personale addestrato.
    La mobilizzazione con movimento (MWM), è una tecnica di terapia manuale che può essere auto-somministrata, coinvolgendo così il paziente nel recupero della funzione del polso e della mano. L’auto-somministrazione della MWM non è stata però studiata nella riabilitazione per la gestione non-operatoria della frattura distale del radio.
    L’obiettivo dello studio analizzato è pertanto quello di determinare gli effetti dell’aggiunta di MWM in estensione del polso e supinazione dell’avambraccio agli esercizi e ai consigli per trattare la menomazione successiva all’immobilizzazione per la frattura di radio. È stato ipotizzato che l’aggiunta di MWM possa determinare un recupero superiore del ROM, del dolore e della funzione se paragonato agli esercizi e ai consigli da soli.

    Per ottenere questo obiettivo, gli autori hanno impostato uno studio randomizzato a due gruppi paralleli reclutando pazienti dal febbraio del 2016 al dicembre del 2017, con un follow-up di 12 mesi concluso nel dicembre 2018. I partecipanti reclutati in base a specifici criteri di inclusione ed esclusione, sono stati valutati e poi assegnati in maniera casuale o al gruppo sperimentale o a quello di controllo. Quest’ultimo processo è stato eseguito mediante l’utilizzo di un computer, che ha permesso ai ricercatori di non conoscere la sequenza di allocazione.
    Gli interventi sono stati forniti per 4 settimane e gli outcome sono stati valutati fino a 12 mesi.
    Nello specifico, entrambi i gruppi hanno ricevuto 4 interventi di fisioterapia nell’arco di 4 settimane. Tutti i partecipanti hanno eseguito esercizi per il ROM degli arti superiori due volte al giorno e sono stati forniti consigli per il controllo del gonfiore, per la cura della pelle e per utilizzare gradualmente l’arto superiore nelle ADL. A tutti i partecipanti è stata data una dispensa scritta da un fisioterapista. Il gruppo di controllo non ha ricevuto nessun altro trattamento mentre il gruppo sperimentale, ha ricevuto la MWM per migliorare la supinazione e la MWM per migliorare l’estensione del polso dato che, questi movimenti sono solitamente i più colpiti. Il fisioterapista ha applicato 6 ripetizioni alla prima sessione e in più ha istruito i partecipanti ad auto-gestire la MWM in supinazione ed estensione del polso da ripetere 6 volte, per due volte al giorno. In aggiunta, i partecipanti hanno ricevuto un foglio di esercizi o un video che descriveva come eseguire l’auto-MWM. Nelle 3 sessioni di trattamento successive, il fisioterapista: ha gestito uno dei tre set di 10 ripetizioni di MWM basandosi sulle raccomandazioni di Mulligan secondo cui il paziente, non dovrebbe sperimentare alcuna forma di dolore; ha revisionato, facilitato e guidato i partecipanti all’auto-MWM.
    Attraverso l’uso di misure di outcome primarie e secondarie illustrate all’interno dello studio, degli assistenti di ricerca non a conoscenza dell’allocazione dei soggetti tra i due gruppi hanno effettuato la valutazione dei risultati. Questa è stata eseguita: prima degli interventi, alla 4a e alla 12a settimana. I punteggi degli outcome dei partecipanti sono stati ulteriormente registrati alla 26a e alla 52a settimana tramite posta o tramite un link per un’intervista online.

    All’interno dell’articolo gli autori mostrano l’analisi dei risultati delle misure di outcome e un’articolata discussione degli stessi. In base a questi, lo studio dimostra che gli esercizi per il ROM e i consigli determinano migliori risultati se sono eseguiti con l’aggiunta di mobilizzazione con movimento. Le tipiche menomazioni nel movimento dell’avambraccio, del polso e della mano vengono ripristinate più velocemente con la combinazione di mobilizzazione, esercizi e consigli rispetto alla loro esecuzione senza mobilizzazione. I punteggi di disabilità dei pazienti e la percezione globale del recupero migliora più velocemente dopo 4 settimane di questa riabilitazione combinata, nonostante alla 52a settimana gli outcome sono più o meno gli stessi.
    Le scoperte di questo studio possono portare ad un cambiamento nella pratica clinica, che ha il potenziale di migliorare la qualità degli outcome per una larga porzione della comunità.

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