Evoluzione tecnologica in Radioterapia – Aumento dell’indice terapeutico nel carcinoma prostatico

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Authors:

Russo Emilio

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Pubblication Date: 2019-10
Printed on: Volume 1, Special Issue - I Congresso FNO TSRM PSTRP

Introduzione

Il carcinoma prostatico è la più comune neoplasia solida in Europa e rappresenta, in molti paesi occidentali, il più frequente tumore nel sesso maschile. La Radioterapia a fasci esterni si dimostra essenziale per la cura di questa neoplasia e l’introduzione dei protocolli di Ipofrazionamento, come dimostrato in un recentissimo studio ASCO (American society of Clinical Oncology), ha aumentato notevolmente la possibilità di sopravvivenza senza recidive a 10 anni. L’introduzione di questi protocolli è giustificata dal punto di vista radiobiologico, poiché è noto come la neoplasia prostatica sia caratterizzata da un basso rapporto α/β (intorno a 1,5 Gy) dimostrando pertanto una percentuale di “danno letale’’ più bassa ed un grosso vantaggio terapeutico nella somministrazione di dosi più elevate per frazione, con un incremento della Dose Biologica Equivalente. L’incremento dell’indice terapeutico è legato a doppio filo sia con il miglioramento delle “possibilità’’ tecnologiche, che ci consentono di utilizzare dosi più alte con minor rischio e maggior risparmio degli organi limitrofi, sia con la crescita delle capacità dell’equipe in radioterapia. In questo frangente, il TSRM (tecnico sanitario di radiologia medica) riveste un ruolo fondamentale, data la sua capacità di accogliere e sfruttare tutte le evoluzioni relative ad hardware e software oggi disponibili facendo da trait d’union tra tutte quelle che sono le peculiarità della Radioterapia Oncologica.

Obiettivi

Dimostrare come l’avanzare della tecnologia e delle conoscenze del TSRM, nel campo della Radioterapia oncologica, abbiano impatto sull’indice terapeutico del carcinoma prostatico.

Materiali e metodi

Abbiamo analizzato la letteratura presente su Pubmed, ASCO FORUM, Scopus, Google scholar, oltre che su libri di testo in merito a: “Hypofractionated radiotherapy’’, “Dose escalation’’, “Hypofractionated Dose-Escalated”, “IMRT vs Conventionally Fractionated”, “VMAT Radiotherapy”, “Prostate Radiotherapy’’

Risultati e Conclusioni

Come dimostrato dall’articolo pubblicato su ASCO FORUM dalla dottoressa Karen E. Hoffman: “Hypofractionated Dose-Escalated IMRT vs Conventionally Fractionated IMRT in Localized Prostate Cancer” e letteratura presa in visione, la tesi dello studio è stata pienamente supportata; si è dimostrato, infatti, come l’ipofrazionamento, la crescita della dotazione hardware e delle capacità di equipe abbiano impattato positivamente sull’indice terapeutico della radioterapia del carcinoma prostatico, a pieno vantaggio del paziente. I risultati dell’articolo sopracitato, prendono in esame 206 pazienti seguiti per 10 anni, di cui metà trattati con ‘’frazioni convenzionali’’ di 75.6 Gy e frazioni da 1.8 Gy, e metà trattati con un Ipofrazionamento con 72 Gy e frazioni da 2.4 Gy, alla fine del follow-up è emerso come la frazione di pazienti che aveva ‘’ricevuto’’ un ipofrazionamento era andata incontro a molte meno recidive, riporto di seguito i risultati ottenuti:  23.7% fraz. convenzionale vs 10.7% ipofrazionamento.