Dosimetria in cardiologia interventistica tramite rivelatori a stato solido a lettura diretta


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Authors:

Mazzola Chiara

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Pubblication Date: 2019-10
Printed on: Volume 1, Special Issue - I Congresso FNO TSRM PSTRP

INTRODUZIONE

L’indagine condotta nel corso del giugno 2018, è costituita da un campione casuale di pazienti di sesso maschile e femminile pari a 41: 10 sottoposti all’impianto di pacemaker, 19 a coronarografia e 12 a coronarografia seguita da angioplastica.

OBIETTIVI

Dimostrare l’importanza delle regole radioprotezionistiche e la fondamentale rilevanza dell’utilizzo di dispositivi di radioprotezione collettivi e individuali, tramite la raccolta di: valori di prodotto dose area (DAP), Cumulative Air Kerma (CAK) relativi alla dose erogata al paziente; dose equivalente del personale Medico e Tecnico di radiologia, che operano all’interno della sala di cardiologia interventistica durante procedure differenti.

MATERIALI E METODI

I materiali utilizzati per la realizzazione sono: angiografo digitale installato in sala e due dosimetri a stato solido a lettura diretta, indossati ciascuno sotto il camice piombato a livello del torace dal primo operatore e dal tecnico durante ogni singola procedura. Le procedure sono state eseguite nella medesima sala: cinque cardiologi esperti si sono alternati nell’esecuzione delle procedure e quattro tecnici di radiologia nella gestione dell’angiografo.

RISULTATI E CONCLUSIONI

Per l’impianto di PM i valori di DAP e CAK medi con le relative deviazioni standard sono: 1234+/-1252 μGym2 e 146+/- 183 μSv; la dose equivalente media dell’operatore medico e tecnico è rispettivamente 0,7+/-0,48 μSv e 0,55+/- 0,16 μSv. Per la coronarografia i DAP e CAK medi sono: 2979+/-3198 μGym2 e 525+/-662 μSv; la dose equivalente media del medico e del tecnico è rispettivamente: 0,92+/-0,95 μSv e 0,55+/- 0,16 μSv. Per l’angioplastica i DAP e CAK medi sono: 7108 +/- 3571 μGym2 e 1314 +/- 654 μSv; la dose equivalente media del medico e del tecnico è rispettivamente 1,33 +/- 1,11 μSv e 0,50 μSv. Si evidenzia una minore dose equivalente assorbita dal tecnico rispetto al medico, dovuta alle misure radioprotezionistiche e all’utilizzo dei dispositivi di radioprotezione collettivi e individuali.