Deep Friction Massage Versus Steroid Injection in the Treatment of Lateral Epicondylitis

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    Gennaio 2018

    Source Authors

    Yi R., Bratchenko W.W., Tan V.

    Source Title

    Deep Friction Massage Versus Steroid Injection in the Treatment of Lateral Epicondylitis

    Source Issue

    Hand (N Y)

    13

    Page Range: 56-59

    L’epicondilite laterale resta un processo patologico scarsamente compreso e senza un chiaro algoritmo di trattamento, nonostante l’esistenza di numerosi studi.
    Tra i trattamenti riportati in letteratura ritroviamo iniezioni di steroidi, terapia con onde d’urto extracorporee, iniezioni di sangue autologo, plasma ricco di piastrine e massaggio con frizione profonda.
    In particolare, gli autori dello studio analizzato suppongono che quest’ultimo, possa trattare con successo l’epicondilite laterale in quanto ipotizzano che possa stimolare l’infiammazione locale, avviando così il processo di guarigione dei tendini.
    Sulla base di questi presupposti, l’obiettivo del presente studio è stato quello di paragonare 3 differenti tipi di regimi clinici per la gestione non chirurgica dell’epicondilite laterale.

    Seguendo dei precisi criteri di inclusione ed esclusione sono stati reclutati 34 pazienti e questi sono stati distribuiti in maniera randomizzata in 3 differenti gruppi.
    Il gruppo 1 ha ricevuto una steccobenda rimovibile per il polso da indossare a tempo pieno per 6 settimane, eccetto durante l’igiene e l’esecuzione della terapia. Ai pazienti di questo gruppo è stato fornito un protocollo terapeutico che iniziava dopo due settimane di riposo. Questo protocollo è stato prescritto a tutti i pazienti dei 3 gruppi e consisteva di un programma di stretching supervisionato per gli estensori e flessori del polso e delle dita, nonché di esercizi per gomito, avambraccio e polso. I pazienti sono stati istruiti all’esecuzione quotidiana di questi esercizi come programma da svolgere a casa.
    Il gruppo 2 ha ricevuto iniezioni di cortisone di 20 mg di metilprednisolone con 1% di lidocaina per un totale di 10 ml di soluzione, iniettati nell’area di maggiore indolenzimento. Successivamente, i pazienti hanno indossato una steccobenda rimovibile per il polso per 3-5 giorni a settimana e in aggiunta, hanno ricevuto istruzioni per iniziare un protocollo di stretching e recupero una volta attenuato il dolore da iniezione dopo 1-2 settimane di riposo.
    Il gruppo 3 è stato invece trattato con iniezioni di 10 ml di lidocaina all’1% nell’area di maggior indolenzimento a livello dell’epicondilo laterale e successivamente hanno ricevuto un massaggio con frizione profonda. Lo scopo dell’iniezione di lidocaina è quello di fornire un’anestesia locale per i pazienti per tollerare meglio il massaggio di frizione che invece consiste in movimenti circolari eseguiti utilizzando i polpastrelli nell’area di maggior indolenzimento. La forte pressione è applicata per comprimere i tendini degli estensori, la loro origine e le giunzioni muscolotendinee tra l’osso sottostante e i polpastrelli.  Il massaggio è stato eseguito per un totale di 5 minuti e la gestione post massaggio del gruppo 3 è stata la stessa del gruppo 2 e dunque tutti i pazienti hanno utilizzato lo stesso splint ed eseguito lo stesso programma terapeutico standardizzato.
    Per la valutazione dei risultati sono stati utilizzati come misura di esito primario la scala VAS per la valutazione del dolore. Come misura di esito secondario, il questionario Disabilities of the Arm, Shoulder and Hand (DASH) e la forza di presa mediante l’utilizzo di un dinamometro. I risultati delle misure di esito sono stati raccolti prima dell’esecuzione degli interventi, ad un follow-up precoce tra la 6a e la 12a settimana, ad un tardo follow-up al 6° mese. In seguito, è stata eseguita un’analisi statistica di questi risultati.

    Osservando i risultati delle misure di outcome e mediante l’analisi statistica di questi viene rilevato che non ci sono differenze significative ad un follow-up precoce negli effetti dei trattamenti tra i 3 gruppi. Al contrario, a 6 mesi di follow-up vengono rilevati miglioramenti significativi nel gruppo 3 se comparati al gruppo 1 e al gruppo 2.
    Più precisamente, in questo studio viene dimostrato che sia l’utilizzo di splint, sia le iniezioni di cortisone, che il massaggio da frizione profonda, determinano tutti miglioramenti nel dolore ad un precoce follow-up tra la 6a e la 12a settimana. In aggiunta, ad un follow up precoce, sia i pazienti che hanno ricevuto iniezioni di cortisone, sia quelli che hanno ricevuto il massaggio da frizione profonda, hanno dimostrato miglioramenti nel punteggio DASH e nella forza di presa. In ogni caso, l’analisi statistica non è riuscita a dimostrare un beneficio terapeutico maggiore in nessuno dei 3 gruppi di trattamento rispetto agli altri all’inizio del follow-up.
    Al follow-up intermedio di 6 mesi, un miglioramento significativo del punteggio del dolore VAS, del punteggio DASH e della forza di presa è stato riscontrato solo nel gruppo del massaggio a frizione profonda. Non c’è stato alcun cambiamento significativo nei gruppi che hanno ricevuto lo splint o l’iniezione di cortisone.

    Dunque, il presente RCT, nonostante la presenza di limiti illustrati all’interno dell’articolo, dimostra che il massaggio a frizione profonda ha effetti terapeutici che durano fino ad un follow-up di 6 mesi, mentre l’utilizzo di splint o di iniezioni di cortisone ha effetti iniziali che non sono duraturi. In aggiunta, il massaggio a frizione profonda può essere benefico per i pazienti in cui hanno fallito le iniezioni di cortisone o che non vogliono assumere cortisone.

    Concludendo possiamo dire che il trattamento oggetto di studio, necessita di maggiore approfondimento e le indagini future potrebbero essere incentrate sulla risonanza magnetica e / o sui cambiamenti istologici che si verificano dopo il massaggio ad attrito profondo. Questo aiuterebbe a supportare il meccanismo d’azione proposto nello studio per la guarigione dei tessuti indotta che si verifica attraverso il rilascio di cellule infiammatorie al tessuto malato.

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