Fisioterapista e terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva: un binomio vincente nello studio del comportamento in punta nei soggetti con disturbo dello spettro autistico


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Valagussa Giulio, Castagna Eleonora, Balatti Valeria, Grossi Enzo
Autism Research Unit, Villa Santa Maria Foundation, Tavernerio, Italy

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Pubblication Date: 2019-10
Printed on: Volume 1, Special Issue - I Congresso FNO TSRM PSTRP

INTRODUZIONE

L’autismo è un disturbo complesso nel quale è indispensabile l’interazione di un’equipe multidisciplinare. In questa prospettiva il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva ed il fisioterapista sono due figure con competenze complementari la cui interazione può diventare una risorsa per questi pazienti. Questo studio sul comportamento in punta (CIP), fenomeno presente nel 20-30% dei soggetti con disturbo dello spettro autistico (ASD), rappresenta il frutto di tale interazione. In uno studio già pubblicato, utilizzando una valutazione qualitativa standardizzata, abbiamo individuato la presenza di tre sottogruppi clinici esclusivi, di severità crescente, con cui questo comportamento si esprime: CIP durante la corsa, CIP durante il cammino e la corsa e CIP durante il mantenimento della stazione eretta, il cammino e la corsa. In uno studio successivo abbiamo potuto evidenziare la presenza di una relazione significativamente positiva tra la severità con cui il CIP si manifesta e l’accorciamento del tendine d’Achille. Ad oggi, però, per le nostre conoscenze, non sono disponibili in letteratura studi prospettici che valutino in modo quantitativo l’andamento del CIP nei soggetti con ASD.

OBIETTIVI

L’obiettivo di questo studio prospettico è quello di descrivere la storia naturale a breve e medio termine di soggetti con ASD che esprimono o meno il CIP, utilizzando una metodologia standardizzata di tipo quantitativo.

MATERIALI E METODI

Abbiamo incluso 37 soggetti (32 maschi; età media: 12.32 anni – DS 4.36) con la diagnosi di ASD secondo i criteri del DSM V e confermata utilizzando la scala ADOS-2. Alla valutazione qualitativa, 21 soggetti ASD non presentavano il CIP (NO-CIP), 2 presentavano il CIP durante la corsa (CIP1), 7 durante il cammino e la corsa (CIP2) e 7 durante il mantenimento della stazione eretta, il cammino e la corsa (CIP3). L’intensità del CIP durante il mantenimento della stazione eretta ed il cammino è stato quantificato rispettivamente come la percentuale di tempo passato in punta di piedi e come la percentuale di passi in punta di piedi, utilizzando una metodologia standardizzata descritta in un precedente studio. E’ stata ripetuta una seconda valutazione ad una distanza da 11 a 38 mesi dalla prima valutazione (media: 21.41 mesi – DS 6.82; mediana: 23 mesi).

RISULTATI E CONCLUSIONI

Il punteggio calibrato di severità del ASD, espresso dalla scala ADOS-2, è stato di 6.67 (1.43 DS) nel sottogruppo NO-CIP, 10 (DS 0) nel sottogruppo CIP1, 7.57 (2.07 DS) nel sottogruppo CIP2 e 8.29 (1.25 DS) nel sottogruppo CIP3 (p = 0.014 tra i gruppi).

La percentuale media di tempo speso in punta durante il test quantitativo statico nei sottogruppi NO-CIP, CIP1, CIP2 e CIP3 è stato rispettivamente di 0.1% (0.3 DS), 0.5% (0.71 DS), 4.86% (6.36 DS), e 29% (25.15 DS). I valori percentuali del tempo speso in punta dei sottogruppi NO-CIP e CIP1 sono rimasti sostanzialmente invariati alla seconda valutazione. Nel sottogruppo CIP2, cinque soggetti hanno diminuito e due hanno aumentato il tempo speso in punta. Lo stesso è avvenuto nel sottogruppo CIP3.

La percentuale media dei passi fatti in punta durante il test quantitativo dinamico nei sottogruppi NO-CIP, CIP1, CIP2 e CIP3 è stato rispettivamente di 0.91% (2.36 DS), 3.5% (4.95 DS), 18.71% (6.36 DS) e 48.71% (33.74 DS). La percentuale dei passi fatti in punta nei sottogruppi NO-CIP e CIP1 è rimasta sostanzialmente invariata alla seconda valutazione. Nel sottogruppo CIP2, cinque soggetti hanno diminuito e due hanno aumentato la percentuale di passi fatti in punta. Nel sottogruppo CIP3, quattro soggetti hanno diminuito e tre hanno aumentato la percentuale di passi fatti in punta.

Questo è il primo studio che ha utilizzato una valutazione quantitativa strutturata per descrivere i cambiamenti del CIP nel tempo in soggetti con ASD. I soggetti dei sottogruppi NO-CIP e CIP1 hanno mantenuto sostanzialmente la loro condizione al follow up.

I soggetti dei sottogruppi CIP2 e CIP 3 hanno mostrato un comportamento più variabile: alcuni soggetti hanno diminuito nel tempo l’intensità del CIP, come già descritto in letteratura, ma altri soggetti lo hanno aumentato. Questi risultati suggeriscono l’importanza di una sotto-classificazione del CIP e di un monitoraggio del fenomeno del CIP con protocolli quantitativi standardizzati.