Kabat rehabilitation for Bell’s palsy in the erderly.

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    Publication Date

    Giugno 2017

    Source Authors

    Monini, S., Buffoni, A., Romeo, M., Di Traglia, M., Filippi, C., Atturo, F., & Barbara, M.

    Source Title

    Kabat rehabilitation for Bell’s palsy in the erderly.

    Source Issue

    Acta Oto-laryngologica

    137

    Page Range: 646-650

    Nell’ambito della riabilitazione neurologica, è stato analizzato uno studio che valuta gli effetti dell’intervento con Kabat per le paralisi di Bell.
    Come riportato dagli autori, la paralisi di Bell è la più frequente paralisi nervosa di origine periferica che rappresenta quasi i due terzi di tutti i casi. Uno studio recente ha mostrato che quando la paralisi è trattata solo con la terapia medica, non ci sono differenze osservabili nel tasso di ripresa dall’evento.
    Il recupero funzionale pare dipenda principalmente dall’iniziale tasso di severità della paralisi, dalle concomitanti condizioni ipertensive e dall’età giovanile che giocherebbe un ruolo favorevole. In aggiunta, alcune evidenze cliniche hanno evidenziato che, la fisioterapia svolge una funzione favorevole sul recupero se applicata in una fase precoce e se associata al trattamento medico.

    Alla luce di quanto detto, gli autori hanno eseguito uno studio per comprendere il ruolo giocato dall’età sulla ripresa clinica dalla paralisi di Bell, specialmente quando la riabilitazione fisica è associata alla terapia medica.
    Secondo uno studio con disegno randomizzato, 104 soggetti sono stati valutati e divisi in due gruppi: un gruppo A, trattato esclusivamente tramite terapia medica secondo quanto stabilito dalle linee guida dell’American Society of Neurology; un gruppo B sottoposto allo stesso trattamento medico associato alla riabilitazione fisica con Kabat. In entrambi i gruppi sono stati poi creati dei sottogruppi in base all’età dei pazienti: uno per pazienti con età ≤ 65 anni, l’altro per pazienti con età >65.
    Per valutare gli effetti del trattamento sono stati presi in considerazione: il tasso del grado di recupero secondo le modifiche del punteggio alla scala House Brackmann (HB) da 0-3 per la popolazione con grado IV HB e da 0-4 nella popolazione con grado V HB; la velocità di recupero, indicata come giorni necessari affinché ogni paziente raggiunga la ripresa clinica stabile o finale. Inoltre, per analizzare l’esito degli interventi, i pazienti sono stati sottoposti ad un questionario (Beta FaCE Scale) ed è stata eseguita un’analisi statistica dei risultati ottenuti dalle misure di outcome.

    I risultati dello studio dimostrano che quando la riabilitazione con Kabat è combinata alla terapia farmacologica con steroidi, il tasso di recupero non è influenzato dall’età ed è significativamente migliore rispetto a quello raggiunto con la terapia steroidea da sola, specialmente nei casi con grado di partenza IV HB. Invece, i soggetti più giovani non sottoposti a riabilitazione, mostrano un tasso di recupero migliore rispetto al gruppo più anziano.
    Nello stesso gruppo riabilitativo, i casi con grado di partenza V HB sembrano essere influenzati dall’età, perché tutti i soggetti con età ≤ 65 anni dimostrano una ripresa completa, mentre questo risultato è raggiunto in soltanto il 50% dei soggetti con età > 65 anni.
    Se inoltre si prende in considerazione il tempo necessario per raggiungere lo stato funzionale definitivo, sembra che la riabilitazione fisica con Kabat giochi un ruolo favorevole, permettendo una riduzione del tempo di ripresa e in parte, indipendentemente dall’età.
    Per quanto riguarda l’influenza dell’età sulla prognosi, lo studio dimostra che i pazienti più anziani sottoposti a riabilitazione raggiungono uno grado HB più basso in minor tempo rispetto ai soggetti della stessa età non sottoposti a riabilitazione, anche se in generale, per i pazienti più anziani è richiesto più tempo per la ripresa rispetto a quelli più giovani. Anche per quanto riguarda i soggetti più anziani non sottoposti a riabilitazione c’è un peggior grado della scala HB (più alto) rispetto ai soggetti più giovani non riabilitati.
    Bisogna  aggiungere che secondo quanto riportato dagli autori, se la riabilitazione inizia in una fase precoce rispetto all’esordio della paralisi, l’età non influenzerà il tasso di recupero in molti casi severi, ma sicuramente l’età avanzata influisce sul tempo di ripresa e sulla durata della riabilitazione che durerà un tempo maggiore.
    Analizzando invece i risultati dei questionari, lo studio dimostra che i pazienti con paralisi di Bell più anziani, sono più sensibili rispetto ai miglioramenti post- riabilitativi della mimica faciale e della funzione orale. I soggetti più giovani, invece, apprezzano particolarmente i miglioramenti del controllo lacrimale, del confort della faccia e degli occhi e anche gli effetti positivi sulla vita sociale ottenuti tramite miglioramento dell’aspetto fisico.

    Concludendo, questo studio ha confermato l’importanza della combinazione tra fisioterapia e terapia medica convenzionale per un migliore recupero della paralisi di Bell in tutti i gruppi di età. Questi risultati possono essere particolarmente importanti per i soggetti più anziani con un grado severo alla scala HB (HB V). In effetti, questi pazienti potrebbero ottenere in una piccola percentuale di casi, un risultato funzionale simile ai soggetti più giovani, ma con un ritmo più lento e con un periodo riabilitativo più lungo.

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