The effectiveness of McKenzie method compared to manual therapy for treating chronic low back pain: a systematic review

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    Dicembre 2019

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    Namnaqani F.I., Mashabi A.S., Yaseen K.M., Alshehri M.A.

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    The effectiveness of McKenzie method compared to manual therapy for treating chronic low back pain: a systematic review

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    Journal of Musculoskeletal & Neuronal Interactions

    19

    Page Range: 492-499

    Il dolore lobare (LBP) è una delle principali cause di disabilità che colpisce un numero considerevole di persone ed ha un carico globale significativo per la società e l’economia.

    Nonostante questo rappresenti una condizione non maligna e spesso auto-risolvibile, i pazienti che soffrono di questo disturbo spesso ricorrono a misure terapeutiche per ridurre la severità dei sintomi provati.
    Il dolore cronico lombare (CLBP) spesso determina cambiamenti nello stile di vita e assenza prolungata a lavoro per la sua natura fisica limitante. Il disagio associato al CLBP richiede dunque un trattamento tempestivo.
    L’appropriata gestione del CLBP è un problema complesso e dipende da numerosi fattori e attualmente, le linee guida del National institute for Health and Care Excellence (NICE), sollecitano il trattamento e la gestione precoce del CLBP. Queste linee guida suggeriscono che i benefici possono essere raggiunti mediante l’informazione, l’educazione e le preferenze dei pazienti, l’esercizio regolare e l’attività fisica, la valutazione e l’imaging dei pazienti, la combinazione di attività fisica e trattamenti psicologici, la fisioterapia manuale, misure invasive e rinvio alla chirurgia.
    Tra i trattamenti raccomandati dal NICE per il dolore lombare, ritroviamo il metodo McKenzie che si fonda sul principio che gli esercizi che possono determinare la centralizzazione del disco intervertebrale dovrebbero essere promossi e gli esercizi che incoraggiano lo spostamento periferico del disco dovrebbero essere evitati.
    Anche l’uso della terapia manuale (MT) è raccomandata dal NICE per trattare i pazienti con dolore lombare. Questo è un trattamento che prevede manipolazione della colonna vertebrale e mobilizzazione del paziente.
    Esercizi personalizzati per sottogruppi omogenei di CLBP identificano la MT insieme al metodo McKenzie. Nonostante ciò, sembra che le prove relative alla sua efficienza siano dubbie. In ogni caso, non è noto se il metodo McKenzie possa determinare effetti benefici simili o superiori rispetto alla MT per il CLBP in termini di dolore e disabilità.
    Per tale motivo, l’obiettivo della presente revisione è quello di valutare l’efficacia del metodo McKenzie per il trattamento del CLBP comparandolo alla terapia manuale.

    Gli autori dunque, hanno condotto la presente revisione rifacendosi alle linee guida PRISMA ricercando su diversi motori di ricerca mediante specifiche parole chiave studi che presentavano i criteri di eleggibilità definiti all’interno dello studio.                 Inoltre, sono state definite ed elencate le misure di outcome primario e secondario per la valutazione dei risultati degli interventi analizzati negli studi.
    In aggiunta, oltre all’estrazione dei dati, per ogni studio è stata utilizzata la scala PEDro per la valutazione del valore metodologico, la validità interna ed esterna e i bias.
    I dati estratti infine, sono stati analizzati secondo metodi qualitativi e quantitativi basati sulle linee guida PRISMA.

    Secondo quanto esposto all’interno dell’articolo, nella revisione sono stati inclusi 5 studi.
    Analizzando i risultati gli autori hanno rilevato che durante i primi 6 mesi, tutti gli studi riportano miglioramenti significativi nei livelli di dolore nel gruppo McKenzie, oltre quelli riportati nel gruppo di terapia manuale. Molti studi non hanno riportato miglioramenti nei livelli di disabilità, eccetto in uno degli studi inclusi. Ad un follow-up di 6 mesi, 2 studi rilevano che il metodo McKenzie è un trattamento di successo per migliorare i livelli di disabilità mentre uno studio riporta significative differenze nel dolore lombare per il gruppo McKenzie. A 12 mesi invece, non ci sono differenze significative nel dolore lombare tra i due gruppi, ma molti studi riportano che il gruppo sottoposto a metodo McKenzie ha un livello di disabilità migliore del gruppo di terapia manuale.
    Per quanto riguarda invece i valori della scala di PEDro assegnati ai vari studi, questi si aggirano in un range tra i 6 e gli 8 punti con una media di 8.

    Sintetizzando, nonostante la presenza di diversi limiti, questa revisione rileva che un gruppo selezionato di misure di dolore dimostra che il metodo McKenzie è efficace nella riduzione del dolore a breve termine nei pazienti con dolore lombare cronico. Le misure di disabilità dimostrano che il metodo McKenzie è più efficace della terapia manuale nel miglioramento della funzionalità a lungo termine dei pazienti.
    Data la mancanza di dati disponibili a lungo termine riguardo il trattamento del dolore lombare però, è difficile stabilire qualsiasi conclusione definitiva riguardo l’effetto dei trattamenti su fattori diversi dal dolore e dalla disabilità. Molti studi inclusi in questa revisione sono condotti senza cieco sia per quanto riguarda i terapisti che somministravano i trattamenti, sia per quanto riguarda la valutazione dei risultati.  Pertanto, l’affidabilità di questi studi è limitata nonostante l’importanza di avere il cieco non dovrebbe essere sopravvalutata.
    In aggiunta, le dimensioni dei campioni di alcuni studi sono così piccole da impedire la generalizzazione dei risultati e questo, rende difficile la raccomandazione dei trattamenti valutati come pratica clinica di routine.
    In conclusione, è evidente che in quest’area vi è una carenza di RCT metodologicamente validi e affidabili.

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