Effects of the schroth exercise on idiopathic scoliosis: a meta-analysis

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    Giugno 2018

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    Park J.H., Jeon H.S., Park H.W.

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    Effects of the schroth exercise on idiopathic scoliosis: a meta-analysis

    Source Issue

    European Journal of Physical and Rehabilitation Medicine

    54

    Page Range: 440-449

    Per migliorare i sintomi della scoliosi idiopatica, sono stati implementati diversi interventi chirurgici e non chirurgici.  Tra questi ultimi ritroviamo gli esercizi fisioterapici specifici per la scoliosi (PSSE).  Il PSSE è un programma riabilitativo di esercizi individualizzato che varia a seconda delle caratteristiche della curva scoliotica individuale determinate dalla valutazione medica e/o fisioterapica.
    Studi precedenti rivelano che il PSSE ha un’efficacia superiore rispetto ad esercizi generici e tra gli approcci basati sul PSSE ritroviamo il metodo Schroth che è stato sviluppato nel 1920 da una tedesca: Katharina Schroth.
    Questo metodo si focalizza principalmente sul modello tridimensionale della curva scoliotica, cioè una combinazione di deviazioni laterali, frontali e rotatorie.  Il programma di trattamento individualizzato è progettato per spostare la curva spinale individuale verso la configurazione normale.
    La correzione della curva è raggiunta mediante la combinazione di stretching, rinforzo e respirazione in direzione opposta alla curva anormale esistente, sulla base della deformazione spinale unica del paziente.
    Per migliorare la consapevolezza corporea e facilitare le auto-correzioni posturali, sono utilizzate anche immagini corporee, stimoli esterni e controllo allo specchio. Ogni paziente impara a conoscere il proprio corpo e cosa deve fare per invertire e controllare la postura anormale, in modo che il miglioramento della postura diventi un’abitudine. Il metodo Schroth inoltre, incoraggia i pazienti a mantenere consciamente nelle attività di vita quotidiana la postura acquisita durante l’esercizio terapeutico.
    L’evidenza scientifica per quanto riguarda i metodi non chirurgici è scarsa e la qualità dei pochi studi pubblicati è bassa. In aggiunta, c’è la necessità di verificare gli effetti degli esercizi Schroth sulla scoliosi idiopatica sulla base di studi più recenti.
    Per tali ragioni, gli autori hanno impostato una meta-analisi per esaminare: 1)l’efficacia del metodo Schroth per i pazienti con scoliosi idiopatica calcolando l’effetto complessivo per trarre maggiori conclusioni basate sull’evidenza; 2)quale outcome degli esercizi Schroth è più efficace; 3)se l’efficacia degli esercizi di Schroth sono influenzati da intervento, severità pre-intervento della curva scoliotica, tipo di esercizi  Schroth e durata dell’intervento, utilizzando un’analisi sottogruppo.

    Dalla ricerca eseguita sui database, in base a specifici criteri di inclusione e seguendo una specifica strategia, sono stati selezionati 15 studi da includere nella meta-analisi.
    Ognuno di questi studi è stato raggruppato ed analizzato in base a delle caratteristiche che sono illustrate nell’articolo e nella tabella di estrazione di dati dello stesso. Nello specifico l’analisi è stata eseguita valutando 3 principali categorie: 1) severità della scoliosi pre-intervento; 2) durata dell’intervento; 3) specifico tipo di esercizio Schroth.
    In seguito, è stata effettuata l’analisi statistica per poter eseguire la meta-analisi.

    Analizzando i vari studi e sintetizzando i risultati del presente lavoro, è stato visto che l’esercizio Schroth è significativamente efficace tra i pazienti affetti da scoliosi. Nello specifico lo studio dimostra che l’esercizio Schroth, come trattamento conservativo, è più efficace tra per i pazienti che presentano un angolo di Cobb inferiore ai 30° rispetto a coloro i quali hanno un angolo di Cobb maggiore di 30°. Altri tipi di intervento come quello chirurgico, dovrebbero invece essere considerati per casi di scoliosi più severi con angolo di Cobb maggiori di 50°.
    Per quanto riguarda la durata dell’intervento riabilitativo, questo studio supporta studi precedenti che riportano che almeno 1-3 mesi di esercizio continuo sono necessari per rilevare effetti positivi, i quali diventano maggiori se viene aumentata la durata dell’esercizio Schroth. Nello specifico, meno di 6 mesi di esercizio hanno un effect size medio, mentre più di 6 mesi hanno un effect size grande. Dunque, in base ai risultati, per ottenere effetti positivi con l’esercizio Schroth, i pazienti dovrebbero essere coinvolti in un programma di intervento di almeno 6 mesi.
    Per quanto riguarda la tipologia di esercizio Schroth, questa meta-analisi dimostra che non importa quanto sia elaborato e ben progettato un programma, la durata dell’esercizio è più importante.
    Tra i risultati rilevati da questo studio inoltre, è importante rilevare come sia ampio l’effect size della qualità della vita. Infatti, migliorare la curva, la forza, l’equilibrio e l’apparenza può migliorare l’immagine di sé, la funzione, la soddisfazione e il dolore e tutti questi sono inclusi nella qualità della vita.

    Nonostante i limiti presenti in questo studio e riportati all’interno dell’articolo, possiamo concludere che l’esercizio Schroth ha un’influenza significativa nei pazienti con scoliosi idiopatica. In aggiunta i pazienti con scoliosi con grado di Cobb tra i 10° e i 30° beneficiano maggiormente dei pazienti con angolo di Cobb superiore ai 30°. Importante, per poter applicare questo programma, è che i terapisti valutino l’abilità dei pazienti di poter eseguire un intervento di più di 6 mesi. Dopo un regime con esercizio Schroth inoltre, viene modificata la forza dei muscoli del core e la deformità strutturale.
    Infine, questo studio rappresenta la prima meta-analisi riguardante l’effetto dell’esercizio terapeutico nei pazienti con scoliosi, e fornisce le basi per un approccio basato sull’evidenza sull’esercizio Schroth per i pazienti con scoliosi.
    Concludendo, l’esercizio Schroth è un metodo di trattamento raccomandato per i pazienti con scoliosi.

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