Giovani = strade sicure. La sostenibilità di una buona pratica: meta-analisi dei risultati di sei anni di attività


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Di Pietrantonj Carlo, Novelli Daniela

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Pubblication Date: 2019-10
Printed on: Volume 1, Special Issue - I Congresso FNO TSRM PSTRP

INTRODUZIONE

Buona pratica è un intervento che “in armonia con i principi, i valori, le credenze e le prove di efficacia, integrati con il contesto ambientale, sono tali da poter raggiungere il miglior risultato possibile in una determinata situazione” (Kahan,2005),creando le condizioni affinché operatori, decisori e portatori di interesse possano confrontarsi sugli elementi che hanno favorito la buona riuscita di un intervento di prevenzione e promozione della salute.

Il progetto Giovani = Strade Sicure riconosciuto buona pratica nel 2014 secondo la griglia di criteri nazionale elaborata dal DORS (Centro di documentazione per la promozione della salute), mira a prevenire gli incidenti stradali connessi al consumo di alcol e a promuovere la sicurezza stradale tra gli adolescenti delle scuole superiori di secondo grado; prevede una formazione a cascata ai docenti e l’applicazione di tre unità in classe. È stato implementato e valutato per sei anni nel territorio della provincia di Alessandria. Osservare l’andamento delle risposte nei anni ha consentito di misurare la ricaduta del progetto sui destinatari e di ipotizzare azioni migliorative specifiche.

OBIETTIVI

L’obiettivo dello studio sono di valutare l’impatto nel tempo del progetto e come può essere migliorato.

MATERIALI E METODI

La valutazione delle performance è avvenuta tramite questionario pre e post intervento ad ogni singolo studente, la procedura garantiva l’anonimato ma consentiva di ottenere le coppie di questionari compilate dal medesimo studente. Il questionario indagava cinque dimensioni: la prima riguardava informazioni anagrafiche e l’eventuale possesso di patente di guida; la seconda: le conoscenze relative all’alcolemia e ai fattori che influenzano il tasso alcolemico; la terza: le conoscenze sulle norme e sanzioni nel caso di guida sotto l’effetto; la quarta: gli atteggiamenti e comportamenti personali riguardo il consumo di bevande alcoliche e, solo nel post, la quinta: riguardava la percezione della qualità del progetto. Le informazioni contenute sono state elaborate con SAS System©. L’analisi della significatività statistica, delle differenze fra le percentuali di risposta al post test e al pre test è stata eseguita con il Test di McNemar al livello del 5%, ovvero la differenza è statisticamente significativa se p-value < 0.05.

RISULTATI E CONCLUSIONI

In 6 anni sono stati coinvolti 18 istituti, 1199 studenti di cui 998 (83.2%) analizzati. Dall’analisi emerge che appare acquisito ( >90% al pre test) quali siano gli effetti dell’alcol alla guida. Inoltre, Il corso sembra aver incrementato, la conoscenza sulla natura multifattoriale del meccanismo di smaltimento dell’alcol ingerito, compreso dal 75%-80% dei rispondenti; mentre le conseguenze del rifiuto dell’etilotest e la definizione di tasso alcolemico e livello di alcol consentito per un neo patentato solo per il 70%-75%. Solo il 49% ha compreso che non è determinabile il tempo per smaltire l’alcol ingerito, e solo il 30% la quantità approssimativa dell’unità alcolica.

Il corso ha un effetto, ma non sui messaggi chiave sui quali occorre insistere poiché raggiungono meno del 75% dei ragazzi.