Correlazioni tra disfonia postura e malocclusione – Visone olistica del paziente disfonico

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Submission Date: 2019-06-26
Review Date: 2019-07-07
Pubblication Date: 2019-07-17
Printed on: Volume 1, Issue II

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Abstract:

La voce è un segnale acustico, caratterizzato da una frequenza fondamentale e dai suoi multipli interi, variamente amplificati e/o smorzati ad opera delle cavità di risonanza. I disordini della voce sono causati da un disturbo o da una perdita della normale funzione.
Ci sono voluti molti anni per dimostrare che la masticazione è solo una delle funzioni dell’apparato odontostomatognatico, in quanto tale apparato è coinvolto direttamente e indirettamente anche nella respirazione, nell’orientamento, nell’equilibrio, nella postura, nel parlato, nel cantato.
La fonazione è una funzione multidimensionale e quindi la valutazione della voce non può limitarsi ad un singolo aspetto, ma deve essere multiparametrica. Una corretta valutazione diagnostica clinico-strumentale e` alla base dell’interpretazione dei segni clinici e quindi dell’individuazione della patologia vocale specifica: la diagnosi e` di competenza del medico specialista, foniatra e/o otorinolaringoiatra.
E’ necessaria una metodica di indagine standardizzata, in modo che tutti i professionisti del settore si possano confrontare con le stesse unità di valutazione.
Possiamo riassumere che ogni volta che siamo di fronte alla persona affetta da disfonia disfunzionale è raccomandabile avere una visione globale del paziente. L’intervento mira al ripristino dei principi occlusali (riabilitazioni temporo-mandibolare), alla riprogrammazione posturale globale, ginnastica propriocettiva computerizzata, al controllo dei movimenti del diaframma e, di conseguenza, del flusso di aria e della vibrazione delle corde vocali, mantenendo tonica la muscolatura addominale. Questa visione olistica risulta maggiormente efficace al raggiungimento dell’eufonia, intesa come la miglior voce possibile, naturale, in assenza di fatica, senza sforzo, senza contrazioni per cui lo Speech assume caratteristiche di economicità efficienza ed efficacia in un contesto di quotidianità colloquiale.

Introduzione

In questi ultimi anni è aumentata l’attenzione per lo studio correlativo tra i disturbi della voce ,malocclusione e postura. Questo lavoro vuole dimostrare la correlazione esistente tra diversi organi, come tra di loro sono organizzate e come sono dipendenti l’una dalle altre.

Materiali e metodi

Analizzando gli articoli scientifici e i vari studi da essi presi  in esame, sono state individuate  delle aree comuni tra queste differenti  sintomatologie, in modo da poter effettuare un lavoro di equipe che punti al focus del problema  e non sia indirizzato unicamente sui sintomi.La voce è un mezzo fondamentale per la comunicazione umana.  Essa ha permesso l’evoluzione dell’essere umano e delle sue interazioni sociali.

Risultati e discussione

La voce è un segnale acustico, caratterizzato da una frequenza fondamentale e dai suoi multipli interi, variamente amplificati e smorzati ad opera delle cavità di risonanza. I disordini della voce sono causati da un disturbo o da una perdita della normale funzione.

Ci sono voluti molti anni per dimostrare che la masticazione è solo una delle funzioni dell’apparato odontostomatognatico, in quanto tale apparato è coinvolto direttamente e indirettamente  anche nella respirazione, nell’orientamento, nell’equilibrio, nella postura, nel parlato, nel cantato. La mandibola è la struttura cruciale per l’emissione vocale: ad essa, infatti, fanno capo i muscoli costituenti il pavimento della bocca, ai quali è appeso in parte l’osso ioide (di conseguenza l’intera scatola laringea).  Il rapporto anatomo-funzionale tra la laringe, occlusione e  postura diventa chiaro.

L’osso ioide è a sua volta fortemente condizionabile dalla lingua, dall’articolazione temporo-mandibolare e dalla colonna cervicale. Vanno considerate, quindi, le connessioni muscolo-tendinee e legamentose che queste strutture hanno con l’osso ioide, e l’osso ioide con la laringe.

Una corretta mobilizzazione mandibolare garantisce, oltre ad una buona fonoarticolazione, un’apertura adeguata della bocca e, quel che più conta, la messa in atto di una corretta postura linguale, ottimizzando di conseguenza l’assetto del tratto vocale medio.

E’ noto  che la rigidità mandibolare, ossia una  ridotta escursione della mandibola durante l’articolazione del linguaggio, può provocare innalzamento della laringe, con deficit di occlusione glottica e perdita di efficienza fonatoria, nonché un incremento della lordosi cervicale.                 La  malocclusione può creare un’asimmetria nel corretto equilibrio posturale della laringe e nei suoi rapporti con i distretti vicini (muscoli faringei, osso ioide, base della lingua) provocando  una asimmetrica tensione muscolare dei  perimetri durante l’attività fonatoria. Un alterazione temporo mandibolare può cambiare i parametri psicofisici della voce , (altezza, timbro, intensità, ritmo) qualitativamente o quantitativamente. (Lia Pappagallo, Franco Fussi, Dental Tribune, Anno V, numero 12- Dicembre 2009, pag 9-11)

Poiché la laringe è collegata direttamente con l’osso ioide viene costantemente influenzata dai movimenti dello stesso . Infatti a un suo innalzamento corrisponde un consequenziale innalzamento della laringe. La  voce si produce attraverso  le  vibrazioni delle corde vocali  al passaggio dell’aria. Nella vibrazione delle corde vocali, i muscoli delle parti coinvolte nel movimento vibrano sullo scheletro e le zone che di solito subiscono pesanti costrizioni si liberano parzialmente guadagnando un po’ di mobilità.

In questo contesto di equilibri appare chiaro  come la postura adeguata è importante per la fonazione.
 Il concetto di postura si  identifica con il concetto più generale di equilibrio inteso come “ottimizzazione” del rapporto tra soggetto e ambiente circostante, cioè quella condizione in cui il soggetto stesso assume una postura o una serie di posture ideali rispetto alla situazione ambientale, in quel determinato momento e per i programmi motori previsti.

Tutte le catene muscolari del corpo arrivano al diaframma, muscolo respiratorio per eccellenza. Il nervo frenico è il luogo d’incontro dove esse sono interconnesse.

E’ dunque  evidente una correlazione tra controllo posturale e funzione vocale in relazione anche alla sede dell’organo vocale.

Il problema della postura corporea gioca un ruolo importante nella patologia della fonazione.

I movimenti vertebrali hanno una incidenza respiratoria importante che si riflette naturalmente anche sulla funzione fonatoria.

Nel movimento di estensione, le coste si trovano separate a ventaglio, al contrario la flessione anteriore provoca un restringimento costale . Ne consegue che l’estensione vertebrale è suscettibile di considerevole incremento dell’inspirazione, mentre la flessione produce una espirazione forzata.

L’estensione del capo, la contrattura scalena con iperlordosi cervicale, la stabilizzazione mandibolare, la contrattura sovraioidea e tutte le condizioni in cui si verifica l’innalzamento laringeo generano allungamento e assottigliamento cordale con conseguente instabilità di contatto tra le corde vocali.L’abbassamento del mento, la rettilineizzazione della lordosi cervicale e l’ipertono dei muscoli sottoiodei inducono invece l’accorciamento cordale e l’ incremento del loro spessore con conseguente aumento di stabilità di contatto dei bordi liberi. L’assunto principale e` che il disturbo di voce e` caratterizzato dalla presenza di uno sforzo vocale che inevitabilmente portera` ad una mancanza di lubrificazione della mucosa laringea.

La fonazione è una funzione multidimensionale  e quindi la valutazione della voce non può limitarsi ad un singolo aspetto, ma deve essere  multiparametrica. Una corretta valutazione diagnostica clinico-strumentale e` alla base dell’interpretazione dei segni clinici e quindi dell’individuazione della patologia vocale specifica: la diagnosi e` di competenza del medico specialista, foniatra e/o otorinolaringoiatra.

 E’ necessaria  una  metodica d’indagine  standardizzata, in modo che tutti i professionisti  del settore si possano confrontare con le stesse unita di valutazione.

Si può  riassumere che ogni volta che siamo di fronte alla persona affetta da disfonia disfunzionale  è raccomandabile  avere una visione globale del paziente.   

L’intervento mira al ripristino dei principi occlusali (riabilitazione temporo-mandibolare), alla riprogrammazione posturale globale, ginnastica propriocettiva computerizzata,  al controllo dei movimenti del diaframma e, di conseguenza, del flusso di aria e delle vibrazioni delle corde vocali, mantenendo tonica la muscolatura  addominale. Questa visione olistica risulta maggiormente efficace al raggiungimento dell’eufonia, intesa come la miglior voce possibile, naturale, in assenza di  fatica, senza sforzo, senza contrazioni per cui  lo Speech assume caratteristiche di economicità  efficienza ed efficacia in un contesto di quotidianità colloquiale.

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