Falls prevention and balance rehabilitation in multiple sclerosis: a bi-centre randomised controlled trial.

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    Marzo 2018

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    Cattaneo, D., Rasova, K., Gervasoni, E., Dobrovodská, G., Montesano, A., & Jonsdottir, J.

    Source Title

    Falls prevention and balance rehabilitation in multiple sclerosis: a bi-centre randomised controlled trial.

    Source Issue

    Disability and Rehabilitation

    40

    Page Range: 522-526

    Le cadute accidentali sono comuni nelle persone con Sclerosi Multipla e hanno un potenziale effetto dannoso sulla partecipazione alla vita quotidiana di questi pazienti.
    L’evidenza mostra che programmi di riabilitazione per l’equilibrio, possono prevenire molte delle cadute che si verificano nelle persone più anziane che vivono nella comunità, anche se, l’evidenza per quanto riguarda l’efficacia degli interventi per la prevenzione delle cadute nei soggetti affetti da sclerosi multipla è limitata.
    Per quanto detto, gli autori dell’articolo in esame, hanno impostato uno studio bi-centrico randomizzato e controllato per valutare gli effetti di un intervento di equilibrio sulla prevenzione delle cadute in soggetti affetti da Sclerosi Multipla. Nello specifico, l’obiettivo che i ricercatori si sono posti, è stato quello di verificare l’ipotesi che pazienti affetti da questa patologia e trattati per i disordini dell’equilibrio, potessero migliorare la loro stabilità rispetto ad un gruppo di controllo. Ulteriore obiettivo è stato quello di verificare se l’intervento proposto, riduce il tasso di soggetti che cadono.

    Per eseguire lo studio, sono stati reclutati pazienti affetti da Sclerosi Multipla tra il marzo 2011 e l’ottobre 2013. Questi soggetti sono stati randomizzati da un clinico esterno allo studio e sono stati valutati da un valutatore non a conoscenza dell’allocazione dei pazienti tra i due gruppi.
    Complessivamente, sono stati reclutati 119 partecipanti: 78 pazienti sono stati collocati nel gruppo sperimentale, 41 nel gruppo di controllo.
    Entrambi i gruppi hanno ricevuto 20 sessioni di trattamento per una durata di 45 minuti con una frequenza di 2/3 volte alla settimana, da parte di un fisioterapista esperto e preparato per lo studio. I soggetti del gruppo di controllo sono stati trattati per ridurre le limitazioni delle funzioni del corpo e del livello di attività, mentre il trattamento per i disordini dell’equilibrio, è stato ridotto ad un massimo di 10 minuti per sessione. Il gruppo sperimentale invece, è stato sottoposto ad un intervento per l’equilibrio per almeno 25-45 minuti, secondo un trattamento basato sulle raccomandazioni derivanti da un protocollo pubblicato in letteratura. Questo protocollo si pone come obiettivo quello di migliorare il controllo della postura e della capacità di spostamento del baricentro e dei segmenti del corpo durante i compiti statici, dinamici e di transizione.
    Per la valutazione degli effetti del trattamento, invece, sono stati utilizzati diversi strumenti. Come misure di outcome primario: il numero dei partecipati che riportavano almeno una caduta post- trattamento e nel periodo di follow-up; il numero di soggetti che riportavano più di 2 cadute nello stesso periodo; il numero dei partecipanti che miglioravano per più di 3 punti nella Berg Balance Scale (BBS). Come misure di outcome secondario: il Dynamic Gait Index (DGI); l’Activities-specific Balance Confidence scale (ABC); il Timed Up and Go Test (TUG).

    In base all’analisi statistica dei risultati derivanti dalle misure di outcome, gli autori riferiscono che il programma d’intervento utilizzato per l’equilibrio, non ha nessun effetto sul tasso di cadute nella Sclerosi Multipla. Inoltre, dopo la fine dell’intervento, non ci sono differenze statisticamente significative tra il gruppo di intervento e quello di controllo nell’equilibrio e nei risultati delle misure di outcome utilizzate.
    I risultati derivanti da questo studio sottolineano che le persone affette d Sclerosi Multipla, hanno un elevato rischio di cadute, così come evidenziato dalla frequenza dei soggetti che cadono (24-27%) in entrambi i gruppi durante il periodo di riferimento. I partecipanti, in effetti, mostrano evidenti disordini nell’equilibrio e nella mobilità, con una media del punteggio BBS di circa 45 punti e del punteggio DGI di 17 punti.
    Dopo l’intervento, la frequenza complessiva di soggetti che cadono non è diminuita nei due gruppi, nonostante entrambi abbiano un miglioramento nell’equilibrio statico e dinamico con un lieve aumento nella sicurezza dell’equilibrio.
    I miglioramenti nell’equilibrio sono similari tra i due gruppi, il che rende difficile comprendere quali componenti dei rispettivi interventi siano efficaci.

    Gli autori sottolineano la presenza, nello studio, di una serie di limiti: il tasso di dropouts presente; non vengono utilizzate delle misure di controllo delle attività eseguite al di fuori del protocollo; vengono utilizzate solo delle scale cliniche per la valutazione dell’equilibrio.
    I punti di forza dello studio invece sono che viene utilizzato un campione ampio e che non ci sono forti deviazioni nell’allocazione randomizzata. Questo ha permesso di livellare le differenze presenti tra i partecipanti all’inizio dello studio.

    Concludendo, il protocollo specifico per l’equilibrio con solo 2/3 sessioni a settimana, non è efficace nella riduzione delle cadute nei pazienti con Sclerosi Multipla.

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