Confronto tra la tecnica ad inspirazione profonda e la tecnica a respiro libero nell’irradiazione della mammella sinistra: una valutazione dosimetrica in 66 pazienti

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Marchese Mariagrazia

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Pubblication Date: 2019-10
Printed on: Volume 1, Special Issue - I Congresso FNO TSRM PSTRP

Introduzione

Lo studio riguarda il trattamento radioterapico del carcinoma della mammella sinistra e mette a confronto la tecnica a respiro libero e la tecnica ad inspirazione profonda, ottenendo ottimi risultati di risparmio di dose agli organi a rischio circostanti, in particolare cuore e polmone omolaterale. La tecnica ad inspirazione profonda consiste nel chiedere alle pazienti di trattenere il respiro durante la fase di radiazioni per fare in modo che il torace si dilati e la ghiandola mammaria si sposti dal cuore sottostante. In tal modo si ottiene il minimo impatto delle radiazioni sul cuore e di conseguenza il minimo rischio di danno cardiovascolare. Dopo una fase di addestramento, viene eseguita la Tac di pianificazione sia a respiro libero che in inspirazione profonda. Il piano di cura viene elaborato su entrambe le scansioni Tac, per valutare il reale vantaggio per la paziente. Durante l’erogazione del trattamento un sistema di controllo a infrarossi è in grado di interrompere immediatamente l’erogazione delle radiazioni se la paziente dovesse inspirare diversamente da come pianificato. Questo garantisce una importante sicurezza della metodica. Il vantaggio clinico è che il rischio di malattia ischemica cardiaca indotto dalle radiazioni si riduce del 7.4% per ogni Gy in meno rispetto alla dose media ricevuta dal cuore.

Obiettivi

Analisi della dose agli organi a rischio confrontando la tecnica ad inspirazione profonda (Deep Inspiration Breath Hold, DIBH) e la tecnica a respiro libero (Free Breathing, FB) nel trattamento radioterapico della mammella sinistra

Materiali e metodi

I dati di 66 pazienti sottoposte a trattamento adiuvante della mammella sinistra con controllo del respiro sono stati analizzati retrospettivamente. Il piano di trattamento è stato elaborato utilizzando campi tangenti sia sulle scansioni Tac acquisite a respiro libero sia su quelle acquisite in inspirazione profonda utilizzando un sistema di monitoraggio del respiro in dotazione al sistema Varian. I trattamenti prevedevano una prescrizione di dose di 50 Gy/25 sedute (trattamento convenzionale) o 40.05Gy/15 sedute (trattamento ipofrazionato), con o senza boost. Per il confronto sono stati considerati: la dose media al cuore (DmeanHeart), la dose media al polmone omolaterale (DmeanLung) e la dose all’arteria coronaria anteriore discendente di sinistra (left anterior descending coronary artery, LADCA) (DmeanLADCA), il volume di polmone sinistro che riceve 20 Gy (V20Gylung) e 30 Gy (V30Gylung), il volume di LADCA che riceve 20 Gy (V20GyLADCA) nel trattamento convenzionale, il volume di LADCA che riceve 19 Gy (V19GyLADCA) nel trattamento ipofrazionato, la dose massima che ricevono LADCA (DmaxLADCA) e cuore (Dmaxheart). Inoltre, la distanza cardiaca massima (Maximum Heart Distance, MHD), definita come la massima distanza tra il contorno cardiaco anteriore e i margini del campo tangente posteriore, è stata misurata e correlata con la differenza di dose media al cuore tra le tecniche FB e DIBH utilizzando un modello di regressione lineare.

Risultati e conclusioni

L’utilizzo della tecnica DIBH ha permesso di ottenere una riduzione statisticamente significativa delle dosi cardiache e polmonari rispetto al trattamento FB, mantenendo una simile copertura del volume bersaglio. Una correlazione positiva è stata trovata tra MHD e la differenza di dose media al cuore. La Dmeanheart media è passata da 2.5 Gy in FB a 1.3 Gy in DIBH, con una riduzione del 47.3% e si è ottenuta una riduzione della Dmaxheart media del 47%. La DmeanLADCA media si è ridotta da 15.4 Gy a 5.7 Gy presentando una riduzione della dose media statisticamente significativa del 63%. Anche la DmaxLADCA media è diminuita, passando da 38.3 Gy a 19.4 Gy. Nei trattamenti convenzionali e in quelli ipofrazionati, V20GyLADCA e V19GyLADCA hanno mostrato una diminuzione del volume relativo medio rispettivamente del 75% e dell’85%. Infine una riduzione del 100% in V20GyLADCA e V19GyLADCA è stata registrata rispettivamente nel 58.6% e nel 57% dei pazienti. Il nostro studio conferma il vantaggio della tecnica DIBH nel ridurre le dosi cardiache e polmonari nell’irradiazione della mammella sinistra e ulteriori approfondimenti sono necessari per valutare potenziali implicazioni cliniche a lungo termine.