La valutazione ortottica per ottimizzare le strategie di comunicazione aumentativa alternativa (CAA)


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Peisino Valentina, Blengio Carla

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Pubblication Date: 2019-10
Printed on: Volume 1, Special Issue - I Congresso FNO TSRM PSTRP

INTRODUZIONE

La CAA si riferisce a un’area di ricerca e di pratica clinica e educativa volta a compensare o a potenziare disabilità comunicative temporanee o permanenti; l’aggettivo “alternativa” focalizza l’attenzione sulla ricerca di modalità che possano sostituire le difficoltà di comunicazione verbale che risultano compromesse mentre l’aggettivo “aumentativa” pone l’attenzione sul potenziamento delle abilità dell’individuo e sull’offerta di nuove possibilità di espressione.

Lo sviluppo della CAA è stato inizialmente sollecitato per incrementare le abilità comunicative di bambini (in particolare quelli con esiti di Paralisi Cerebrale Infantile). Attualmente questi interventi vengono effettuati in diverse condizioni di disabilità come condizioni congenite (ad es. PCI, sindromi genetiche, ecc.), autismo, condizioni acquisite (ad es. esiti di trauma cranico, ictus, ecc.), condizioni neurologiche evolutive (ad es. SLA, SM, AIDS) e condizioni temporanee.

OBIETTIVI

Al fine di rendere più efficace e funzionale l’uso della CAA, oltre alla valutazione delle competenze specifiche della persona (come il livello cognitivo, abilità motorie, etc), specie per gli ausili che sfruttano la comunicazione visiva, è importante la valutazione visiva dal punto di vista qualitativo.

MATERIALI E METODI

Per impostare una strategia efficace di CAA è importante conoscere il funzionamento visivo della persona a partire da quanto vede (misurazione di eventuali difetti refrattivi), per continuare con il residuo campimetrico funzionale (esame del campo di sguardo se non eseguibile esame del campo visivo), se sono presenti deficit oculomotori (esame della motilità oculare, saccadi e movimenti di inseguimento), se il soggetto risente del fenomeno dell’affollamento o se presenta alterazioni della sensibilità al contrasto (test specifici).

RISULTATI E CONCLUSIONI

Sostenere una persona nell’atto comunicativo, impostandone le modalità e gli strumenti, è un’importante intervento d’equipe, che non coinvolge esclusivamente il logopedista, il foniatra, il fisioterapista e lo psicologo ma anche l’ortottista.

Le informazioni che derivano dalla valutazione ortottica servono per comprendere ad esempio dove è utile posizionare la tavola comunicativa, a che distanza, dove posizionare i simboli su di essa, la grandezza delle immagini che il paziente può discriminare o le caratteristiche dello sfondo dove si posizionano, al fine di ottimizzare e rendere più funzionale ed efficace la comunicazione per il paziente.