Rehabilomics: A Conceptual Framework to Drive Biologics Research. Biologics Supplement

    Publication Date
    Source Authors
    Source Title
    Source Issue
    Publication Date

    2017

    Source Authors

    • Amy K. Wagner

    Source Title

    Rehabilomics: A Conceptual Framework to Drive Biologics Research. Biologics Supplement

    Source Issue

    Biologics Supplement

    3

    Page Range: 28 - 30

    L’articolo recensito costituisce uno dei primi lavori scientifici nei quali compare il termine “Riabilitomica”, coniato presso l’Università di Pittsburgh. Negli ultimi anni, nel trattare numerose patologie soprattutto croniche, si assiste sempre più all’associazione tra interventi di tipo farmacologico e terapie biologiche, tra queste principalmente l’esercizio fisico e la dieta che da numerosi studi appare potenziare gli effetti dell’esercizio stesso. La riabilitazione rientra a pieno titolo tra le terapie biologiche perché è in grado di modificare una serie di meccanismi atti al recupero della funzione, e per questa ragione è necessario comprenderne meccanismi d’azione, effetti avversi, dose, modo e tempo di somministrazione, proprio come per i trattamenti farmacologici tradizionali.

    La riabilitomica, rientrando tra le scienze -omiche, utilizza l’analisi e il dosaggio dei biomarcatori come strumenti per studiare l’efficacia dell’esercizio e quindi cucire una proposta terapeutica su misura per ciascun paziente. I biomarcatori, tuttavia, hanno trovato sino ad oggi un utilizzo piuttosto limitato nell’ambito della ricerca nel campo della riabilitazione, quindi ancora non è stato sfruttato appieno il potenziale che questi possono fornire per la comprensione e validazione dei trattamenti utilizzati in riabilitazione.

    Il concetto alla base di questo approccio è che un dato sistema biologico o molecolare possa essere meglio studiato considerandolo nella sua globalità, piuttosto che nei suoi singoli elementi. Questo principio è anche alla base della biologia dei sistemi, secondo la quale lo studio di un organismo, o di un apparato molecolare è considerato come un network integrato e dinamico di geni e proteine che interagendo tra loro nello spazio e nel tempo permettono a uno specifico sistema di funzionare. Nella pratica clinica riabilitativa l’utilizzo di un approccio -omico ha ad esempio come fine ultimo quello di distinguere soggetti che presentano un elevato rischio di manifestare complicanze in seguito al trattamento riabilitativo proposto, da soggetti che invece non le manifesteranno proprio per le loro caratteristiche genetiche e del proprio assetto biomolecolare. L’utilizzo dei biomarcatori nell’ambito riabilitativo, in conclusione, risulta essere utile a più livelli: in fase preclinica, nella quale consente di individuare dal profilo genetico i soggetti a rischio di sviluppare malattie di interasse riabilitativo; quando la malattia si è manifestata, per cucire un trattamento su misura per il singolo paziente, migliorando efficacia ed efficienza della proposta riabilitativa; infine è utile per monitorare gli effetti della proposta sul singolo paziente.