Effects of robot-assisted upper limb rehabilitation in stroke patients: a systematic review with meta-analysis.

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    2017

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    Bertani, R., Melegari, C., De Cola, M.C., Bramanti, A., Bramanti, P., Calabrò, R.S.

    Source Title

    Effects of robot-assisted upper limb rehabilitation in stroke patients: a systematic review with meta-analysis.

    Source Issue

    Neurological Sciences

    38

    Page Range: 1561-1569

    Nell’ambito della riabilitazione neurologica, ritroviamo sempre più frequentemente lavori scientifici che indagano gli esiti derivanti dall’applicazione della robotica sulle diverse patologie esistenti. Per tale motivo, in questo elaborato, viene analizzato un articolo che valuta l’effetto della riabilitazione robotica per gli arti superiori su soggetti colpiti da ictus.        
    In effetti, l’allenamento supportato da tecnologie è considerato come una soluzione emergente per supportare i terapisti nel loro sforzo di promuovere un trattamento ad elevata intensità, ripetitivo e con attività specifiche, in maniera da migliorare il processo di recupero.        
    Nello studio analizzato, viene eseguita una revisione della letteratura ricercando fino al Dicembre 2015 lavori pubblicati su specifici database come Cochrane, MEDLINE ed EMBASE mediante l’utilizzo di parole chiave come: stroke, robotics e upper extremity.         
    Gli studi selezionati, valutano l’effetto dell’uso di dispositivi robotici come trattamento sperimentale per il recupero del controllo motorio e delle abilità funzionali dell’arto superiore, rispetto ad un gruppo di controllo sottoposto a qualsiasi altra tipologia di trattamento non robotico.            
    Nello specifico, sono stati scelti studi che per valutare l’efficacia dei trattamenti, utilizzavano il Fugl-Meyer score (FM) e la Modified Ashworth Scale (MAS) come prima misura di esito per la valutazione della funzione motoria e del tono muscolare e la Functional Independence Measure (FIM) o la Motor Activity Log (MAL) come seconda misura di esito per valutare la capacità di esecuzione delle attività di vita quotidiana (ADL).
    Gli autori hanno valutato la qualità metodologica degli studi da includere mediante l’utilizzo della scala PEDro per gli RCT e la checklist AMSTAR per le revisioni sistematiche.          
    In base ai criteri di inclusione prestabiliti, sono stati selezionati 14 studi controllati e randomizzati, 2 revisioni sistematiche e una meta-analisi.  Successivamente, gli autori hanno analizzato il disegno e le caratteristiche degli studi inclusi, hanno eseguito una comparazione tra la terapia assistita da robot e altri interventi utilizzati e un’analisi tra interventi applicati su pazienti in fase sub-acuta e interventi applicati su pazienti in fase cronica. Infine, è stata eseguita una comparazione tra interventi con robot costituito da braccio-effettore ed interventi con robot provvisto di esoscheletro.          
    Secondo quanto riportato dagli autori, la principale scoperta della revisione deriva dal punteggio della Fugl-Meyer derivante dai 14 studi sperimentali controllati con un totale di 576 partecipanti. In effetti, l’analisi dimostra un effetto significativo della terapia assistita da robot rispetto a tutti gli altri interventi comparati. L’uso di dispositivi robotici in riabilitazione, dunque, può migliorare la funzione degli arti, in particolare nei pazienti con ictus in fase cronica. Al contrario, non sono stati rilevati significativi benefici della terapia assistita da robot rispetto alla terapia convenzionale o rispetto a qualsiasi altro intervento per i pazienti in fase sub-acuta di ictus.       
    Secondo una discussione dei risultati si può affermare che non è stata rilevata evidenza che la riabilitazione robotica possa migliorare le attività di vita quotidiana e ridurre il tono muscolare.
    Nello specifico dei dispositivi robotici valutati, l’allenamento assistito da robot con esoscheletro, determina significativi miglioramenti nella funzione delle mani, anche se soltanto 3 dei 14 studi sperimentali inclusi ne analizzano l’efficacia.      
    Nonostante i riscontri positivi sull’effetto della riabilitazione assistita da robot, nella revisione sono presenti dei limiti: sono stati mescolati i punteggi riguardanti l’indipendenza funzionale con quelli derivanti dalle scale di valutazione dell’attività motoria per avere una visione complessiva dell’effetto dell’intervento sulle attività di vita quotidiana; in due studi sono stati messi insieme due bracci di controllo o gruppi sperimentali per ottenere una dimensione complessiva dell’effetto; infine, gli studi hanno potenziali limitazioni metodologiche legate all’impossibilità di fare studi singolo o doppio cieco.            
    In conclusione, quindi, questa revisione conferma il potenziale della terapia assistita da robot per il miglioramento nella funzione degli arti superiori, mentre sembra non avere sostanziali effetti sulla capacità di svolgimento delle attività di vita quotidiana.         
    Dunque, questo tipo di trattamento associato alla terapia convenzionale ha il potenziale di poter migliorare la qualità della fisioterapia, offrendo l’opportunità di una pratica più intensiva e indipendente.

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