La gratificazione professionale del tecnico sanitario di radiologia medica


Authors
Pub.Info
Authors

Authors:

D’Acunti Marco*, Bertoli Marco**
* TSRM presso ASL 2 Savonese, S.C. Radiologia P.O. Ponente, Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure
** TSRM presso AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, Radiologia Centrale Presidio CTO

Pub.Info

Pubblication Date: 2019-10
Printed on: Volume 1, Special Issue - I Congresso FNO TSRM PSTRP

INTRODUZIONE

Nelle nostre riunioni o nei discorsi quotidiani con i colleghi emerge spesso una sorta di insoddisfazione generalizzata: i professionisti si sentono frustrati, sfruttati, sottopagati e, talvolta, intravedono come prossima la “fine” del Tecnico di Sanitario di Radiologia Medica (TSRM). Sarà davvero così? Questo malcontento riguarda proprio tutti i TSRM o solo alcune fasce della “popolazione”? Chi è soddisfatto del proprio lavoro e quali sono gli aspetti che più gratificano la nostra professione? Al fine di rispondere a queste e ad altre domande nasce e si sviluppa il nostro progetto di ricerca.

OBIETTIVI

Presentare un progetto di ricerca che ha avuto come finalità quella di valutare la gratificazione professionale del Tecnico di Sanitario di Radiologia Medica sul territorio nazionale prendendo in esame diversi aspetti professionali e, incrociando i dati sulla base di vari elementi (sesso, anzianità di servizio, settore di impiego, livello di formazione e altro),

MATERIALI E METODI

  1. L’analisi è stata portata avanti elaborando un questionario con 15 domande chiuse e una aperta realizzato con Google Moduli, il quale è stato poi fatto circolare nei vari gruppi di professionisti presenti sui principali social network (Gruppi Facebook e Whatsapp)
  2. La raccolta delle risposte è durata un mese, dal 15/03/2019 al 15/04/2019 dopodiché si è passati alla fase di elaborazione dei dati sfruttando in parte gli strumenti già messi a diposizione da Google Moduli e in parte sviluppando ulteriori analisi attraverso Excel.
  3. Le riposte raccolte sono state in totale 425, un valore ritenuto estremamente positivo per il nostro studio.

Risultati E CONCLUSIONI

Dai dati raccolti, è stato possibile ricavare alcune evidenze statistiche di seguito elencate.

La maggioranza dei professionisti intervistati è risultato mediamente gratificato o molto gratificato dalla propria attività lavorativa e la stragrande maggioranza ritiene la gratificazione lavorativa fondamentale nella vita della persona.

Tra gli aspetti della professione considerati più gratificanti dal campione intervistato sono risultati: le relazioni umane, l’ambiente lavorativo e l’attività tecnico pratica.

Tra gli aspetti ritenuti meno gratificanti sono risultati i carichi di lavoro e la retribuzione.

Gli aspetti che potrebbero migliorare la gratificazione sul posto di lavoro secondo i soggetti intervistati sono: una retribuzione superiore, una maggiore autonomia decisionale e un maggior coinvolgimento nelle scelte organizzative.

Tra i TSRM risultano mediamente più gratificate le donne rispetto agli uomini. La soddisfazione lavorativa è maggiore fra chi lavora nel settore pubblico e per coloro che hanno ottenuto l’abilitazione oltre 20 anni fa rispetto a chi è entrato nella professione più recentemente.

La maggioranza dei soggetti intervistati, se potesse tornare indietro, sceglierebbe nuovamente la professione di TSRM ma solo una parte minoritaria consiglierebbe ad un giovane di oggi di intraprendere questa professione

Circa un terzo dei TSRM intervistati cambierebbe lavoro se ne avesse la possibilità. Tra le professioni alternative più gettonate ci sono quella di Medico Specialista ma anche occupazioni totalmente distanti dall’ambito sanitario (specialmente nel settore economico-commerciale).

È stato elaborato un poster esaustivo circa i risultati del questionario e sono evidenziati dati interessanti e meritevoli di adeguata riflessione in seno agli Ordini e ai Corsi di Laurea.

Tra questi, il grado di insoddisfazione dei TSRM circa la propria professione pare essere sovrastimato; le relazioni e le competenze messe in atto fanno da contraltare a scarse retribuzioni e scelte organizzative che non vedono il TSRM coinvolto in prima persona ma semplice comparsa.

Parimenti chi svolge questa professione non cambierebbe così facilmente e consiglierebbe la stessa solo a persone motivate viste le difficoltà per trovare un lavoro (concorsi pubblici) e la retribuzione nettamente al di sotto delle aspettative.