Medicina narrativa, ICF-CY e logopedia: modelli e strumenti per l’alleanza terapeutica con le figure genitoriali nei disturbi dello spettro autistico


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Biocca Paola*

*A.V.4, Fermo, Asur Marche

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Pubblication Date: 2019-10
Printed on: Volume 1, Special Issue - I Congresso FNO TSRM PSTRP

INTRODUZIONE

Negli ultimi anni pubblicazioni scientifiche, linee guida, leggi nazionali e regionali hanno rivolto la loro attenzione ai disturbi dello spettro autistico. Gli esperti concordano sull’utilizzo di un’unica terminologia, declinata al plurale, perché l’etiopatogenesi è multifattoriale e l’espressività del disturbo è molto ampia. L’intervento di fattori genetici e ambientali fanno sì che ciascuna persona sia colpita in modo diverso e abbia sintomi che riguardano un continuum da lieve a grave. La prevalenza è in costante aumento. La letteratura sottolinea l’importanza dei programmi di parent training in epoca precoce per la modificare la stimolazione linguistica sia quantitativamente (frequenza) che qualitativamente (Interazione).

OBIETTIVI

Realizzare l’alleanza terapeutica tra Professionisti e Figure Genitoriali di riferimento nei bambini con DSA. L’alleanza corrisponde ad una buona base collaborativa, stabilita attraverso le componenti individuate di legame, accordo sui compiti e sugli OBIETTIVI

Sviluppare una componente narrativa in logopedia.

La comunicazione rappresenta per il Logopedista l’oggetto del proprio sapere professionale ma anche il canale principale attraverso il quale realizza il proprio Saper Fare e Saper essere. L’ ICF e la raccolta narrativa attraverso un ‘intervista semi-strutturata possono essere degli strumenti per creare alleanza terapeutica sin dalle prime fasi successive alla diagnosi.

Integrare i diversi punti di vista di coloro che intervengono nei disturbi dello spettro autistico e nel relativo processo di cura.

MATERIALI E METODI

Si struttura un Percorso-diagnostico-terapeutico-assistenziale (PDTA) relativo alla presa in carico precoce dei soggetti con Disturbi dello Spettro Autistico. Tale modello prevede l’utilizzo dei seguenti strumenti:

– L’ ICF-CY che riguarda l’età evolutiva ed è sensibile ai cambiamenti associati alla crescita e allo sviluppo. Ci dice come si realizza la salute della persona e come possa essere connotata in relazione al suo ambiente sociale e relazionale. Esso è uno strumento euristico e descrittivo. Infatti utilizza dei codici cioè degli elementi lessicali che veicolano dei significati. La stessa distinzione che a livello di parola viene fatta tra significante e significato. Tali codici così come le parole possono essere connessi ed influenzarsi tra di loro assumendo quindi una valenza narrativa.

– Intervista semi-strutturata condotta dal Logopedista e relativa alle categorie di spazio, tempo e comunicazione-relazione. In tal modo vengono raccolte le narrazioni dei genitori ed evidenziate le loro rappresentazioni e prospettive riguardo alla patologia e al suo sviluppo.

RISULTATI E CONCLUSIONI

Il PDTA facilita la presa in carico precoce nei Disturbi dello Spettro Autistico con gli obiettivi di migliorare la qualità delle prestazioni erogate, l’aderenza alla terapia da parte della famiglia e la circolarità dei processi che si originano nell’attuazione degli interventi sanitari. Il Logopedista viene identificato come la figura professionale che raccoglie le narrazioni dei genitori con DSA, con il compito di trasformarle , insieme agli altri componenti dell’equipe, in azioni riabilitative differenziate che rispettino l’individualità e la specificità di ogni singola triade familiare.