OCT (Tomografia a Coerenza Ottica): principi fisici, impiego e presentazione della nostra esperienza con software OCT St.Jude Optis Integrated


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Terracciano Sonia

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Pubblication Date: 2019-10
Printed on: Volume 1, Special Issue - I Congresso FNO TSRM PSTRP

INTRODUZIONE

L’OCT (Optical Coherence Tomography) è una metodica di Imaging invasiva che si basa sull’interferometria a bassa coerenza, il cui principio di funzionamento è simile a quello dell’Ecografia: una lente che funge contestualmente da generatore e da detettore del segnale viene condotta con una sonda trans-catetere nella porzione di vaso da esaminare. Le onde prodotte hanno λ=1280-1300 nm e, come sopra detto, si comportano come quelle ecografiche nell’interazione con la materia con la quale si interfacciano; il segnale inviato a contatto con il materiale biologico viene riflesso o rifratto con un’oscillazione della stessa frequenza dei fotoni incidenti, viene captato dalla stessa lente che lo ha emesso e successivamente trasmesso ad un interferometro che lo elabora generando l’immagine.

In cardiologia, l’integrazione di un esame coronarografico con l’OCT permette l’analisi differenziale tra depositi calcifici, lipidici e fibrotici indirizzando lo specialista al giusto approccio terapeutico; di valutare lo spessore del cappuccio fibroso della placca così da definirne la vulnerabiltà e, di conseguenza, l’urgenza del trattamento. Nella pratica clinica l’OCT viene principalmente impiegato nei pazienti con lesioni coronariche complesse o di natura incerta, per le procedure in biforcazione, per evitare la sovrapposizione dello stent dinanzi alla carena e per valutare il grado di endotelizzazione o un’eventuale malapposizione dello scaffold, che potrebbe essere causa di una restenosi intra-stent.

MATERIALI E METODI

L’OCT è una tecnica invasiva: il segnale ottico viene condotto via catetere in corrispondenza dell’area da esaminare. Il catetere utilizzato è il Dragon Fly Optis Abbott Vascular; questo presenta un marker radiopaco distale a 4 mm dalla punta, 23 mm prossimalmente ad esso un altro marker che segnala la presenza della fibra ottica che genera il segnale e a 50 mm da essa il marker prossimale. Durante l’indagine la lesione da esaminare deve trovarsi tra il marker della lente e quello prossimale. Nel nostro laboratorio di emodinamica il device si collega alla DOC station che, associata ad un software OCT St,Jude Optis Integrated, processa il segnale generando immagini trans-assiali della parete interna del vaso, permette la co-registrazione con le immagini coronarografiche e il rendering del vaso stesso.

OBIETTIVI

Quello che ci proponiamo di trasmettere con questo lavoro è di evidenziare l’importanza di questa metodica di Imaging, di spiegarne brevemente i principi fisici che ne sono alla base, e di sottolineare la figura del TSRM in questo ambito, presentando un caso clinico eseguito presso il nostro cath-lab e relative ricostruzioni da noi eseguite al fine di agevolare il lavoro del cardiologo interventista.

RISULTATI E CONCLUSIONI

L’OCT permette di ottenere informazioni più accurate e dettagliate riguardo le pareti dei vasi in esame. Non sempre si rende necessario usare l’OCT in tutte le procedure di angioplastica, ma essa trova, piuttosto, applicazione in situazioni particolari, come nel caso di angioplastiche complesse o valutazione di un’eventuale malapposizione dello Stent.

Pertanto possiamo asserire che l’OCT non sostituisce la coronarografia, ma la integra.

In questo scenario si colloca la figura del TSRM con un importante ruolo di collaborazione nell’Equipe emodinamica di responsabile delle immagini diagnostiche finalizzate all’agevolazione del lavoro del Medico Specialista e al benessere del paziente che si sottopone all’indagine diagnostica.