L’approccio sistematico alla moderna radioterapia: la radioterapia nel trattamento del dolore oncologico

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Pubblication Date: 2019-10-11
Printed on: Volume 1, Special Issue - I Congresso FNO TSRM PSTRP

INTRODUZIONE

La radioterapia è una branca specialistica della medicina che utilizza le radiazioni ionizzanti nel trattamento delle malattie neoplastiche e di alcune patologie non neoplastiche che traggono dalla sua applicazione nell’iter terapeutico vantaggi superiori o uguali ottenibili con altri mezzi. Più della metà dei pazienti con tumori vengono oggi curati con le radiazioni. La radioterapia può essere impiegata da sola, prima o dopo la chirurgia, o in associazione con la chemioterapia. La radioterapia, può essere usata come trattamento curativo o può essere utilizzata come trattamento palliativo nell’alleviare i sintomi o il dolore correlati alla malattia. Il risultato può essere duraturo o addirittura definitivo, in quanto essa agisce direttamente sul focolaio neoplastico che comprime o addirittura infiltra le terminazioni nervose circostanti. La radioterapia non entra in competizione con i farmaci derivati dalla morfina, ma li integra al fine di migliorare la qualità di vita dei pazienti. La risposta antalgica alla radioterapia può portare a una minore assunzione di farmaci oppioidi garantendo al tempo stesso l’assenza del dolore e una diminuzione degli effetti collaterali quali stordimento, grave stipsi, etc. La Radioterapia Palliativa con poche sedute è in grado di controllare i sintomi legati al tumore primitivo o alle sue metastasi. La riduzione del dolore permette inoltre di ridurre il consumo di farmaci analgesici risparmiando al paziente fastidiosi effetti collaterali (stanchezza, stipsi, sonnolenza e alterazione dello stato di coscienza).

OBIETTIVI

La Radioterapia può essere utilizzata sia con intento curativo, o radicale, che con intento palliativo e sintomatico:

• nella Radioterapia radicale l’obiettivo principale è la distruzione di tutte le cellule tumorali, o comunque proliferanti, per ottenere la guarigione completa;

• la Radioterapia sintomatica o palliativa, invece, ha lo scopo di ridurre, od eliminare, eventuali sintomi presenti, come ad esempio il dolore, il sanguinamento e la compressione dovuta all’effetto di una massa.

Il trattamento è quindi finalizzato ad un miglioramento della “qualità della vita” del paziente

MATERIALI E METODI

Le radiazioni possono venire prodotte da

  • un’apparecchiatura esterna all’organismo del paziente (radioterapia esterna),
  • una sostanza radioattiva che arriva nell’organismo vicino alle cellule tumorali (radioterapia interna, chiamata di solito brachiterapia).

La radioterapia sistemica usa una sostanza radioattiva, somministrata per via orale o tramite flebo, che entra in circolo e può raggiungere i tessuti di tutto l’organismo.

Il tipo di radioterapia prescritto dal radioterapista dipende da diversi fattori, tra cui ricordiamo:

  • tipo di tumore,
  • dimensioni del tumore,
  • posizione del tumore,
  • vicinanza del tumore ai tessuti sani sensibili alle radiazioni,
  • percorso che le radiazioni devono compiere nell’organismo,
  • stato di salute generale e storia medica del paziente,
  • necessità di sottoporsi anche ad altre terapie antitumorali,
  • altri fattori, ad esempio l’età del paziente e altre patologie.

CONCLUSIONI

La moderna applicazione delle cure palliative si basa infatti su una integrazione multispecialistica e multiprofessionale per garantire trattamenti integrati appropriati per il paziente. La radioterapia in questo senso rappresenta una potente risorsa per il controllo del dolore oncologico. Il risultato può essere duraturo o addirittura definitivo, in quanto essa agisce direttamente sul focolaio neoplastico che comprime o addirittura infiltra le terminazioni nervose circostanti. La radioterapia non entra in competizione con i farmaci derivati dalla morfina, ma li integra al fine di migliorare la qualità di vita dei pazienti. La risposta antalgica alla radioterapia può portare a una minore assunzione di farmaci oppioidi garantendo al tempo stesso l’assenza del dolore e una diminuzione degli effetti collaterali (stordimento, grave stipsi, etc).

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