Salute e sicurezza dei riders del food delivery di milano


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Dott.ssa Contardi Ilaria1, Dott. Magna Battista2, Dott.ssa Cantoni Susanna3, Dott.ssa Campo Calogera4, Prof.ssa Romanò Luisa5
1 Tecnico della Prevenzione
2 Direttore UOC Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, ATS Città Metropolitana di Milano;
3 Presidente della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione
4 Dottore in Scienze delle Professioni Sanitarie della Prevenzione e Referente Piano Mirato Riders 2018, ATS Città Metropolitana di Milano
5 Professore Associato di Igiene, Università degli Studi di Milano

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Pubblication Date: 2020-05
Printed on: Volume 2, Special Issue - HSE Symposium 2019

INTRODUZIONE

I riders del food delivery sono ciclo-fattorini che, con la loro bicicletta oppure il loro scooter, effettuano le consegne a domicilio del pasto pronto ordinato dal cliente tramite apposita piattaforma digitale, gestita da specifiche società (players).
La categoria lavorativa comprende studenti di età variabile fra 18-25 anni, adulti cinquantenni, donne, immigrati e lavoratori dipendenti.
L’attività lavorativa, i ritmi e il numero di consegne di pasti non viene deciso direttamente dal datore di lavoro ma tramite un algoritmo: si assiste pertanto ad una alienazione del lavoratore che, da parte dell’applicazione, subisce un pressing psicologico causato dal dover garantire la velocità delle proprie prestazioni e dal senso di frustrazione qualora in extremis non riesca ad effettuare un incarico.
I riders sono lavoratori outdoor e i principali rischi connessi all’attività lavorativa sono: eventi traumatici sulla strada, esposizione a agenti chimici e agenti atmosferici, radiazioni solari, postura, movimentazione manuale dei carichi, rumore e stress lavoro-correlato.
A livello legislativo, Lombardia1 e Lazio2 sono le uniche Regioni italiane che hanno emanato atti con l’obiettivo di tutelare la salute e la sicurezza di questi lavoratori.
A livello giuridico diverse sentenze emesse in Italia (Milano3 e Torino4,5) ed Europa (Francia6, Spagna7, Regno Unito 8,9) hanno cercato di chiarire gli obblighi dei datori di lavoro e le tutele dei lavoratori nei luoghi di lavoro.
In tutto il territorio nazionale le istituzioni (es. Comune di Milano10, INPS, Comune di Bologna11) e le sigle sindacali (CGIL, CISL, UIL) hanno recentemente intrapreso iniziative per cercare di interagire con questi lavoratori, difficili da intercettare per la loro precarietà contrattuale.

OBIETTIVI

Gli obiettivi di questo lavoro comprendono l’identificazione dei principali rischi della mansione dei riders, mediante l’analisi delle misure di prevenzione per la sicurezza e la tutela della salute messe in atto dalle principali aziende del food delivery presenti sul territorio di Milano città:

  • sono stati considerati le dimensioni della forza lavoro che opera nella città di Milano, la tipologia dei contratti di lavoro, le tutele previdenziali, la normativa, gli atti giuridici e le sentenze emesse dai tribunali in materia di tutela e di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro,
  • la ricognizione delle iniziative a supporto e tutela dei riders e i loro risultati.

Il lavoro si inserisce nel “Piano Mirato di Prevenzione in materia di salute e sicurezza nell’attività dei lavoratori del food delivery (c.d. riders)” avviato dal Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti e Luoghi di Lavoro del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria dell’ATS Città Metropolitana di Milano. Il Piano Mirato, una metodologia in grado di coniugare azioni di vigilanza ed azioni di assistenza alle aziende con l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro, prevede fra l’altro la compilazione di uno specifico documento di autovalutazione da parte delle aziende del settore del food delivery in merito ai processi di analisi e gestione del rischio nell’attività dei lavoratori riders.

MATERIALI E METODI

L’indagine è stata così condotta: predisposizione di un elenco delle aziende del food delivery che operano nel territorio di Milano; redazione del documento di autovalutazione in merito ai processi di analisi e gestione del rischio nell’attività dei lavoratori del food delivery; incontro pubblico realizzato fra ATS Città Metropolitana di Milano e aziende del food delivery, nel quale sono state illustrate le finalità del piano mirato e la modalità di compilazione del documento; compilazione da parte delle aziende dei questionari di autovalutazione, ricezione e analisi documentale degli stessi. Il questionario era diviso in 12 sezioni che prendevano a riferimento le informazioni che devono essere contenute nel documento di valutazione dei rischi che il datore di lavoro è tenuto a redigere (art.28 D.Lgs.81/2008): informazioni generali, ripartizione delle risorse umane (riders), Servizio di Prevenzione e Protezione, Medico competente, Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, riunione periodica, rischi presenti nell’attività lavorativa dei riders, valutazione dei rischi nell’attività lavorativa dei riders, informazione/formazione/addestramento e sorveglianza sanitaria.

RISULTATI E CONCLUSIONI

Complessivamente, sono state coinvolte 5 aziende (A, B, C, D, F) che impiegano un totale di 5339 lavoratori, di cui 5145 (96,4%) riders e i restanti 194 (3,6%) svolgono mansioni differenti. Dai dati raccolti si è evidenziato che la maggior parte dei riders erano di nazionalità italiana e di genere maschile, con contratti di parasubordinazione o lavoratori autonomi.
I dati relativi agli infortuni occorsi negli ultimi 5 anni (2014-2018) hanno evidenziato che le cause di infortunio più diffuse sono stati gli incidenti stradali, seguiti dalle cadute in piano. Nessun rider è risultato soggetto a sorveglianza sanitaria e nessuna delle aziende aveva effettuato la valutazione dei rischi correlati all’attività lavorativa dei riders, Tutti i riders, indipendentemente dal contratto di lavoro, erano in possesso di tutele previdenziali in quanto assicurati contro incidenti, infortuni, danni verso terzi e, in un’unica azienda, anche in caso di mortalità. I riders hanno ricevuto una formazione specifica: in alcuni casi è stato previsto di trattare il codice della strada, oltre che verificare la conoscenza della lingua italiana e la corretta comprensione dei contenuti formativi nel caso di lavoratori stranieri. Alcune aziende hanno fornito ai riders i DPI (caschetto, giacca o maglia ad elevata visibilità, luci e supporto per il cellulare), mentre il mezzo (bicicletta o scooter) spesso è lo stesso rider a procurarselo. Alcune aziende hanno lasciato al lavoratore la manutenzione del mezzo, mentre altre hanno previsto contributi d’azienda/convenzioni aziendali per la manutenzione.
Questo studio è stato il primo step di una serie di iniziative di ATS di “educazione alla sicurezza” rivolte ad aziende del food delivery volte alla sensibilizzazione dell’importanza di garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose ai propri lavoratori per prevenire situazioni di rischio che possono essere causa di infortuni e malattie professionali. Una delle ragioni della metodologia adottata è che, trattandosi per lo più di lavoratori autonomi o parasubordinati, le tutele previste dal D.Lgs. 81/08 sono modeste e/o difficilmente applicabili a questa categoria di lavoratori.
Infine, i risultati ottenuti permetteranno di fornire indicazioni alle aziende sui provvedimenti che le stesse devono seguire per la tutela della salute e della sicurezza dei propri lavoratori. Considerato che il principale obiettivo di questo lavoro è stato quello di fornire dati e spunti per avviare processi che coinvolgano le imprese e i lavoratori del food delivery, si può affermare che lo studio è riuscito a cercare e ordinare gli elementi chiave di un settore di difficile comprensione e poco “frequentato” dagli enti di prevenzione.

References

  1. Linee Guida per misure a favore delle lavoratrici e dei lavoratori del settore food delivery. Regione Lombardia, Seduta n. 17 del 23 Luglio 2018.
  2. Proposta di legge regionale “Norme per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali”. Regione Lazio, Delibera di Giunta Regionale n.9858 del 15/06/2018. Disponibile all’indirizzo: http://www.regione.lazio.it/binary/rl_main/tbl_news/Norme_per_la_tutela_e_la_sicurezza_ dei_lavoratori_digitali.pdf (ultima consultazione 4/8/2019).
  3. Tribunale di Milano, Sentenza n. 1853/2018, pubblicata il 10/09/2018. Disponibile all’indirizzo: http://www.bollettinoadapt.it/wpcontent/ uploads/2018/09/28009967s.pdf (ultima consultazione 4/8/2019).
  4. Corte d’Appello di Torino, RGL 468/2018, pubblicata il 11/01/2019. Disponibile all’indirizzo: http://www.rivistalabor.it/wp-content/ uploads/2019/01/App.-Torino-11-gennaio-2019-DISPOSITIVO.pdf (ultima consultazione 4/8/2019).
  5. Tribunale di Torino, Sez. V Lavoro, Sentenza n. 778/2018 pubblicata il 11/4/2018. Disponibile all’indirizzo: https://www.lavorodirittieuropa. it/images/articoli/pdf/sentenza_foodora_completa.pdf (ultima consultazione 4/8/2019).
  6. Labor Chamber of the Cour de Cassation, November 28, 2018, n° 17-20.079
  7. Pacella G. Alienità del risultato, alienità dell’organizzazione: ancora una sentenza spagnola qualifica come subordinati i fattorini di Deliveroo. Labour & Law Issues 2018; 4: 61-90.
  8. Central London Employment Tribunal, Case No: 2202512/2016 pubblicata 5/1/2017. Disponibile all’indirizzo: https://www.clydeco. com/uploads/Blogs/employment/Dewhurst_and_CitySprint_1.pdf (ultima consultazione 2/8/2019)
  9. Central London Employment Tribunal, Case No: 2202550/2015, 28 October 2016. Disponibile all’indirizzo: https://www.judiciary. uk/wp-content/uploads/2016/10/aslam-and-farrar-v-uber-reasons-20161028.pdf (ultima consultazione 4/8/2019)
  10. Consulenza, informazione e formazione, Milano apre il primo sportello italiano dedicato ai riders. Disponibile all’indirizzo: https://economiaelavoro.comune.milano.it/news/apre-il-primo-sportello-dedicato-ai-riders/ (ultimo accesso, 05/08/2019)
  11. Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano. Comune di Bologna 31 maggio 2018. Disponibile all’indirizzo: http://www.bollettinoadapt.it/wp-content/uploads/2018/06/CartaDiritti3105_web.pdf (ultima consultazione 4/8/2019).