Neurophysiological and clinical effects of blindfolded balance training (BBT) in Parkinson’s disease patients: a preliminary study.

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    Aprile 2019

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    Bonnì, S., Ponzo, V., Tramontano, M., Martino Cinnera, A., Caltagirone, C., Koch, G., & Peppe, A.

    Source Title

    Neurophysiological and clinical effects of blindfolded balance training (BBT) in Parkinson’s disease patients: a preliminary study.

    Source Issue

    European Journal of Physical and Rehabilitation Medicine

    55

    Page Range: 176-182

    Tipici segni della malattia di Parkinson, sono le disfunzioni del cammino. In effetti, tutti i principali parametri di quest’ultimo sono coinvolti. I pazienti con Parkinson mostrano una diminuzione nella “clearance del piede”, dimostrata da una riduzione della lunghezza del passo e della velocità del cammino.
    Ulteriore alterazione comune è l’instabilità posturale nella posizione verticale e, i disordini nell’equilibrio osservati in questi pazienti, sono maggiormente legati ad un’alterazione degli aggiustamenti anticipatori e delle sinergie posturali dovuti ad una disfunzione dei gangli della base.
    Bisogna aggiungere che, i pazienti con Parkinson, presentano l’incapacità di adottare strategie di movimento per contrastare i cambiamenti delle condizioni sensoriali, il che riflette un problema nell’adattamento senso-motorio. Alcuni pazienti inoltre, sono incapaci di percepire accuratamente la posizione verticale in piedi, che può indicare un’anormalità nel processare informazioni vestibolari, visive e propriocettive.
    Le strategie riabilitative per migliorare le risposte posturali, possono essere efficaci nel miglioramento del cammino, aumentando l’integrazione delle afferenze sensoriali.
    Recentemente, è stato proposto dagli autori dell’articolo, un allenamento senso-motorio basato su “Blindfolded Balance Training” (BBT) come una nuova terapia efficace per il miglioramento del cammino nei pazienti con malattia di Parkinson. In effetti, questo intervento sarebbe in grado di massimizzare le compensazioni del sistema nervoso attraverso le perturbazioni posturali.
    In aggiunta, ci sono evidenze che l’attività dell’area motoria supplementare (SMA) nella malattia di Parkinson, è ridotta per una diminuzione dei feedback positivi efferenti derivanti dal circuito gangli della base-talamo e corteccia motoria. L’allenamento vestibolare potrebbe essere efficace nella malattia di Parkinson per il coinvolgimento della SMA nel facilitare gli aggiustamenti anticipatori posturali (APAs), permettendo di acquisire quei riflessi motori che sono necessari nell’esecuzione dei movimenti involontari.

    Partendo da questi presupposti, gli autori dell’articolo in esame hanno eseguito uno studio randomizzato controllato per investigare gli effetti clinici e neuropsicologici del BBT nei pazienti con Parkinson.
    In base a dei criteri di inclusione ed esclusione definiti, per sviluppare lo studio, sono stati reclutati 16 pazienti affetti da malattia di Parkinson ai quali veniva somministrato un trattamento farmacologico con Levodopa. Questi soggetti sono stati poi divisi in due gruppi: un gruppo sottoposto a fisioterapia e un gruppo a trattamento con BBT. Entrambi, hanno eseguito 10 sessioni di trattamento riabilitativo per 5 giorni a settimana e ogni sessione aveva una durata di 40 minuti. All’interno dell’articolo, per un eventuale approfondimento, sono descritti gli interventi riabilitativi utilizzati.
    Per rilevare gli effetti del trattamento è stata eseguita la gait analysis e la valutazione neuropsicologica tramite elettromiografia e stimolazione magnetica transcranica per la connessione SMA-M1(area motoria supplementare-corteccia motoria primaria) prima e dopo il trattamento.

    I risultati e l’analisi statistica eseguita secondo modalità riportate nell’articolo, ci dicono che il trattamento con BBT, cioè una stimolazione senso-motoria basata sulla deprivazione visiva, comparata alla classica fisioterapia, è capace di modificare i parametri intrinseci del passo in un breve periodo. Nei pazienti sottoposti a BBT rispetto ai pazienti sottoposti a fisioterapia viene rilevato che c’è un aumento della velocità del cammino mentre, rispetto all’intero ciclo del passo, è osservata una diminuzione della fase di appoggio e di doppio appoggio e, un aumento della fase di oscillazione. Inoltre, è stata rilevata una modulazione selettiva nella connessione funzionale tra M1 e SMA nei pazienti con Parkinson sottoposti a BBT rispetto ai pazienti sottoposti a fisioterapia.
    L’articolo presenta alcune limitazioni: il campione era troppo piccolo per eseguire un vero e proprio RCT in doppio cieco; i parametri registrati con la gait analysis potrebbero non essere sufficienti per individuare tutti i possibili cambiamenti cinematici e posturali.

    Nonostante i limiti, questo articolo supporta l’introduzione di strategie riabilitative complementari basate sulla deprivazione visiva e le perturbazioni propriocettive, che coinvolgono i circuiti SMA-M1. Queste, possono essere utilizzabili per migliorare il passo e il controllo posturale mediato dalla stimolazione dei sistemi vestibolari in pazienti con malattia di Parkinson e sottoposti a trattamento riabilitativo a breve termine.
    Gli autori inoltre, ritengono che ulteriori valutazioni con strumentazioni multi-sensoriali per l’analisi dell’equilibrio dinamico e dei parametri del passo possono essere utilizzabili per valutare l’efficacia del protocollo riabilitativo nel migliorare la stabilità dei pazienti e per definire un trattamento personalizzato.
    Infine, ulteriori studi sono necessari per investigare gli effetti a lungo termine del trattamento proposto.

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