Systematic review on strength training in Parkinson’s disease: an unsolved question

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    Publication Date

    2017

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    Ramazzina, I., Bernazzoli, B., Costantino, C.

    Source Title

    Systematic review on strength training in Parkinson’s disease: an unsolved question

    Source Issue

    Clinical Interventions in Aging

    12

    Page Range: 619-628

    All’interno della branca di ricerca della riabilitazione neurologica, ritroviamo diversi articoli che analizzano gli interventi da poter utilizzare per i soggetti affetti da malattia di Parkinson.
    Tra questi ritroviamo il lavoro di Ramazzina et al. del 2017, nel quale è stata eseguita una revisione sistematica della letteratura per investigare l’efficacia dell’allenamento alla forza eseguito contro differenti tipi di resistenza, sul miglioramento dei sintomi motori e non motori nella malattia di Parkinson.
    In effetti, molti studi descrivono gli effetti dell’esercizio aerobico sul miglioramento dei sintomi motori e non motori della malattia di Parkinson, mentre meno attenzione è stata data a specifici allenamenti muscolari contro una resistenza esterna.
    Per eseguire questa revisione, sono stati rispettati i criteri PRISMA e gli articoli inclusi nella stessa sono stati ricercati mediante delle specifiche parole chiave su diversi motori di ricerca (PubMed, Physiotherapy Evidence Database, Cochrane Central Register of Controlled Trials, Scopus e Web of Science) e in aggiunta, per identificare letteratura grigia, è stata condotta una ricerca su Google e Google Scholar utilizzando le stesse parole chiave. Secondo una prima analisi, sono stati selezionati gli studi che valutassero l’effetto dell’allenamento di specifici muscoli o gruppi muscolari eseguito con una resistenza esterna costituita da cicloergometro, macchine per pesi, elastici, sacchi da box e acqua. Secondo un’ulteriore analisi, sono stati inclusi gli articoli che valutassero l’effetto dell’allenamento alla forza in soggetti affetti da malattia di Parkinson in base a degli specifici criteri di inclusione elencati chiaramente all’interno della revisione e stabiliti secondo i principi PICO.
    In base a quanto a quanto esposto, sono stati selezionati quindi 13 articoli, due dei quali, a causa della condivisione dei dati riportati, sono stati valutati come singolo item.
    All’interno della revisione, sono state riportate le caratteristiche principali di ciascun articolo incluso ed è stata eseguita un’analisi degli stessi in base agli outcome stabiliti dagli studi, cioè la forza muscolare, i parametri fisici e i parametri sulla qualità della vita.
    I punti di forza di questa revisione sono i selettivi criteri di eleggibilità utilizzati per la selezione degli studi e l’elevata qualità metodologica degli articoli inclusi.
    I punti di debolezza sono che non è stato possibile rispondere al quesito principale dello studio, cioè se l’allenamento alla forza migliora i sintomi motori e la qualità della vita nei soggetti affetti da Parkinson. Questo perché non è stato possibile eseguire una meta-analisi dato che gli studi inclusi presentano disegni differenti e diverse misure di outcome primario e secondario.
    La proposta di questo studio era quella di investigare l’effetto di differenti tipi di allenamento alla forza eseguito contro differenti tipi di resistenza esterna sul miglioramento dei sintomi dei soggetti affetti da malattia di Parkinson e in molti degli studi selezionati i risultati sono positivi. In effetti, l’allenamento alla forza appare essere un’attività fisica adatta per il miglioramento dei parametri fisici e della qualità della vita in questi pazienti, ma nonostante ciò, non è stato possibile rispondere alla domanda in questione in maniera univoca, proprio a causa dell’impossibilità di applicazione di un’analisi quantitativa sotto forma di meta-analisi.
    Cosa importante che deriva da questo studio è che l’allenamento alla forza non determina un declino in molti degli outcome considerati rispetto ad altri allenamenti. Senza dubbio, gli effetti dell’allenamento alla forza sull’equilibrio sono incerti, perché sulla base degli studi inclusi, i risultati sono contrastanti e c’è anche limitata evidenza sul miglioramento degli eventi di freezing. Inoltre, l’effetto sul numero della cadute non è chiaro e uno degli studi inclusi nella revisione riporta nessun effetto sulla maggior parte degli outcome esaminati.
    Gli autori vogliono inoltre sottolineare che, anche se l’intervento dei 12 studi selezionati valuta l’efficacia dell’allenamento alla forza, solo 6 di questi valutano il miglioramento nella forza muscolare e solo 2 studi riportano la forza e la potenza come outcome principale. Principalmente in questi studi, viene valutato l’equilibrio, il cammino e la mobilità. Sulla base dell’evidenza è quindi difficile stabilire una correlazione tra allenamento alla forza e i miglioramenti visualizzati.
    In conclusione, dall’analisi qualitativa degli articoli derivano differenti scoperte: 1) l’allenamento alla forza eseguito contro una resistenza diversa dal peso del corpo, quindi esterna, è ben tollerata nei soggetti con malattia di Parkinson in stadio da medio a moderato, 2)l’allenamento alla forza migliora sia i parametri fisici che quelli della qualità della vita nei pazienti affetti da Parkinson, 3) per supportare gli effetti benefici dell’allenamento alla forza, sono richiesti ulteriori studi clinici che includano una valutazione specifica della forza muscolare.

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