Mindfulness in salute mentale e binge eating disorder

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Pubblication Date: 2019-10-11
Printed on: Volume 1, Special Issue - I Congresso FNO TSRM PSTRP

INTRODUZIONE

Questo elaborato-poster nasce da un interesse per la Mindfulness e da un particolare interesse per la sfera dei Disturbi del Comportamento Alimentare, nello specifico i Disturbi da Alimentazione Incontrollata, Binge Eating Disorder. La capacità di mindfulness consiste nel rilassarsi nel momento presente, osservare la propria esistenza così com’è, senza interferire e senza utilizzare strategie del “fare”. Si mantiene l’attenzione, senza aspettarsi niente, al di là di guadagno e perdita. E’ un allenamento progressivo a stare dove già si è, come già si è, indipendentemente dalla qualità dell’esperienza. La pratica della Mindfulness si propone di aiutare a sostituire nella vita quotidiana comportamenti reattivi, automatici e distruttivi con scelte consapevoli e funzionali. La Mindfulness consente di apprendere e riconoscere le nostre emozioni e i nostri pensieri, accogliendoli così come sono, sospendendo ogni giudizio con un atteggiamento di accettazione.
Negli ultimi decenni c’è stato un crescente interesse per le possibilità di trattamento dei disturbi psichiatrici, attraverso l’utilizzo di metodologie, tecniche e saperi della tradizione orientale e in particolare la meditazione. Le abilità di Mindfulness sono essenziali se si vogliono abbandonare le condotte di Binge Eating e raggiungere una qualità di vita più serena.
Binge Eating: binge è un termine anglosassone difficilmente traducibile, in inglese ha il significato di piacere senza limiti ed è impiegato per definire un eccesso di qualsiasi natura. Binge Eating si riferisce a un’assunzione alimentare giudicata eccessiva e caratterizzata dalla perdita di controllo delle quantità che vengono ingerite (Bosello, Cuzzolaro, 2006). Binge Eating Disorder o disturbo da alimentazione incontrollata, è un disturbo del comportamento alimentare (DSM V). Per poter fare diagnosi di Disturbo da Alimentazione Incontrollata sono necessarie le seguenti condizioni (APA, 2013):
Mangiare più velocemente del normale; Introdurre cibo fino a sentirsi spiacevolmente colmi; Ingerire un’eccessiva quantità di cibo senza aver fame; Mangiare in solitudine, oppressi dall’imbarazzo per la quantità esagerata di cibo assunta; Esprimere depressione e sentimenti di colpa dopo aver mangiato incontrollatamente.
Il non controllo dell’alimentazione, presente nel BED, viene descritto dagli Psichiatri, come equivalente depressivo, legato più a una difficoltà nel gestire le emozioni e gli impulsi, che non a un bisogno di controllo di controllo del peso e della forma del corpo. Nei soggetti con disturbo BED prevale il senso di inadeguatezza e di impotenza. Molti pazienti con disturbo Binge Eating trascorrono la loro vita evitando le emozioni, le condotte alimentari disfunzionali implicano una perdita di controllo o una scarsa consapevolezza di ciò che sta accadendo, l’alimentazione incontrollata è un mezzo disfunzionale per smorzare ciò che si prova, non ponendo attenzione a quello che si sta facendo. Un tratto ampiamente diffuso tra le persone con disturbo dell’alimentazione incontrollata è la bassa autostima, che espone maggiormente alla pressione ambientale.

CASE REPORT

Nel corso dell’esperienza di tirocinio, del Master in Innovazioni nei Trattamenti Orientati alla Recovery in Riabilitazione Psicosociale oltre che al CSM e l’Unità Operativa Residenziale Riabilitativa, ho presentato e svolto un progetto di Mindful Eating, a favore di Arianna C. anche presso l’Unità Operativa del Centro dei Disturbi Alimentari, Villa Guerrini, Galantara (PU). Ho utilizzato, come strumento di valutazione, un questionario specifico, il Five Factors Mindfulness Questionnaire, una scala di autovalutazione, di Ruth Baer, 2003, costituita da 39 item ed esplora 5 fattori che, secondo l’autore, sono in grado di misurare la capacità di mindfulness di una persona: osservazione, descrizione, attività consapevole, attività non giudicante, attività senza reazione, che è stato compilato all’inizio ed alla fine del Progetto Individualizzato di Arianna. •Arianna C. ha 45 anni, vive da sola in un accogliente monolocale al centro di Pesaro. Ha una sorella ed il padre, che vive con una compagna, dopo la morte in giovane età della moglie. Frequenta, la mattina, il Centro Diurno dal lunedì al venerdì. Svolge volontariato per alcune ore la settimana, in Ospedale, con un’Associazione locale AVO. Arianna è diplomata infermiera ed ha lavorato in varie città d’Italia, molti anni fa. Negli ultimi mesi è aumentata notevolmente di peso. Si è pensato, quindi di proporle un progetto di intervento mindful eating, concordando con lei incontri domiciliari. Arianna ha trascorso un periodo della sua vita in SRR, dove l’ho conosciuta e supportata nel passaggio dalla Struttura a casa sua. In quel periodo abbiamo creato una buona relazione, che si è mantenuta nel tempo e che mi ha permesso di effettuare gli interventi riabilitativi domiciliari. Attualmente ha valori pressori alti, per i quali assume la terapia farmacologica ed anche il diabete di tipo 2. La sua terapia farmacologica è comprensiva di antipsicotico ed ansiolitico. Abbiamo svolto il progetto in 10 incontri, concordati negli orari e nei giorni più consoni ad entrambe, di cui due in SRR e gli altri 8 a domicilio; il primo e l’ultimo incontro Arianna ha accettato di compilare la Five Factor Mindfulness Questionaire. L’obiettivo principale del progetto è stato quello di informare ed educare Arianna al cambiamento nel suo stile di vita, aumentando le sue conoscenze sulle abbuffate e l’adozione, possibilmente stabile, di un comportamento alimentare sano.
La differenza tra un’alimentazione sana e non sala di solito caratterizzata da:

  • Emotional eating (Ganley, 1986) cioè mangiare per motivi che esulano la fame (noia, rabbia, frustrazione, solitudine)
  • Mangiare in risposta a un impulso o a un bisogno incontrollabile, spesso collegati a motivi emozionali
  • Abbuffate oggettive e iperalimentazione (Fairburn et al., 2004)
  • Diete non salutari per l’utilizzo di comportamenti troppo restrittivi o purgativi o per un atteggiamento psicologico sbagliato, per cui la dieta è intensa per periodi transitori, più che per un reale cambiamento di stile di vita e di comportamento alimentare. Le diete incongrue possono dare sia problemi fisici (fame intensa, mancanza di forze, stanchezza, cefalea ecc…) sia problemi cognitivi (eccessiva focalizzazione sul cibo, perdita di interessi, scarsa concentrazione, problemi di memoria, difficoltà a concentrarsi) e problemi emotivi (stress, irritabilità, ansia e depressione)
    (Shapiro, Bulik, 2007)

Arianna ha trascorso un periodo della sua vita in SRR, dove l’ho conosciuta e supportata nel passaggio dalla Struttura a casa sua. In quel periodo abbiamo creato una buona relazione, che si è mantenuta nel tempo e che mi ha permesso di effettuare gli interventi riabilitativi domiciliari.

La Dietista prescrive una dieta attraverso la quale, Arianna, possa alimentarsi adeguatamente, assumendo tutti gli alimenti, in maniera bilanciata. Insieme si decide di scrivere quotidianamente un diario alimentare, nel quale registrare gli alimenti consumati, ma soprattutto le emozioni provate prima di mangiare e il senso di sazietà attraverso una scheda.Si concorda insieme ad Arianna che tutti i giorni vada a fare la spesa a piedi e acquisti quantità di cibo sufficienti per quel giorno, così da non accumulare il cibo nel frigo, fonte di tentazioni. Si concorda che fare la spesa quotidiana, a piedi, le è utile a fare movimento. Si reca al Centro Diurno del DSM in bicicletta. L’atteggiamento tenuto dalla sottoscritta è quello di ascolto, evitando prescrizioni troppo rigide e reazioni di condanna per non aver raggiunto gli obiettivi concordati. Si è lavorato sulla accettazione delle emozioni negative e la possibilità di non reagire ad esse attraverso il cibo.
Affrontare l’ansia e la solitudine sapendo che si possono attraversare e superare, modificando l’atteggiamento emotivo-razionale verso di esse.

MATERIALI E METODI

Mindful Eating (Alimentarsi con consapevolezza)

Il protocollo Mindful Eating è costituito da tre parti:

1) Mindfulness

Il protocollo MB-EAT è strutturato in modo da introdurre gradualmente (parallelamente agli esercizi di alimentazione consapevole), elementi della pratica meditativa, con una particolare enfasi ai temi della consapevolezza di sé, dell’auto-accettazione, della compassione non giudicante e della disattivazione del “pilota automatico”, temi molto cari alla mindfulness. Il programma è volto a generalizzare l’atteggiamento Mindful alla vita quotidiana e alle diverse attività e situazioni con le quali ci confrontiamo ogni giorno.

2) Alimentazione Consapevole

Gli obiettivi dei vari esercizi di alimentazione consapevole includono i seguenti:

  • consapevolezza delle sensazioni fisiche di fame ed i diversi tipi di sazietà;
  • mangiare con consapevolezza tutte le tipologie di cibo;
  • riuscire a trarre piacere da piccole quantità di cibo;
  • imparare a fare scelte di cibo consapevoli;
  • consapevolezza delle qualità non nutritive di alcuni cibi.

3) Homeworks

I partecipanti al programma sono incoraggiati a svolgere la pratica autonomamente a casa fra un incontro e l’altro. Gli homeworks costituiscono, infatti, parte fondante del protocollo.

Senza la pratica a casa, a ben poco servirebbero gli incontri con il trainer. Questi esercizi costituiscono sfide di difficoltà crescente, partendo dal mangiare consapevolmente uno snack o un pasto, fino a generalizzare questo atteggiamento a tutte le esperienze alimentari. Inizialmente il focus attentivo è volto su un singolo aspetto dell’esperienza alimentare (es.: sapore, odore, …) al fine di costruire una specifica abilità per volta. Gli homeworks successivi incoraggiano, invece, l’integrazione di abilità multiple, portando l’attenzione simultaneamente su diversi aspetti dell’esperienza alimentare (es.: sensazioni fisiche della fame, processi di scelta dei cibi, sapore, consistenza, pensieri, emozioni che precedono e che accompagnano l’atto del mangiare). Gli homeworks prevedono esercizi di meditazione strutturata, letture ed esercizi di consapevolezza.

Il Five Factors Mindfulness Questionnaire è una scala di autovalutazione, in grado di misurare la capacità di mindfulness di una persona. (Ruth Baer, 2003) Il questionario è costituito da 39 item, che esplorano 5 dimensioni, i 5 fattori che, secondo R. Baer costituiscono il costrutto mindfulness, che sono l’osservazione, la descrizione, l’attività consapevole, l’attività non giudicante nei confronti delle proprie emozioni e dei propri pensieri.
La Mindful Eating si differenzia per molti aspetti dagli altri strumenti volti a rispondere alla sovra-alimentazione.

RISULTATI

Arianna perde 5 kg di peso, nei tre mesi di intervento riabilitativo domiciliare e dal questionario FFMQ si evidenzia una maggiore consapevolezza ed accettazione, maggiore capacità di non giudicare sé stessa, maggiore capacità di non reagire impulsivamente alle emozioni negative. E’ stato un progetto pilota, attraverso la mindful eating, l’intervento domiciliare, e l’intervento dell’Educatrice Professionale della Riabilitazione Psicosociale.

BIBLIOGRAFIA

La ricerca della letteratura e la conseguente bibliografia è stata possibile attraverso banche dati come: Pubmed, Scholar, Cochrane Collaboration e Cochrane library. L’utilizzo di parole chiave ha consentito una selezione più definita Mindfulness e Binge Eating Disorders. La Mindfulness Based Cognitive Therapy (MBCT)

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