The anti-ageing molecule sirt1 mediates beneficial effects of cardiac rehabilitation

    Publication Date
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    Source Title
    Source Issue
    Publication Date

    2017

    Source Authors

    • Russomanno G,
    • Corbi G,
    • Manzo V,
    • Ferrara N,
    • Rengo G,
    • Puca AA,
    • Latte S,
    • Carrizzo A,
    • Calabrese MC,
    • Andriantsitohaina R,
    • Filippelli W,
    • Vecchione C,
    • Filippelli A,
    • Conti V.

    Source Title

    The anti-ageing molecule sirt1 mediates beneficial effects of cardiac rehabilitation

    Source Issue

    Immunity & Ageing

    14

    Page Range: 7 - 16

    Il lavoro ha come oggetto di studio l’efficacia della riabilitazione cardiologica nell’anziano affetto da scompenso cardiaco. La Riabilitazione Cardiologica è considerata parte integrante della terapia dello scompenso cardiaco, perché di fatto, come emerso da numerosi studi, è in grado di determinare una riduzione significativa di tutte le cause di mortalità, con tassi più bassi di recidive di infarto e mortalità per eventi cardiovascolari; nonostante tutto la si prescrive e consiglia ancora raramente. Pur essendo ormai noti gli effetti positivi della Riabilitazione Cardiologica e dell’esercizio terapeutico sui parametri emodinamici e funzionali, i meccanismi molecolari che sottendono al recupero non sono ancora chiari. L’esercizio pare sia in grado di esplicare il proprio effetto terapeutico in virtù della capacità di stimolare le difese antiossidanti endogene che contrastano l’accumulo dei Radicali Liberi dell’Ossigeno (ROS). Il lavoro recensito si colloca nell’ambito della Medicina Traslazionale che trasferisce al letto del paziente i risultati ottenuti in laboratorio al fine di individuare la giusta dose di esercizio, efficace e non dannosa, da proporre ai pazienti. In particolare, gli autori, intendono valutare i cambiamenti molecolari eventualmente indotti da un programma di riabilitazione cardiologica di quattro settimane sull’attività di Sirt1, e dei suoi target Catalasi (Cat) e Superossidodismutasi (SOD) nelle cellule mononucleate del sangue periferico (PBMCs) e lo stato antiossidante nel siero di pazienti con scompenso cardiaco stabile. Sono stati inoltre indagati i cambiamenti nelle cellule endoteliali umane, esposte o non esposte allo stress ossidativo indotto da H2O2, condizionate con siero isolato dai pazienti all’inizio e alla fine del programma di Riabilitazione Cardiologica. I risultati ottenuti dallo studio vedono un aumento dell’attività di Sirt1 e Cat nelle cellule endoteliali condizionate con siero dei pazienti sottoposti a riabilitazione cardiologica sia in assenza che in presenza dello stress ossidativo, inoltre si è registrata una riduzione della senescenza della linea cellulare, effetto non osservato durante l’inibizione di Sirt1 e Cat. Gli autori dello studio hanno quindi concluso che, in aggiunta al miglioramento dei parametri funzionali ed emodinamici, un programma di riabilitazione cardiologica basato sull’ esercizio supervisionato incrementa l’attività di Sirt1 e stimola le difese sistemiche antiossidanti nei pazienti anziani affetti da scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata. L’esercizio produce anche effetti antiossidanti e anti- senescenti nelle cellule endoteliali umane che risultano almeno in parte, legati all’attività di Sirt1 e del suo target Cat. In conclusione è proprio la capacità dell’esercizio di indurre modifiche a livello molecolare che lo rende vera e propria terapia, e i marcatori individuati nello studio sono sia utili nella costruzione del programma terapeutico, sia nella verifica dell’efficacia della proposta terapeutica.