ICF-Dipendenze. Un set di strumenti per programmare e valutare la riabilitazione nelle dipendenze patologiche

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    2016

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    Pasqualotto L.

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    ICF-Dipendenze. Un set di strumenti per programmare e valutare la riabilitazione nelle dipendenze patologiche

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    ICF-Dipendenze. Un set di strumenti per programmare e valutare la riabilitazione nelle dipendenze patologiche

    Erickson, Trento

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    Il contributo in esame si colloca nell’ambito delle dipendenze patologiche ed è volto all’approfondimento della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF), emanata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2001.
    Il libro in esame, nel primo capitolo scritto dallo psichiatra Dott. Mauro Cibin, analizza il trattamento delle dipendenze, volgendo anche uno sguardo al futuro. In particolare, lo psichiatra affronta la problematica della mancanza di interventi volti a garantire, al paziente affetto da dipendenza, un sostegno al mantenimento delle capacità relazionali, quindi personali e lavorative, indispensabili nell’ambito di un percorso di recupero (recovery), tanto quanto l’intervento sanitario volto a prevenire eventi acuti, ricadute o la morte. Infatti, in virtù dell’intensificazione delle cause di dipendenza che si pongono a discapito delle capacità sociali dell’uomo, si ritiene necessario integrare le cure sanitarie con percorsi di riabilitazione psico-sociale, così da considerare il soggetto dipendente non solo come paziente ma come persona. Tale necessità si riscontra anche nella circostanza che il DUS (Substance Use Disorder) prevede diversi gradi di gravità, valutati per mezzo di criteri diagnostici, la cui metà riguardano le conseguenze personali e sociali della dipendenza. Per cui, possiamo affermare che la dipendenza ha un impatto rilevante nella vita di un individuo, che va oltre alle ripercussioni sulla psiche e sulle funzioni del corpo.
    Il secondo capitolo del contributo in esame, scritto dalla psichiatra Dott.ssa Paola Carozza, analizza il piano metodologico utile per attuare interventi volti alla riabilitazione psico-sociale di cui prima e per garantire al paziente uno stile di vita qualitativamente migliore. Sulla base di tali esigenze metodologiche, è stato creato e messo a punto un set di strumenti denominato “ICF dipendenze”, che si basa sulla Classificazione Internazionale del Funzionamento e della Disabilità (ICF) che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha emanato nel 2001 grazie al contributo di numerosi esperti del settore.
    Nel terzo capitolo e quarto capitolo, il Professore Luciano Pasqualotto disquisisce sull’importanza dell’ICF quale modello utile per la valutazione di soggetti con disturbo da dipendenza, nella vita quotidiana. In particolare, l’ICF mette in evidenza la circostanza che un individuo, che si sente a proprio agio nell’ambiente in cui vive, anche se affetto da patologie, non possa ricadere in disabilità psico-fisiche. Per cui, la gravità di una patologia dipende soprattutto dallo squilibrio tra l’individuo e l’ambiente che lo circonda. L’ICF-dipendenze, aderente al modello delineato dall’OMS, si compone di un set di strumenti in grado di valutare e analizzare i soggetti affetti da dipendenze e individuare le necessità e i bisogni del soggetto in un determinato contesto. Vi rientrano: il protocollo di osservazione, utilizzato dagli operatori, composto da domande riprese dalla classificazione ICF, mediante le quali l’osservatore è in grado di valutare il soggetto in determinate circostanze di vita ed eventualmente individuare carenze su cui indirizzare percorsi riabilitativi. Vi rientrano, altresì, un questionario di autovalutazione per i pazienti e un supporto informatico che permette non solo di confrontare, a distanza di tempo, tutti i dati raccolti, ma anche di analizzare l’evoluzione dell’individuo e la sua inclusione sociale in base all’efficacia del percorso riabilitativo predisposto.
    Il capitolo quinto, scritto a “quattro mani” dal Dott. Alessio Cazzin e dalla Dott.ssa Cecilia Bernardi, fornisce degli esempi concreti circa l’utilizzo del set di strumenti ICF, con lo scopo di dimostrare i benefici e i vantaggi di impiego di tali strumenti.
    Il libro si conclude nel sesto capitolo, in cui il Dott. Emanuele Perrelli illustra la necessità di una collaborazione, nell’ambito del percorso di cura, tra gli operatori e il territorio e quindi con le istituzioni e associazioni, intesi quali veicoli indispensabili nell’aiuto del paziente nell’ambito del percorso riabilitativo.