L’empowerment professionale come contributo alla promozione della salute di mamma e bambino, un approccio di comunicazione integrata all’uso dei social media


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Moino Giuliana

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Pubblication Date: 2019-10
Printed on: Volume 1, Special Issue - I Congresso FNO TSRM PSTRP

INTRODUZIONE

Il consumo di bevande alcoliche in gravidanza può essere dannoso a causa dell’azione teratogena che esso provoca sullo sviluppo del feto. Non si conosce ancora una soglia di consumo sicura, ma è certo che l’alcol passa attraverso la placenta nel sangue del feto per la durata dell’alcolemia rilevabile dal fisico della madre. I possibili danni causati dall’esposizione prenatale all’alcol, possono comportare malformazioni alla nascita, disturbi dell’apprendimento, del comportamento e disturbi mentali, riconosciuti in una vera e propria sindrome: la Sindrome Feto Alcolica e i Disturbi correlati (FASD). Da anni a livello internazionale molte organizzazioni sensibili al tema hanno l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e la conoscenza della FASD. Ciò che si vuole diffondere è che evitando l’alcol in gravidanza, la sindrome feto alcolica è prevenibile al 100%. A tale scopo nel giorno 9 Settembre ricorre la Giornata Internazionale sulla FASD (FASD-Day), un appuntamento annuale che dal 2016 promuove anche l’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS. La stessa OMS suggerisce, in modo del tutto precauzionale, di scegliere una gravidanza alcohol-free. In Europa dal 9 settembre 2014 l’European FASD (EUFASD) Alliance, con altri partner sensibili e fortemente rappresentativi della rete internazionale, e con la consulenza dell’allora Azienda ULSS 9 (attuale AUlss 2) di Treviso, capofila per il network italiano, ha lanciato la campagna “Too Young To Drink”. In Italia la campagna è stata patrocinata dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, con la partnership della Regione Veneto e la collaborazione della Società Italiana di Alcologia.

OBIETTIVI DELLA CAMPAGNA

  1. aumentare la consapevolezza tra la popolazione in età fertile e nella comunità dei rischi del bere bevande alcoliche in gravidanza;
  2. diffondere informazioni accurate, basate sull’evidenza scientifica;
  3. favorire l’empowerment delle donne nel fare una scelta di salute per proteggere il futuro nato e incoraggiare gli amici, le famiglie e la società a sostenere una gravidanza senza uso di alcol.

MATERIALI E METODI

La campagna ha utilizzato modelli teorici del marketing sociale applicati alla promozione della salute che sviluppano il concetto di “rete” e “relazione” come fattori di valore aggiunto ai prodotti per la salute (beni e servizi) per la comunità. Questo concetto è supportato da un approccio “multi-stakeholder”, e ha permesso così di attivare una rete di organizzazioni partner (istituzioni, ONG, associazioni, enti professionali, in tutti i continenti) che, tramite libera adesione, si sono rese disponibili a promuovere la campagna nelle proprie reti/realtà; ha contribuito inoltre ad aumentare legami e contatti e la condivisione di idee attraverso il web. In pratica “Too Young To Drink” è consistita in un approccio di comunicazione coordinata e integrata in cui le azioni di sensibilizzazione, attraverso l’utilizzo di materiali stampati (banner, poster, locandine) della campagna sono state amplificate attraverso la diffusione di foto degli eventi con gli hashtag #TYTD e #zeroalcolingravidanza nel Web e nei Social Media, come azione globale condivisa.

RISULTATI E CONCLUSIONI

  1. Nelle sue quattro edizioni, alla campagna hanno aderito oltre 80 istituzioni e organizzazioni in 36 Paesi del mondo.

2.I n Italia in particolare l’uso dei social media ha favorito l’attivazione e l’empowerment di numerosi professionisti sociosanitari di diverso ordine e grado, anche estranei all’impiego nel settore materno infantile, che non hanno esitato a mettere la propria faccia a favore del messaggio di salute.

  1. Da un questionario di valutazione somministrato (http://www.publichealthjrnl.com/article/S0033-3506(16)30197-4/abstract) a tutti i partner, dopo la prima edizione della campagna, è emerso che secondo i partecipanti la campagna è stata un’opportunità per avviare una discussione sulla FASD e una leva per le organizzazioni locali per motivare e realizzare una campagna sul territorio con un visual già significativo a livello globale. Questi risultati supportano osservazioni secondo le quali la condivisione di esperienze internazionali potrebbe migliorare gli approcci alla prevenzione della FASD. I dati del questionario sono limitati, ma le informazioni ottenute sono coerenti con i risultati di precedenti studi che hanno valutato che le campagne di comunicazione possono contribuire alla diffusione di informazioni e aumentare la consapevolezza dei pericoli derivanti dall’esposizione all’alcol prenatale e l’uso di una specifica immagine visiva dedicata potrebbe aiutare a catturare l’attenzione del pubblico verso il problema. La campagna “Too Young To Drink” ha rappresentato la prima strategia globale di uso del marketing sociale per la consapevolezza sul tema “alcol e gravidanza” e ha aperto la strada ad ulteriori possibilità di utilizzo dei social media per favorire l’empowerment e sostenere la prevenzione e la promozione della salute nei cittadini.

REFERENCES

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