Analisi dell’epidemia di morbillo in Piemonte nell’anno 2017


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Ferrara Lorenza

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Pubblication Date: 2019-10
Printed on: Volume 1, Special Issue - I Congresso FNO TSRM PSTRP

Premessa

Nel 2001, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha messo a punto un piano strategico per l’interruzione della trasmissione, la riduzione della mortalità e l’eliminazione del morbillo. In Italia sono stati approvati diversi Piani Nazionali volti all’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita, l’ultimo di questi prevedeva l’eliminazione entro il 2015. Nonostante l’impegno dei servizi coinvolti e i risultati ottenuti l’obiettivo non è ancora stato raggiunto ed è in via di discussione la preparazione di un nuovo Piano Nazionale di Eliminazione Morbillo e Rosolia Congenita 2019-2023.

Obiettivo

In Piemonte negli anni 2013 e 2017 si sono verificate due grosse epidemie di morbillo. Questoha indotto la Regione ad approfondire, con un’analisi appropriata, i dati relativi all’ultima epidemia per individuare le criticità e pianificare un piano di miglioramento.

Strumenti E Metodi

Il morbillo ed anche la rosolia sono soggetti a notifica obbligatoria, rientrano tra le malattie di Classe II e sono oggetto di una Sorveglianza Integrata. Questa Sorveglianza prevede che la segnalazione da parte del medico debba pervenire entro le 12 ore, in caso di solo sospetto, al
Servizio Igiene e sanità Pubblica (SISP) che effettuata l’indagine epidemiologica attraverso cui si raccolgono le informazioni sulla malattia e sullo stato vaccinale del paziente, si individuano i contatti suscettibili e si programma la raccolta dei campioni biologici per la conferma diagnostica di laboratorio. In Regione Piemonte tutte le malattie infettive vengono inserite su piattaforma web per permettere in tempo reale l’invio alla Regione, al Ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità. Mensilmente la Regione verifica le segnalazioni di morbillo e rosolia inserite e aggiorna la classificazione (confermato, probabile, possibile) dei casi in base alle informazioni fornite dal laboratorio di riferimento regionale e nazionale.

Risultati

I primi casi dell’ultima epidemia si sono verificati alla fine dell’anno 2016 per poi raggiungere il picco epidemico nel 2017 nel periodo compreso tra gennaio e maggio con un totale di oltre 600 casi. Nel corso dell’anno 2018 si sono registrati 58 casi. La fascia di età che è stata più colpita è quella da 15 a 39 anni (57% dei casi), età superiore ai 40 anni (18%), da 1 a 4 anni (10,3%), da 5 a 14 anni (9,2%). Circa il 5,4% dei casi di morbillo sono stati segnalati nei minori di età inferiore ai 12 mesi pertanto non ancora
vaccinati. Per quanto riguarda lo stato immunitario dei casi segnalati, circa l’80% risulta non vaccinato, nell’8% dei casi lo stato immunitario non è noto e circa il 13% dei soggetti risultano vaccinati. La copertura vaccinale inferiore al 95% per la seconda dose di morbillo parotite rosolia, i ritardi di notifica da parte dei medici, il ritardo nella compilazione dell’inchiesta epidemiologica e la conseguente mancata conferma di laboratorio rappresentano le principali criticità su cui è ipotizzabile un piano d’intervento.

Conclusioni

L’entrata in vigore della L.119 del 2017 recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci”, che estende il numero delle vaccinazioni obbligatorie attualmente previste nella fascia d’età da 0 a 16 anni, anche alla vaccinazione morbillo parotite rosolia ha determinato un iniziale aumento della copertura vaccinale per la prima dose soprattutto nelle fasce di età più piccole.
La formazione periodica degli operatori di tutti i servizi sanitari coinvolti nella Sorveglianza (medici di base, pediatra, operatori SISP, personale dei laboratorio, Servizi Materno Infantili, personale del Pronto Soccorso) consentirà di mantenere elevata l’attenzione sul fenomeno, fornire strumenti utili per la gestione della malattia e per affrontare coloro che risultano ancora esitanti o resistenti alla vaccinazione.