La tecnologia RFID per la gestione delle apparecchiature biomediche dell’A.O.U. federico II


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Ing. Perrone Antonietta1, Dott. Ing. Matano Mariangela2, Dott. Ing. Cantone Anna2; Dott. Ing. D’Agostino Giuseppe2
1 Dirigente Ingegnere Clinico presso A.O.U. Federico II, Responsabile HTA e Addetto alla Sicurezza Laser
2 Laurea Magistrale in Ingegneria Biomedica, Università Degli Studi di Napoli “Federico II”

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Pubblication Date: 2020-05
Printed on: Volume 2, Special Issue - HSE Symposium 2019

OBIETTIVI

Il progetto in questione ha come obiettivo quello di fornire un considerevole supporto alla gestione efficace ed efficiente di tutto il parco macchine dell’articolata struttura dell’A.O.U. Federico II, che consta di migliaia di apparecchiature, e di migliorarne la tracciabilità. Soprattutto in uno scenario ampio e complesso, quale è il policlinico Federico II, è fondamentale riuscire a gestire, manutenere, intervenire in tempi ristretti sui dispositivi e ciò è possibile sfruttando le tecnologie disponibili sul mercato, come quella RFID adottata nel lavoro presentato.

LAVORO

Componenti fondamentali del progetto sono:

  • un software gestionale e di geolocalizzazione delle apparecchiature biomediche di una struttura ospedaliera
  • etichette che incorporano un microchip di memoria e un’antenna miniaturizzata (tecnologia RFID), necessari per la trasmissione al software della posizione e delle informazioni della relativa apparecchiatura su cui le stesse etichette vengono affisse.

Tramite l’autenticazione sul software, l’utente può accedere alle informazioni di ogni singola apparecchiatura dotata di etichetta (quali, ad esempio, matricola, numero di inventario, modello, verifiche funzionali, verifiche di sicurezza elettrica, interventi di manutenzione eseguiti e programmati); inoltre, tali informazioni sono necessarie anche per la valutazione dell’obsolescenza delle apparecchiature del parco macchine per la programmazione di eventuali acquisti e dismissioni.
Memorizzando i dati desiderati delle apparecchiature inventariate, è possibile ottenere un indicatore per la priorità di manutenzione chiamato indice di Gestione delle Apparecchiature. L’indice si ottiene considerando tre fattori importanti quali funzione dell’apparecchiatura biomedica, fattore di rischio (nel caso in cui questa cessi di svolgere l’attività o il funzionamento sia anomalo) e manutenzione richiesta di ogni macchina, secondo la seguente formula: GA = Funzione + Rischio + Manutenzione richiesta.
La funzione dell’apparecchiatura è suddivisa in quattro categorie: terapeutica, diagnostica, analitica e di supporto. Ad ognuna viene assegnato un numero che esprime il rischio per il paziente connesso all’utilizzo dell’apparecchiatura. I gradi e i punteggi attribuiti ai dispositivi terapeutici sono: supporto per la vita = 10, supporto per la chirurgia = 9, trattamento e terapia fisica = 8; ai dispositivi per diagnosi si associano: monitoraggio per chirurgia e terapia intensiva = 7, monitoraggio fisiologico e diagnostico = 6; dispositivi per analisi: apparecchiature per analisi chimico-cliniche = 5, accessori di laboratorio = 4; dispositivi di supporto: computer = 3, altro = 2.
Il rischio fisico è dato da tutte le conseguenze possibili per il paziente o l’operatore a seguito di un inconveniente o del malfunzionamento dell’apparecchiatura.
Più grave è il rischio, più è alto il valore. I gradi del rischio e i relativi punteggi assegnati sono: morte del paziente = 5, danno al paziente o all’operatore = 4, errata diagnosi = 3, errata terapia = 2, rischio non significativo = 1.
Infine, la manutenzione richiesta per il dispositivo si articola su tre livelli con i relativi punteggi seguenti: elevato = 3, medio = 2, minimo = 1. Il software provvede, inoltre, alla creazione di un report sui costi relativi alle attività di manutenzione, acquisto e dismissione delle macchine, per garantire tracciabilità dei fondi utilizzati e avere dati utili per la Direzione Generale.
La Tecnologia RFID (Radio-frequency identification) consente l’identificazione univoca di oggetti mediante un lettore (reader o tranceiver) e un transponder (e-tag, smart-label, RFID-tag). Il lettore può essere fisso o portatile, permette il controllo di acquisizione/comunicazione dei dati, legge/scrive informazioni del tag ed è composto da modulo ricetrasmettitore, unità di elaborazione, unità di controllo, una o più antenne per la generazione del campo elettromagnetico necessario per comunicare con i tag. Il tag RFID associato all’oggetto da identificare è costituito da un chip di memoria contenente informazioni relative all’oggetto fisico a cui il tag è applicato, da un’antenna utilizzata per trasmettere/ ricevere informazioni e da un package, che ingloba e protegge sia chip che antenna, e consente al tag di essere affisso agli oggetti fisici.

CONCLUSIONI

L’implementazione pratica di tale progetto comporterebbe oggettivamente un vantaggioso supporto al Servizio di Ingegneria Clinica, grazie alla riduzione dei tempi per i vari processi burocratici conseguente alla dematerializzazione della documentazione cartacea e la presenza di un database coerente e consistente, associato a tale tecnologia analizzata in precedenza, faciliterebbe notevolmente la gestione del parco macchine, prestando attenzione a fattori importanti quali la funzione del dispositivo e il rischio fisico per paziente e operatore che ne consegue nel caso di malfunzionamento.
Anche gli aspetti essenziali relativi a obsolescenza/senescenza del parco macchine, acquisti, dismissioni e costi sono portati in evidenza nella reportistica strutturata estrapolata grazie al software gestionale, a cui è associata la geolocalizzazione per una logistica più sicura, a tutela di spiacevoli eventi.
Ad oggi, tale progetto è in fase di sviluppo e il settore su cui verte la sua principale applicazione è la tracciabilità dello strumentario chirurgico del Blocco Operatorio 5 del Policlinico Federico II. Anche se attualmente è solo attivo come progetto pilota, si auspica in una sua completa estensione a tutto il parco macchine, che richiederebbe comunque un investimento da parte dell’Azienda, ma sicuramente, nel caso in cui ciò fosse realizzato, a regime ci sarebbe una riduzione dei costi agevolata dai progressi e dall’ottimizzazione dei processi apportati.

References

  1. Bronzino J. D. (1992). Management of Medical Technology. Butterworth-Heinemann
  2. Dyro J. F. (2004). Clinical Engineering Handbook. Academic Press
  3. Lamberti C., Rainer W. (1998). Le apparecchiature biomediche e la loro gestione. Patron Editore

SITOGRAFIA

  1. https://it.emcelettronica.com/rfid-come-funziona-e-panoramica-sui-dispositivi (16/08/2019)
  2. https://it.wikipedia.org/wiki/Radio-frequency_identification (16/08/2019)