Diritto sanitario e dei servizi sociali

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    2017

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    • Alessandra Pioggia

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    Diritto sanitario e dei servizi sociali

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    Diritto sanitario e dei servizi sociali

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    Il contributo in esame si colloca nell’ambito dei Diritti sociali sanciti dalla nostra Costituzione come fondamentali.
    Nella prima parte, si analizzano i diritti sociali alla salute e all’assistenza intese dal nostro ordinamento come libertà positive, volgendo lo sguardo alla tutela loro apprestata sia a livello nazionale, mediante l’emanazione di una legislazione di attuazione che disponga garanzie primarie e secondarie, sia a livello sovranazionale grazie all’introduzione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
    L’autrice, approfondisce, il Diritto alla salute con particolare riguardo all’evoluzione del concetto di salute fino ad arrivare alla sua tutela costituzionale nell’art 34 della Costituzione e il Diritto all’assistenza sociale sancito dall’art 38 della Costituzione quale diritto della persona ad ottenere servizi e prestazioni economiche volte a superare situazioni di bisogno.
    Nella seconda parte, si analizzano le fonti normative, in particolare la Costituzione e il riparto di competenze tra le Regioni e lo Stato nel disciplinare il Diritto alla salute e dei servizi sanitari e il Diritto all’assistenza e dei servizi sociali.
    Altresì si approfondiscono i cd. Livelli essenziali di assistenza, intese quali prestazioni e servizi che devono essere erogati a tutti i cittadini da parte dello Stato, i quali consentono l’attuazione del Principio di Uguaglianza sostanziale sancito dal comma 2 dell’art 3 della Costituzione.
    In special modo, l’autrice esamina l’excursus normativo relativo ai Livelli essenziali sia in relazione all’assistenza sanitaria, con il DPCM del 29 novembre 2001, sia in relazione alle prestazioni dei servizi sociali; Analizza, altresì la L. 328/2000, la quale prescrive che le caratteristiche dei Livelli essenziali devono essere fissati dal Piano Nazionale degli Interventi e dei Servizi Sociali, dal Piano regionale e dal Piano di Zona, consentendo una definizione dettagliata.
    La terza parte disquisisce sul Sistema Sanitario Nazionale, quale sistema di strutture e servizi che hanno come finalità quella di garantire ai cittadini l’accesso all’erogazione delle prestazioni sanitarie ai sensi dell’art. 32 della Costituzione. L’autrice, dapprima, pone il nostro modello nazionale a confronto con il modello Statunitense e i modelli europei e poi esamina la sua evoluzione storico-normativa: partendo dall’età pre-Repubblicana in cui vigeva il cd. Sistema mutualistico che prevedeva un’assistenza sanitaria per i soli lavoratori dipendenti, su base assicurativa obbligatoria, fino ad arrivare alla sua istituzione con la L. 833/1978 che dà attuazione all’art. 32 della Costituzione che sancisce il diritto alla salute di tutti gli individui.
    All’inizio degli anni ’90, si provvide ad una revisione del S.S.N. mediante una Regionalizzazione, quindi con un rafforzamento del ruolo e della responsabilità delle regioni e un’Aziendalizzazione delle strutture che erogano servizi sanitari, introducendo le cd. Aziende sanitarie, soggetti di diritto pubblico, dotate di autonomia organizzativa, amministrativa e patrimoniale. Al suo interno si suole distinguere tra Aziende territoriali e Aziende Ospedaliere.
    In relazione a queste ultime, l’autrice esamina gli organi di cui sono composte e la loro struttura, tenendo conto, altresì delle attività di dirigenza e gestione delle stesse.
    La riforma sanitaria ha introdotto la possibilità, per l’assistito di scegliere tra operatore pubblico e operatore privato, infatti il D.Lgs. n. 229/1999 prevede che i privati possano chiedere di essere autorizzati alla realizzazione di strutture e all’esercizio di attività socio-sanitarie, ottenere l’accreditamento istituzionale per l’esercizio di attività sanitarie e stipulare accordi contrattuali con le regioni territorialmente competenti.
    Inoltre, la modifica del Titolo V della Costituzione ad opera della Legge Cost. n 3/2001, gioca un ruolo importante in quanto prescrive che, in materia di tutela della salute, le Regioni hanno competenza legislativa concorrente, comportando, dunque, la possibilità per le regioni di produrre leggi, vincolate al rispetto dei principi dettati dallo stato.
    Per concludere, si analizza l’importanza della Programmazione nazionale, previsione volta a determinare gli obiettivi da raggiungere in un dato arco temporale, la quale consta di un Piano Sanitario Nazionale, che dispone i Livelli essenziali e gli obiettivi che il SSN deve raggiungere e di un Piano Sanitario Regionale. All’interno delle Aziende sanitarie viene predisposta una Programmazione Aziendale.
    In ultimo, si analizza il finanziamento del S.S.N.: il D.Lgs. n 56/2000, meglio noto come Decreto sul federalismo fiscale, ha disposto un sistema di finanziamento del S.S.N. basato sulla capacità fiscale regionale, stabilendo che concorrano al finanziamento: le entrate proprie degli enti S.S.N., l’IRAP, l’IRPEF e la compartecipazione all’IVA.
    La quarta parte del libro in esame disserta del tema dei Servizi sociali, intesi come il complesso di servizi volti a rimuovere situazioni di bisogno della persona. Si analizza, dapprima, il concetto di Welfare state che si basa sull’assistenza pubblica illimitata e incondizionata e poi, l’evoluzione del sistema italiano di Assistenza sociale: dall’organizzazione prevista dopo l’entrata in vigore della Costituzione, fino agli anni ’70, con l’avvento delle Regioni, in cui si preferì decentrare molte competenze assistenziali, riconoscendo maggior peso ai Comuni. Con l’avvento del Federalismo, si affidano alle Regioni e agli Enti Locali, la competenza legislativa ed amministrativa finalizzate all’attuazione dell’art 38 della Costituzione, lasciando in ogni caso, competenza allo Stato per la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni concernenti i servizi sociali. Nell’evoluzione normativa dell’Assistenza sociale, gioca un ruolo importante la “Legge quadro di riforma dell’assistenza” volta alla realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali, prescrivendo che le prestazioni di assistenza sociale debbano garantire un’alta qualità di vita, pari opportunità e l’assenza di discriminazioni verso i soggetti in stato di bisogno.
    L’autrice, quindi analizza le funzioni, l’organizzazione e le strutture dell’amministrazione dei servizi sociali, a livello Nazionale, Regionale e Locale e la partecipazione dei privati nell’erogazione dei Servizi sociali.
    Nell’ambito tecnico-economico, si analizza la Programmazione e il Finanziamento dei servizi sociali. Nel primo ambito, la L. 328/2000 ha introdotto il metodo della Programmazione degli interventi e delle risorse, volto alla realizzazione degli interventi in forma integrata ed unitaria, e che prevede a livello periferico, il cd. Piano sociale regionale, che è Atto di indirizzo mediante il quale la Regione fornisce alle Autonomie locali, gli indirizzi e le priorità sociali da raggiungere e il cd. Piano di zona, documento programmatorio mediante il quale gli Enti locali definiscono, a livello territoriale, le politiche sociali rivolte alla popolazione.
    Nel secondo ambito, si approfondisce il ruolo del Fondo nazionale per le politiche sociali, destinato alle Regioni e alle Province autonome volto a finanziare gli interventi e servizi sociali.
    Nell’ultimo capitolo si affronta il tema dell’integrazione socio-sanitaria. In particolare, si nota che i bisogni sempre più complessi dell’individuo hanno portato alla disposizione di un’organizzazione tra interventi di natura sanitaria e di natura sociale volte a superare i bisogni del singolo.
    Si esamina l’amministrazione dei servizi socio-sanitari sia a livello Nazionale, sia a livello locale-periferico, la Programmazione in materia e il finanziamento.
    Per concludere, l’autrice approfondisce la figura dell’operatore socio-sanitario, quale figura professionale volta a curare e ad assistere i bisogni primari della persona in un contesto sia sociale che sanitario