La gestione del rischio nell’identificazione del paziente in ambito diagnostico


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Macari Marina

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Pubblication Date: 2019-10
Printed on: Volume 1, Special Issue - I Congresso FNO TSRM PSTRP

INTRODUZIONE

Sono numerosi gli errori generati nella fase preanalitica. Di fondamentale importanza per la sicurezza del paziente nell’ambito della diagnostica di laboratorio e radiologica è la compilazione corretta della modulistica che lo accompagna, che fa parte integrante della documentazione sanitaria. L’insidia principe è però ancora più a monte, ed è rappresentata dalla corretta identificazione del paziente. L’errata identificazione della “persona assistita”, uno degli eventi più frequenti in ambito sanitario, pone gravi problemi sia sul fronte della sicurezza del paziente, che su quello dell’incremento dei costi nell’erogazione delle prestazioni sanitarie; alcune delle conseguenze più frequenti di errori prodotti da modalità identificative inadeguate sono: errata storia clinica della persona assistita, disagi alla persona (es. problemi con assicurazioni) scambi di persona, doppia anagrafica, errore nei dati anagrafici che comportano un costo per la lunga procedura di correzione dell’errore (fino a 4/5 mesi), coinvolgimento eventuale di referti istologici, di laboratorio, di radiologia, di trasfusioni, etc., errori di somministrazione di farmaci e nelle procedure diagnostiche. Numerosi sono gli errori di identificazione di pazienti stranieri dovuti ad esempio alla non conoscenza della loro sequenzialità, come per pazienti di religione musulmana, o cognomi complessi che non presentano vocali intercalate in consonanti, come per i cittadini provenienti dall’Europa dell’Est.

OBIETTIVI

Conduzione di una mappatura del rischio (risk assessment) e successiva risk analisys degli errori di identificazione, soprattutto in particolari momenti quali: somministrazione di farmaci, somministrazione di sangue ed emocomponenti, prelievi di sangue o di altri campioni biologici per gli esami clinici, esecuzione di esami diagnostici di imaging, esecuzione di procedure invasive o di interventi chirurgici, procedure diagnostiche o terapeutiche in regime ambulatoriale; redazione di una procedura con lo scopo di descrivere le modalità operative al fine di identificare correttamente la “persona assistita” in regime di ricovero ed in ambito ambulatoriale prima che essa venga sottoposta a procedure diagnostiche, terapeutiche, riabilitative.

MATERIALI E METODI

Per la revisione bibliografica sono state consultate le pubblicazioni che avevano come obiettivo l’analisi della fase preanalitica ed in particolare i metodi d’identificazione paziente paziente-campione utilizzati. Gli articoli/testi consultati sono stati estratti dalle seguenti banche dati: Pubmed, National Guidelines Clearinghouse, The Joint Commission, CLSI guidelines, CINHAL e altre fonti come Ministero della Salute, IPASVI e SIBIoC. Per la mappatura del rischio sono stati utilizzati e dati provenienti dalle segnalazioni di incident reporting, dalla revisione della documentazione sanitaria e dal database delle SDO. La risk analisys è stata condotta attraverso Root Cause Analisys (RCA) e Failure Mode and Effect
Analisys (FMEA).

RISULTATI E CONCLUSIONI

Dallo studio condotto sono emerse aree di criticità nella gestione dell’identificazione del paziente, suscettibili di ampio margine di miglioramento. Secondo gli Autori un elemento di elevato valore è rappresentato dalla necessità di costruire un corso di formazione multidisciplinare che offra elementi di base delle procedure relative alla Prenotazione/Registrazione/Accettazione mettendo al centro la figura professionale- il tecnico di radiologia, il tecnico di laboratorio, l’infermiere, l’amministrativo.