Attività professionalizzanti nei corsi di Laurea in Educazione Professionale – SNT-2. Studio trasversale delle 14 esperienze universitarie italiane di Medicina e Chirurgia per la formazione dell’Educatore Professionale

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Submission Date: 2021-06-19
Review Date: 2021-07-19
Pubblication Date: 2021-08-02

Introduzione

Con due provvedimenti ministeriali (DM 3 novembre 1999, n. 509 e DI 2 aprile 2001 – aggiornato dal DI 19 febbraio 2009) nel 2001 prende avvio in Italia il nuovo percorso formativo per Educatore Professionale (EP) in riferimento al profilo emanato dal Ministero della Sanità (D. Ministero della Sanità 8 ottobre 1998, n. 520). La Facoltà o Scuola di riferimento è quella di Medicina e Chirurgia e la classe delle lauree è quella della riabilitazione; l’accesso ai corsi è a numero limitato e programmato sui fabbisogni formativi concordati tra le parti sociali; il percorso formativo è triennale ed in virtù del valore abilitante all’esercizio della professione prevede una quota consistente di attività formative professionalizzanti ed un tirocinio presso le strutture sanitarie e socio sanitarie che saranno le future sedi di lavoro dei professionisti EP.

Nel 2020 è iniziato il 20° Anno Accademico del Corso di laurea (CL) per EP ed è utile analizzare trasversalmente gli insegnamenti delle attività professionalizzanti, portando in evidenza peculiarità e aree di possibile miglioramento di questo percorso formativo.

Le ipotesi testate nello studio sono la coerenza degli insegnamenti dei singoli CL con le disposizioni dell’Ordinamento didattico di riferimento e le funzioni, attività e competenze individuate nelle “Core Competence” della professione.

Nella discussione sono individuate tre criticità che riguardano i CL e la professione in genere dell’EP con possibili proposte di miglioramento.

Limiti dello studio

L’analisi dei CL si limita ai soli insegnamenti professionalizzanti MED/48 e Tirocinio professionale. Per comprendere al meglio le peculiarità dei singoli Corsi di studio è necessario approfondire l’intero impianto didattico, disponibile sui portali istituzionali dell’offerta formativa universitaria e sulle pagine dei CL presenti nei siti internet dei singoli atenei; si suggerisce l’esame dell’Ordinamento didattico ministeriale, del regolamento didattico e del piano di studi di ogni CL.

Metodologia e Materiali

A partire dall’analisi periodica della reportistica denominata “Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie – Dati sull’accesso ai corsi e programmazione posti negli A.A. 2020-2021” a cura di Angelo Mastrillo, sono stati esaminati in forma trasversale alcuni indicatori dei 14 CL in Educazione Professionale abilitante alla professione di Educatore Professionale, nelle 17 sedi attuali di attività.

Una ulteriore indagine sugli open-data dell’offerta formativa universitaria in Italia UniversItaly, ha consentito un’analisi di dettaglio, per singolo corso e sede, sugli insegnamenti professionalizzanti tipici dell’EP (Settore Scientifico Disciplinare MED/48) e sui CFU (Credito formativo universitario) dedicati all’attività di Tirocinio curriculare.

Sono state realizzate 4 tabelle per la sintesi dei dati

  1. Tabella 1 – CL in Educazione Professionale, dati complessivi
  2. Tabella 2 – CL in Educazione Professionale, dati di dettaglio, indicatori e distribuzione CFU MED/48
  3. Tabella 3 – CL in Educazione Professionale, distribuzione e denominazione dei CFU MED/48 nelle attività caratterizzanti la classe
  4. Tabella 4 – CL in Educazione Professionale, distribuzione e oggetto dei CFU MED/48 nelle attività di tirocinio curriculare

I risultati delle singole tabelle sono stati analizzati e commentati.

Alcune considerazioni sulle peculiarità del CL per EP sono state aggiunte a margine della discussione dei risultati per aprire una riflessione sull’insegnamento tipico, professionalizzante dell’EP (SSD: MED/48) e per immaginare uno sviluppo in termini di ricerca sui contenuti e sull’oggetto delle azioni della professione. Alcuni punti di criticità della professione sono stati esaminati e collegati a piani di sviluppo realizzabili attraverso i CL per EP.

Risultati

Dati generali sui Corsi di Laurea per Educatore Professionale

La Tabella 1 sintetizza i dati complessivi dei Corsi di Laurea in Educazione Professionale presenti in Italia. Il numero di Corsi è in aumento rispetto allo scorso A.A.; nel 2020 infatti è stato riavviato il CL presso l’Università di Cagliari che nel 2019 aveva sospeso l’immatricolazione del primo anno. Va considerato tuttavia che nel tempo sono stati attivi i CL a Foggia e Catanzaro, soppressi rispettivamente nel 2011 e nel 2014.

Il numero delle sedi è 17, distinto dal numero dei corsi che è 14 poiché gli atenei di Milano, Torino e Brescia hanno rispettivamente due sedi attive per ogni CL.

La media di posti per sede è 44; messa a confronto con altre professioni come il Fisioterapista 26, il Logopedista 21, l’Infermiere 74 (Mastrillo, 2020), indica la strutturazione di CL con classi numerose ma comprese nel range esistente tra le altre professioni sanitarie: il valore medio di posti per sede delle 22 professioni sanitarie è infatti 36, non lontano da quello dei corsi per EP. Il numero di domande complessivo dei candidati alle prove di selezione, nel 2020, è stato di 1.029 unità in leggero calo rispetto all’anno precedente che era stato di 1.073 (-4,1%); questo dato va monitorato con attenzione poiché la serie degli ultimi 4 anni vede una tendenza alla diminuzione costante (Mastrillo, serie di dati):

  • 2020 = 1.029;
  • 2019 = 1.073;
  • 2018 = 1.197;
  • 2017 = 1.199

Il numero complessivo di posti messi a bando nel 2020/21 è stato di 739; si registra un aumento di 44 unità rispetto all’anno precedente. Il Report Mastrillo 2020 suggerisce l’indicatore “domande su 1 posto”: i risultati per EP sono di 1,4 (-0,2 vs anno precedente) ovvero per ogni posto messo a bando – complessivamente – ci sono 1,4 domande di candidati. Il dato è comunque positivo e indica “l’appetibilità” del CL. Si consideri che il range dell’indicatore tra i 22 profili comprende valori tra 0,6 (assistente sanitario) e 11,1 (fisioterapista).

Azioni specifiche di una positiva presentazione del CL, durante gli “Open Day” per i candidati, insieme ad una campagna informativa promossa dall’Ordine professionale TSRM-PSTRP e da altri soggetti qualificati, potranno contribuire al miglioramento continuo di questo indicatore che è strategico per il futuro degli EP e nello stesso tempo è indice di qualità complessiva dei CL.

Il numero di occupati ad un anno dalla laurea, fornito da AlmaLaurea su dati del 2018, vede dati netti per l’EP: in un range che varia dal 40% (Tecnico Fisiopatologia Cardiocircolatoria) al 90,4% del Tecnico Ortopedico, l’EP si colloca sopra la media dei 22 profili (76,2%) con il dato positivo dell’82,9%. Questo significa che 8 EP su 10, a un anno dal conseguimento della laurea, dichiarano di essere occupati nel profilo di appartenenza. Si sottolinea la positività di questo dato in tempi di forte flessione e precarietà del mercato del lavoro.

Tab. 1 – CL in Educazione Professionale, dati complessivi
(1) Fonte: Report A.Mastrillo 2020
Dati specifici dei Corsi di Laurea per Educatore Professionale

La Tabella 2 analizza i 14 CL presenti in Italia (17 sedi) nel percorso dell’arruolamento/immatricolazione e nel dettaglio dei CFU di MED/48 delle attività formative caratterizzanti la classe e del Tirocinio curriculare.

Nel dettaglio dell’offerta formativa e delle domande per sede emerge il dato di tre sedi (Brescia, Genova e Roma Tor Vergata) che hanno un numero di domande inferiore ai posti messi a bando. La logica del miglioramento continuo dell’offerta formativa può decisamente modificare l’interesse da parte dei candidati ai CL; le tre realtà vanno esaminate nel dettaglio per comprendere differenze e cause specifiche del dato che si ritiene importante tenere monitorato e da migliorare con azioni concordate, preferibilmente, con il gruppo professionale di riferimento locale (Albo presso Ordine provinciale TSRM-PSTRP e altri interlocutori qualificati per la professione).

La distribuzione di MED/48 tra i CL, vede un range compreso tra 12 e 33 CFU. La media di questo dato tra i Corsi è 19 che corrisponde ad un tempo di insegnamento compreso di 152/228 (1 CFU equivale a 8-12 ore di lezione e 17-13 ore di studio individuale) nei tre anni di Corso.

Rispetto alla distribuzione dei CFU di Tirocinio professionale (che equivalgono invece a 25 ore di attività dello studente presso una sede ospitante) il dato è omogeneo tra i Corsi sul valore di 60 CFU nel triennio.

Le ultime due colonne della Tabella 2 sommano i CFU caratterizzanti a quelli del Tirocinio e riportano il dato in termini totali e percentuali. Con un range percentuale che può variare da 35,0 a 51,7 ciò che emerge è che i CL in Educazione Professionale hanno una quota rilevante di attività professionalizzanti (da un terzo alla metà del numero complessivo di CFU del CL) che qualificano la proposta formativa: l’ipotesi che si avanza è che questo dato possa essere l’elemento un elemento rilevante sull’occupabilità dei professionisti EP che si formano nel CL; ulteriori analisi in tal senso andranno sviluppate per stabilire univocità tra causa ed effetto.

Il tirocinio professionale continua a rappresentare il cuore della preparazione professionale degli studenti dei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie e rimane una modalità formativa fondamentale per sviluppare competenze professionali, ragionamento diagnostico e pensiero critico (Consensus Conference sul Tirocinio professionale, 2009).

L’attività formativa pratica e di tirocinio clinico deve essere svolta  con  la  supervisione  e  la  guida  di  tutori professionali appositamente  formati  e  assegnati  ed  è coordinata, con incarico triennale,   da   un  docente  appartenente  allo  specifico  profilo professionale,  in  possesso  della laurea specialistica o magistrale della  rispettiva  classe,  nominato  sulla base della valutazione di specifico curriculum che esprima la richiesta esperienza professionale,  non  inferiore  ai  cinque  anni,  nell’ambito  della formazione. (DI 19 febbraio 2009).

Per avere un’idea di una proposta complessiva dell’insegnamento di MED/48 caratterizzante la classe e del Tirocinio curriculare, si può fare riferimento, oltre che ai rispettivi Piani di studio dei CL, al Poster presentato al Convegno Explorans di Rovereto del 2014 “Attività professionalizzanti del Corso di studi in Educazione Professionale dell’Università di Bologna” (Sacchetti C e Crisafulli F, 2014).

Tab. 2 – CL in Educazione Professionale, dati di dettaglio, indicatori e distribuzione CFU MED/48
(1) Fonte: Report A.Mastrillo 2020
(3) Fonte Universitaly
MED/48 nelle attività caratterizzanti la classe di laurea per Educatore Professionale

La Tabella 3 analizza (con il limite alle sole denominazioni degli insegnamenti) la distribuzione ed il dettaglio dei CFU di MED/48 delle attività caratterizzanti la classe nei singoli CL per EP. Per poter effettuare una analisi di maggiore dettaglio, occorre riferirsi ai programmi dei singoli insegnamenti, consultabili attraverso il sito internet www.univeritaly.it (selezionando il CL dell’area della riabilitazione, quello per EP, la singola università, il CFU di MED/48); per le intenzioni di questa analisi comparata ci si limiterà ad osservare ad un livello generale, i singoli corsi ed insegnamenti.

Ogni CL, nel pieno rispetto dell’autonomia didattica degli atenei, ha operato scelte distributive diverse. Si osserva che alcuni CL (Torino, Milano, Varese, Bologna, Ferrara-Rovereto e Roma Tor Vergata) hanno concentrato i propri CFU in uno o due insegnamenti, distribuiti sui tre anni di corso; altri (Genova, Brescia, Udine e Cagliari) hanno distribuito su diverse denominazioni il proprio monte ore di credito formativo. I CFU richiamano spesso le “Core competence” della professione (AA.VV. 2010); in altri casi si affidano ad attività di tutoring o metodologie specifiche dell’Educazione professionale come la relazione e la progettazione educativa; la funzione di riabilitazione è comprensibilmente presente nelle denominazioni di molti CFU target o tecniche riferiti. I CL di Udine, Genova e Cagliari distribuiscono i propri CFU ricomprendendo i PPSS (Problemi Prioritari Socio Sanitari) di riferimento della professione come richiamato nel “Core Competence dell’EP” (AA.VV. 2010): salute mentale, dipendenze patologiche, disabilità, area dei minori, degli adulti, devianza o marginalità sociali, area degli anziani, sono i target di utenza riferiti, con alcune incursioni in PPSS emergenti come l’autismo, i disturbi del comportamento alimentare, i deficit cognitivi (n.d.r. – disabilità intellettiva il termine suggerito dalla letteratura scientifica, oggi).

Alcuni CFU riferiti al MED/48, prevedono insegnamenti in questo SSD (Settore Scientifico Disciplinare) diversi dagli altri: ad esempio Geriatria e Psicogeriatria a Firenze, Psicopatologia a Bari, Scienze infermieristiche generali e cliniche a Varese, Igiene ed Educazione terapeutica a Padova; per contro va detto che alcuni insegnamenti di rilevante attinenza alla figura dell’EP si ritrovano in altri Settori Scientifico Disciplinari presenti nei piani didattici: MED, PED, PSI, SSC, ecc.

I contenuti dei singoli insegnamenti sono curati dai professionisti incaricati dell’attività di docenza e si possono consultare sui siti istituzionali dei singoli Corsi di laurea. Come co-autore del testo sulle “Core Competence dell’Educatore Professionale” (AA.VV. 2010) auspico che questi siano sempre collegati ai problemi socio sanitari della popolazione di riferimento e alle funzioni e attività individuate in quella ricerca, di cui se ne riporta una sintesi presente (Crisafulli 2019, articolo in Form@re).

Il gruppo di ricerca … ha selezionato i problemi prioritari socio-sanitari della popolazione di riferimento, raggruppandoli in sei aree: minori, adulti, anziani; disagio psichico, dipendenze patologiche e disabilità. In seguito ha costruito, attraverso l’analisi del ruolo, funzioni e attività del profilo ministeriale, un prototipo del profilo articolato in funzioni, attività e sub attività. … Le funzioni del prototipo sono sei:

  • di pianificazione dell’intervento educativo rivolta alla comunità/gruppi;
  • di pianificazione dell’intervento educativo rivolto al singolo;
  • di educazione e riabilitazione;
  • di organizzazione, coordinamento e gestione di strutture e risorse;
  • di formazione;
  • di ricerca.

Come ulteriore elemento di riferimento si veda il Poster (Crisafulli, 2019) presentato al Congresso dell’Ordine TSRM-PSTRP dal titolo “Le competenze core dell’Educatore professionale. Modelli proposti e sintesi di letteratura”, di cui se ne riportano le conclusioni.

Dall’analisi dei sei lavori pubblicati sull’argomento è possibile distinguere tra competenze centrali e complementari dell’Educatore professionale:

  • Competenze centrali
    • pianificazione e la realizzazione dell’intervento educativo
    • funzioni di educazione e riabilitazione, valutazione e riflessione
  • Competenze complementari
    • funzioni organizzative, di formazione, documentazione e ricerca
    • funzioni tecniche professionali

Tra le attività professionali, la presa in carico o in cura della persona è un tratto presente in quattro lavori su sei. Le competenze relazionali e di comunicazione interpersonale sono contemplate nella maggior parte dei lavori.

Tab. 3 – CL in Educazione Professionale, distribuzione e denominazione dei CFU MED/48 nelle attività caratterizzanti la classe
(3) Fonte Universitaly
Tirocinio curriculare nei Corsi di Laurea per Educatore Professionale

La Tabella 4 analizza la distribuzione ed il dettaglio dei CFU di MED/48 delle attività di Tirocinio curriculare nei singoli CL per EP.

Una prima constatazione positiva è la presenza fin dal primo anno e con un numero di CFU consistente  del tirocinio curriculare – compreso tra 8 e 20 – a contatto con l’utenza e con i servizi. Questo aspetto qualifica l’offerta formativa dei CL di ambito sanitario, poiché pone subito gli studenti a diretto contatto con la dimensione del lavoro per il quale si stanno formando.

Il numero di CFU assegnati al Tirocinio è compreso in un range tra 60-63 distribuiti nel triennio che corrispondono ad un monte ore medio di 1500; questi CFU comprendono attività di presenza degli studenti nelle sedi ospitanti ed 1 CFU, secondo le disposizioni ministeriali, equivale a 25 ore di attività dello studente. In alcuni CL è stata operata la scelta di legare il tirocinio a target di utenza per anno di corso (minori/adolescenza, psichiatria, dipendenze patologiche, ecc); questo aspetto viene correlato alla programmazione didattica che offrirà agli studenti un percorso ragionato e coerente alle situazioni che troveranno in parallelo, nelle sedi del tirocinio.

La funzione di tutoring – elemento fondamentale per una buona riuscita del programma formativo – è presente in tutti i CL. Sul sito internet del Cineca (in bibliografia) attraverso una rapida ricerca del singolo CL è possibile individuare i tutor didattici e del tirocinio che i CL mettono a disposizione degli studenti, elemento che qualifica ulteriormente l’offerta formativa poiché struttura percorsi individualizzati seguiti e sostenuti nel triennio.

Nei CL per EP solitamente, l’attività di tirocinio si svolge in un periodo di sospensione della didattica in aula, creando così una alternanza tra materie teoriche ed esperienza pratica. L’organizzazione dei singoli percorsi di Tirocinio richiede un laborioso impegno tecnico professionale, nella ricerca delle sedi, nel convenzionamento, nel rapporti con i tutor delle sedi ospitanti e nella supervisione degli studenti; richiede un’attività che è affidata ai Coordinatori delle attività tecnico pratiche, figure previste dall’ordinamento universitario insieme ai Direttori/Responsabili dei CL.

In conclusione di paragrafo due riferimenti di letteratura che aiutano a comprendere i tratti tipici di questa attività.

L’impegno che lo studente deve dedicare al tirocinio è di minimo 60 CFU di cui non meno di 1200 ore (1400 ore per la prima classe snt-1) di esperienza sul campo a contatto con i professionisti presso servizi, strutture, aziende, comunità. 1 CFU di tirocinio corrisponde a 25 ore impegno studente e 30 ore per la prima classe. (Consensus Conference sul Tirocinio professionale, 2009).

Le impostazioni ed i il senso del tirocinio curriculare, presente nei CL in Educazione Professionale, si possono ricondurre al concetto di Work Based Learning. Per work-based learning (wbl) si intende l’acquisizione di conoscenze e competenze attraverso lo svolgimento di compiti in un contesto professionale, cui segua una riflessione sulle attività realizzate; il wbl può avvenire sia sul luogo di lavoro (ad esempio attraverso la formazione in alternanza), sia in un istituto di istruzione e formazione professionale (Cedefop, 2011). Il termine inglese, tradotto in italiano come “apprendimento basato sul lavoro” o “apprendimento in contesti lavorativi”, si riferisce non soltanto ad un processo di acquisizione di competenze in ambito non formale sul luogo di lavoro, ma a qualsiasi forma o programma di apprendimento che integri una dimensione lavorativa ed esperienziale nel percorso educativo o formativo. (in Balduini et altri, Isfol 2016).

Tab. 4 – CL in Educazione Professionale, distribuzione e oggetto dei CFU MED/48 nelle attività di tirocinio curriculare.
(3) Fonte Universitaly

Discussione

Il Decreto ministeriale 4 ottobre 2000 (integrato dal DM 18 marzo 2005) elenca i Settori Scientifico Disciplinari universitari. Nell’allegato B al Decreto è presente il SSD MED/48, di riferimento per l’EP e per gli 8 profili professioni dell’area della riabilitazione, con la specifica declaratoria; è opportuno analizzare il contenuto ed esprimere alcune considerazioni in relazione a possibili sviluppi dei CL in Educazione Professionale.

Il SSD MED/48 – Scienze infermieristiche e tecniche neuro-psichiatriche e riabilitative: il settore si interessa dell’attività scientifica e didattico-formativa, nonché dell’attività assistenziale a essa congrua nel campo dell’assistenza tecnico-riabilitativa neurologica e psichiatrica nell’età pediatrica ed adulta; sono ambiti specifici di competenza del settore le scienze tecniche della riabilitazione psichiatrica della terapia occupazionale, della valutazione e riabilitazione neuromotoria, psicomotoria, cardio-respiratoria, viscerale e le scienze tecniche elettro e neurofisiopatologiche, cinesiologiche e fisioterapiche e la metodologia ed organizzazione delle professioni del settore.

Contenitore comprensibilmente ampio, vede oggi in Italia 35 Docenti universitari (elenco  consultabile sul sito “Cerca Università” del Cineca). Di questi, 20 donne e 15 uomini, 19 sono Ricercatori (di cui 12 a tempo determinato), 10 sono Professori Associati e 6 sono Professori Ordinari. Solamente 1 unità con la qualifica di Ricercatore (Prof. Dario Fortin, Università di Ferrara, sede distaccata di Rovereto TN) opera a tempo pieno in un CL in Educazione Professionale. Tra i 10 assegnisti di ricerca attivi oggi in Italia, non vi è notizia che qualcuno svolga il suo Dottorato presso un CL in Educazione Professionale o su argomenti vicino alla professione di EP. L’accesso alla carriera universitaria è regolato da percorsi e prassi standardizzate e regolate dal Ministero dell’Università: titolo triennale, laurea magistrale, dottorato di ricerca, pubblicazioni scientifiche su riviste indicizzate a Impact Factor di rilevanza medica e/o tecnico riabilitativa, abilitazione scientifica nazionale e partecipazione ai concorsi MIUR. Il DM 30 ottobre 2015 definisce i Macrosettori concorsuali universitari; nell’allegato B del Decreto è presente il codice 06/N1 che corrisponde alle Scienze delle professioni sanitarie e delle tecnologie mediche applicate che raggruppa i SSD dal Med 45 al 50.

Criticità 1

Risulta evidente sia l’ampiezza di un contenitore che raggruppa insegnamenti specifici per 22 profili professionali, sia la estrema difficoltà per professioni come l’EP, di accesso a tale carriera anche per la matrice socio sanitaria che la caratterizza. Alcuni elementi di contorno sono:

  1. non risultano dottorati di ricerca finanziati tra i CL per EP;
  2. estrema difficoltà nelle pubblicazioni su Riviste scientifiche con IF valutabili nei concorsi di ammissione alla carriera universitaria del settore concorsuale in questione.

Questo fenomeno non riguarda esclusivamente la Professione di EP, ma la quasi totalità dei 22 profili di ambito sanitario. Eccezion fatta per Infermieri, Fisioterapisti, Tecnici sanitari di Radiologia medica, avvantaggiati dalla storia delle rispettive professioni, dalla presenza di riviste scientifiche internazionali dedicate, dall’impegno eccezionale di alcune/i Docenti apripista in Italia, tutti gli altri profili sanitari formati da Medicina e Chirurgia, hanno scarse chance di poter modificare questa realtà delle cose.

Possibile risposta

Il CUN – Consiglio Universitario Nazionale, potrebbe analizzare la realtà delle professioni sanitarie e porre in essere dei correttivi sul reclutamento dei Docenti universitari nella direzione di dare opportunità di crescita e chance di sviluppo ai diversi profili professionali. Il problema non riguarda la carriera di singoli soggetti ma la necessità in tutti i campi delle professioni sanitarie e socio sanitarie, di offrire l’opportunità di poter sviluppare ricerca e pubblicazioni di rilievo scientifico con ricaduta di crescita sulle singole professioni e sulle competenze verso i bisogni di salute dei cittadini.

In tal senso, una prospettiva interessante di sviluppo per la professione di EP, potrebbe essere rappresentata dall’area dell’integrazione socio sanitaria che è esigenza e realtà nelle politiche pubbliche di alcune regioni in Italia ed inoltre vede già dispositivi legislativi che ne supportano l’applicazione nel Paese. Vi è inoltre il campo dell’educazione alla salute che apre prospettive di implementazione, approfondimento e ricerche applicate. Area delle competenze specifiche dell’Educazione Professionale, Integrazione socio sanitaria e Educazione alla salute potrebbero divenire vere e proprie discipline di studio intese come “materie d’insegnamento e di studio” sulle quali aprire dei percorsi nuovi per le professioni come quella dell’EP.

Criticità 2

Il sito internet EP www.educatoreprofessionale.it rileva da oltre un anno la produzione scientifica della professione e raccoglie, in maniera ragionata e sistematica, risorse di letteratura e percorsi di ricerca presenti e attivi in Italia sulla figura dell’EP. Risulta evidente una ridotta attitudine in Italia alla produzione scientifica dei professionisti di questa professione; i CL – che non hanno tale mandato ma che potrebbero dare impulso – faticano nel concorrere in questa attività. I progetti di ricerca sulla professione sono rari; come già richiamato, c’è totale assenza di dottorati di ricerca specifici. Anche l’attività di scambio internazionale, fatte salvo alcune iniziative di ANEP nel rapporto con l’AIEJI e Progetti Erasmus attivati in alcuni CL, non risultano di particolare vivacità in Italia. Sono noti due viaggi studio sostenuti dal CL di Bologna, a Barcellona (2015) e Lille-Charleroi (2017) che hanno consentito a due gruppi di studenti di visitare sedi universitarie e servizi socio sanitari di quelle città, esperienze poi valutate di notevole valore formativo.

Il tema della ricerca e delle pubblicazioni su riviste scientifiche indicizzate non è più rimandabile: senza questo sviluppo la professione rimane ferma.

Possibili risposte

Seppure l’attività di ricerca e di pubblicazioni, siano prerogative di titoli universitari di secondo grado e successivi, è auspicabile l’introduzione o il rafforzamento, nel triennio di formazione di tutti i CL, di insegnamenti sulla metodologia della ricerca e propedeutici alla scrittura di paper su riviste scientifiche internazionali. I Corsi di Brescia/Mantova, Padova e Ancona, già prevedono tale insegnamento tra i CFU di MED/48; altri ne prevedono l’insegnamento tra i CFU caratterizzanti la classe. Occorre inoltre favorire e incentivare il proseguimento degli studi nella laurea magistrale di riferimento (Scienze riabilitative delle professioni sanitarie) ed è di fondamentale importanza l’individuazione di uno-due dottorati di ricerca che possano costruire carriere universitarie della professione e produzione scientifica di pari livello delle professioni che su questo punto sono in fase avanzata: infermieri, fisioterapisti, tecnici sanitari di radiologia medica. E’ auspicabile la costruzione di progetti di partenariato tra i diversi portatori di interesse della professione, finalizzati alla realizzazione di ricerche di ampia portata, anche attraverso il reperimento di fondi, utili a far progredire la qualità dell’offerta formativa e la ricerca sulla figura professionale. Il processo di internazionalizzazione dei CL ed il confronto dei professionisti EP col mondo dei “Social Educator” degli altri Paesi, è una strada certa di investimento e sviluppo.

Un ruolo centrale potrebbe essere giocato da una nuova Rivista scientifica dedicata ai temi dell’Educazione Professionale (da segnalare l’iniziativa JHCEinP dell’Università di Padova). Auspico la costruzione di un Progetto con una partnership ampia tra soggetti interessati allo sviluppo della professione di EP.

L’identità, la consapevolezza ed il senso di appartenenza alla professione sono state rilevate in una recente ricerca e pubblicazione (Crisafulli et altri, 2020); iniziative congiunte sono da mettere in campo per presentare alla comunità le risposte ai bisogni socio sanitari di cui sono competenti gli Educatori Professionali italiani e per migliorare l’offerta formativa del nostro Paese.

Criticità 3

Si è a conoscenza che in larga parte gli insegnamenti professionalizzanti nei CL per EP siano affidati ad Educatori Professionali senior e/o esperti della materia; le assegnazioni di tali insegnamenti a docenti non incardinati nell’Università, avvengono solitamente attraverso bandi annuali rivolti ai professionisti. Generalmente il rapporto tra questi docenti e le università è regolato da contratti di collaborazione coordinata e continuativa (con ritenuta d’acconto del 19% sull’importo lordo orario che arriva, in dichiarazione dei redditi, ad una tassazione complessiva tra il 27% ed il 38%). Le docenze in genere – seguendo le tariffe applicate a quelle che si svolgono nelle Aziende sanitarie – prevedono un compenso lordo di 25,8€ per ora. Altri Atenei utilizzano rapporti convenzionali con Enti (AUSL, Enti di formazione, ecc.) che consentono l’esercizio dell’attività di docenza nell’ambito del proprio orario di servizio settimanale. Alcune di questi Docenti a contratto hanno la possibilità di aprire una propria pagina web nei portali delle università. Per poter svolgere attività di docenza i professionisti sanitari devono avere acquisito un titolo di laurea magistrale.

Possibili risposte

In considerazione del rilevante e cospicuo apporto che i docenti delle materie professionalizzanti danno alla realizzazione del percorso formativo triennale di laurea, è opportuno rivedere lo standard di compenso di questi professionisti non universitari per migliorare questa attività anche, ma non solo, sotto il profilo della remunerazione.

Percorsi di miglioramento dei CL

Nel recente articolo “Social, health care and rehabilitation educators’ competence in professional education – Empirical testing of a model” (La competenza degli educatori sociali, sanitari e riabilitativi nella formazione professionale – Verifica empirica di un modello), pubblicato sulla Rivista Health and Social care in the community, la Prof.ssa Mikkonen e i coautori – attraverso un modello empirico di test effettuato su un campione di 422 operatori sociali e sanitari – rilevano le competenze necessarie da sviluppare nei percorsi formativi delle professioni sanitarie e sociali che si occupano di cure centrate sulla persona. Tali competenze, con livelli diversi tra loro di validazione al test, sono comprese in otto aree: leadership e gestione, collaborazione e competenze sociali, pratica basata sull’evidenza, insegnamento e trasferimento del know-how, tutoraggio degli studenti nello sviluppo di conoscenze e competenze professionali, pedagogia centrata sullo studente, apprendimento collaborativo digitale, c. culturali e di diversità linguistica.

L’articolo che si richiama nell’abstract al “ruolo dell’educazione socio sanitaria nella formazione dei futuri professionisti che deve essere maggiormente enfatizzata e merita un riconoscimento internazionale” a mio avviso suggerisce aree strategiche e piste di lavoro per il miglioramento continuo dei CL per Educatori Professionali.

Conclusioni

Con il ventesimo anno di storia dei Corsi di Laurea per Educatore Professionale presso la Facoltà o Scuola di Medicina e Chirurgia di diversi atenei del nostro paese, è possibile apprezzare una qualità formativa a partire dall’indicatore di occupazione ad un anno dal conseguimento della Laurea che sfiora il valore dell’83% dei laureati. Il numero dei CL (14) è in aumento così come l’offerta formativa complessiva: il rapporto tra domanda e offerta – in accesso ai CL – è nel valore di 1,4 (domande su posto a bando). E’ necessario tenere monitorato il dato del numero di domande per posti disponibili nell’offerta complessiva dei CL, poiché risulta una serie di 4 anni con dati in lieve flessione.

La presenza di insegnamenti professionalizzanti svolti da Educatori Professionali senior o esperti della professione, insieme alla cospicua componente del tirocinio curriculare – che insieme costituiscono tra il 35% e 52% dei CFU previsti nel triennio – con un programma di tutoring degli studenti svolto da professionisti EP a supporto dell’attività didattica, contribuiscono a determinare percorsi coerenti con le funzioni ed attività del “Core Competence” della professione di EP e nel contempo a qualificare l’offerta formativa universitaria.

E’ necessario implementare e rendere visibili percorsi di miglioramento continuo da parte dei Corsi di Laurea in Educazione Professionale, anche in collaborazione con gli organismi di rappresentanza sul territorio – Albo e Ordine provinciale TSRM-PSTRP e altri interlocutori qualificati sulla professione – affinché l’offerta formativa sia sempre più vicina alle esigenze dei cittadini cui i futuri EP si rivolgeranno e a quella dei Servizi sanitari, socio sanitari, sociali, pubblici e del privato sociale accreditato o convenzionato, o in regime libero professionale, in cui questi professionisti andranno ad operare nei prossimi anni. In particolare si segnala l’urgenza di predisporre le basi metodologiche per gli studenti dei CL finalizzate allo sviluppo della ricerca e alle pubblicazioni scientifiche di cui la professione di EP ha impellente bisogno.

Riconoscimenti

Angelo Mastrillo, per il generoso costante e competente lavoro di raccolta e diffusione dei dati sui Corsi di Laurea delle Professioni sanitarie in Italia.

References

  1. AA.VV. (Crisafulli F, Molteni L, Scarpa PN, Sambugaro L, Giuliodoro S.) Il Core Competence dell’Educatore Professionale. Linee d’indirizzo per la formazione. Edizioni UNICOPLI, Milano, 2010
  2. Conferenza permanente Corsi di Laurea – AA.VV. Consensus Conference sul Tirocinio professionale del 23 dicembre 2009 – https://elearning.uniroma1.it/pluginfile.php/147178/mod_resource/content/1/TirocinioConferenzaSaiani.pdf
  3. Crisafulli F, Caselli S, Murella D, Pianon I. Identità, consapevolezza e senso di appartenenza. Studio osservazionale trasversale sulla figura dell’Educatore Professionale. 2020 – Rivista JAHC, Vol.2 online. DOI https://doi.org/10.36017/jahc2003-003
  4. Crisafulli F. Poster presentato al Congresso 2019 dell’Ordine TSRM-PSTRP dal titolo “Le competenze core dell’Educatore professionale. Modelli proposti e sintesi di letteratura” – https://www.educatoreprofessionale.it/
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  6. Decreto Ministero della Sanità 8 ottobre 1998, n. 520 Regolamento recante norme per l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell’Educatore Professionale, ai sensi dell’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502. (GU n.98 del 28-04-1999; note Entrata in vigore del decreto: 13-5-1999) – https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1999/04/28/099G0190/sg
  7. Decreto Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, 3 novembre 1999, n. 509. Regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica degli atenei. (GU n. 2 del 4 gennaio 2000) – https://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0098Normat/2088Regola.htm
  8. Decreto Interministeriale 2 aprile 2001. Determinazione delle classi delle lauree universitarie delle professioni sanitarie (GU n.128 del 05-06-2001 – Suppl. Ordinario n. 136) – http://attiministeriali.miur.it/anno-2001/aprile/di-02042001.aspx
  9. Decreto Interministeriale 19 febbraio 2009. Determinazione delle classi delle lauree delle professioni sanitarie (GU n. 119 del 25 maggio 2009) – http://attiministeriali.miur.it/anno-2009/febbraio/di-19022009.aspx
  10. Decreto Ministeriale 4 ottobre 2000 – Settori scientifico-disciplinari (G.U. n. 249 del 24.10.2000 – supplemento ordinario 175) – http://www.miur.it/0002univer/0021offert/0092settor/index_cf2.htm
  11. Decreto Ministeriale 30 ottobre 2015 n. 855  – Rideterminazione dei macrosettori e dei settori concorsuali (GU n.271 del 20.11.2015) – http://attiministeriali.miur.it/anno-2015/ottobre/dm-30102015.aspx
  12. Mastrillo A. Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie – Dati sull’accesso ai corsi e programmazione posti negli A.A. 2020-2021 –
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  14. Sacchetti C, Crisafulli F. Attività professionalizzanti del Corso di Studio in Educazione Professionale.  Poster al Convegno “Educazione Professionale tra azione e formazione”. Rovereto 31 gennaio 2014 – https://sites.google.com/view/educatore-professionale/editor
  15. Sveva Balduini A, Fiacco F, Violi VMG. Il work-based learning da Leonardo a Erasmus+: nodi critici e sfide aperte. Osservatorio Isfol n. 3/2016
  16. Sito internet: Universitaly, L’università Italiana a portata di click – https://www.universitaly.it/index.php/cercacorsi/universita
  17. Sito internet: Cerca Università – Cineca – https://offf.cineca.it/pubblico.php/ricerca/show_form/p/cercauniv
  18. Sito internet: EP-Educatore Professionale – https://www.educatoreprofessionale.it/home-page
  19. Sito internet della Rivista JHCEinP – Journal of Health Care Education in Practice – https://jhce.padovauniversitypress.it/