Adozione del modello di gestione SGSL nell’ASL Napoli 2 nord: metodologia e risultati attesi


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Ing. Razzano Valentina1, Ing. Pisacane Anna2, Dott. Migliozzi Alessio3, Dott.Rizzo Adolfo4, Dott.ssa Basile Maria Rosaria5
1 Laurea in ingegneria gestionale logistica e produzione, ruolo libera professionista
2 Responsabile Tecnico per la Sicurezza Antincendio, A.S.L. Napoli 2 Nord
3 UOC Prevenzione e Protezione A.S.L. Napoli 2 Nord, Tecnico Della Prevenzione
4 Auditor Asl Foggia, ASPP Azienda Ospedaliera Policlinico Bari
5 Direttore U.O.C Prevenzione e Protezione Aziendale, A.S.L. NA2 Nord

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Pubblication Date: 2020-05
Printed on: Volume 2, Special Issue - HSE Symposium 2019

OBIETTIVI

I sistemi di gestione della sicurezza, denominati SGSL hanno obiettivo la riduzione degli infortuni e malattie professionali tramite un approccio “sistemico”. Seguono norme internazionali certificabili come la BS OHSAS 18001:2007 non più valida dal marzo 2021 e sostituita dalla più recente UNI ISO 45001:2018 o, in alcuni casi le indicazioni proposte da specifiche linee guida (Uni INAIL). I SGSL hanno uno schema di tipo “Top Down” ovvero le scelte effettuate dal R-SGSL (Responsabile del Sistema) e codificate nella documentazione (Manuale, Procedure, ecc) che vengono “adottate” dagli organi direzionali della struttura e proposti, per il solo recepimento, direttamente all’intera organizzazione. Modelli di questo tipo, hanno il concreto rischio che esistano limiti di efficacia con la percezione di imposizione delle “regole e modelli” adottati dalla Alta Direzione. Nasce quindi l’esigenza di un modello “coinvolgente” in cui la figura del lavoratore sia centrale.

LAVORO

La inosservanza in modo sistematico degli aspetti connessi al SGSL rappresenta un rischio non accettabile, indipendentemente dai fattori di complessità della azienda e dal settore di business, con rischio di procedimenti legali e sanzionatori. Per l’applicazione del SGSL spesso ci si sente travolti da una combinazione di fattori che non appaiono tra loro conciliabili quali:

  • complessità della normativa e difficoltà nell’applicazione alla specifica realtà aziendale;
  • timori conseguenti dall’aggiornamento continuo della normativa;
  • dinamicità delle aziende con frequenti cambiamenti nella struttura organizzativa.

Diviene determinante affrontare la gestione della sicurezza in termini di “sistema”.
SGSL e le procedure gestionali: adottate nel principio di coinvolgimento, dove le funzioni aziendali agiscano per il conseguimento degli obiettivi. La norma UNI ISO 45001:2018 al punto 6.2.1 afferma, che la procedura relativa all’identificazione e valutazione dei rischi e misure di prevenzione deve tenere conto di comportamenti dei singoli, senza fornire ulteriori requisiti. Al punto 7.3 della stessa norma si richiede l’esistenza di una procedura in cui i lavoratori siano consapevoli delle conseguenze effettive o potenziali del loro comportamento. Le linee guida Uni NAIL, richiedono che l’azienda definisca le modalità per assicurare che il personale sia ad ogni livello consapevole rispetto alla politica ed ai requisiti del SGSL e delle possibili conseguenze dallo scostamento in materia di SSL. La norma UNI ISO 45001:2018, risolve parzialmente prevedendo analisi sulla “misura” dell’efficacia del modello anche in virtù dei comportamenti dei singoli. L’ASL NA2, nonostante la scelta operata di “modellizzazione” secondo le Linee guida INAIL, ha avviato specifiche procedure per una serie di audit di diffusione, verifica e riesame della direzione, volte alla “misura” dei comportamenti dei singoli nell’ambito del SGSL, riconoscendo la centralità del fattore e del comportamento umano. La formazione, intesa come training, non è garanzia della modifica dei comportamenti, questo è un processo necessario prima del comportamento e costituisce esclusivamente un antecedente e l’efficacia, ai fini della modifica del comportamento, può non essere rilevante. Osservando la statistica degli infortuni la maggior parte è causata dal comportamento mentre le altre cause danno un contributo del tutto residuale quindi, se si vuole rendere efficace un modello di SGSL, è necessario applicare correttamente il concetto di non conformità. I lavoratori spesso non mostrano collaborazione a segnalare una difformità giustificando:

  • la compilazione di un modulo fa perdere tempo;
  • riferirsi ad un comportamento di un collega è assimilabile a “fare la spia”;
  • visto come inutile, tanto il comportamento non conforme ci sarà ancora ;
  • rischio che le azioni correttive adottate siano di tipo sanzionatorio nei confronti di un nostro collega/amico.

Una strategia per coinvolgere e ottenere le segnalazioni dai lavoratori o suggerimenti è di aggiungere alla check-list alcune semplici domande (se il lavoratore ha visto incidenti o infortuni o ha proposte di miglioramento da proporre).
L’SGSL e le procedure operative: sono il livello operativo con azioni da fare e non definendo una sequenza di comportamenti umani. Per una procedura del SGSL relativa ai “cambiamenti”, ogni modifica nel processo produttivo o nell’organizzazione richiede un riesame dei rischi con misure di prevenzione.
In pratica non è sufficiente l’esistenza, la conoscenza, di “regole” top down come procedure gestionali ed operative. In una organizzazione dinamica i cambiamenti sono frequenti e costituiscono innovazione e competitività. L’Azienda deve garantire “continuamente” al lavoratore di poter erogare il comportamento sicuro, con dotazioni strumentali e DPI specifici; la conoscenza qual è il comportamento sicuro.

CONCLUSIONI

Per esigenze di brevità si è omesso di analizzare altri aspetti relativi ai SGSL. Si può comunque affermare che, in generale, una gestione efficace dei comportamenti di tutta l’organizzazione in un contesto di regole di tipo “top down” ed in un contesto legislativo e organizzativo di tipo “sanzionatorio/punitivo” (D.lgs 231/01, sistema sanzionatorio interno, Testo Unico Sicurezza, etc.), è in grado di misurare e modificare nel tempo la percentuale di comportamenti sicuri, agendo in profondità sui valori e cultura della sicurezza, solo se nota ed evidente a tutti i lavoratori, per il conseguimento dei valori comuni di sicurezza e del cambiamento culturale necessario per implementare un processo di sicurezza comportamentale.
L’organizzazione, quindi, mediante le modellizzazioni adottate deve “motivare” il lavoratore per implementare e continuare ad erogare il comportamento sicuro.
In conclusione, è del tutto evidente che la presenza di un SGSL incide moltissimo in termini di efficacia ed implementare il tutto con “sostanza”. Coinvolgimento, cultura della sicurezza, partecipazione attiva, attenzione alla sicurezza degli altri, assumono un significato molto più profondo, operativo e immediatamente percepibile da chiunque entri nell’organizzazione, sia esso un lavoratore, un auditor o un paziente.

References

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