Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) del carcinoma mammario e correlazione con la radioterapia


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Marcucci Stefano

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Pubblication Date: 2019-10
Printed on: Volume 1, Special Issue - I Congresso FNO TSRM PSTRP

INTRODUZIONE

Il rischio di manifestare un carcinoma della mammella aumenta con l’aumentare dell’età, con una probabilità di sviluppo pari al 2,4% fino a 49 anni, al 5,5% tra 50 e 69 anni e al 4,7% tra 70 e 84 anni. Il trend di incidenza tra il 2003 ed il 2018 appare in leggero aumento (+0,3% per anno), mentre continua a diminuire la mortalità (-0,8% per anno).

OBIETTIVI

L’esigenza di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) nasce dalla assoluta necessità di ridurre la variabilità/disomogeneità delle prestazioni e garantire continuità ed appropriatezza nell’assistenza. Un approccio moderno, efficiente ed efficace ai problemi di salute richiede il contributo di più competenze all’interno di un sistema inter-professionale, inter-disciplinare, territorialmente integrato. Questo tipo di modello è definito dall’individuazione e applicazione di pdta tenendo come riferimento Linee guida nazionali ed internazionali. Con le risoluzioni del Parlamento Europeo A5/059/2003-B6/0528/2006 erano stati richiamati tutti gli stati membri ad assicurare su tutto il territorio nazionale, entro l’anno 2016, la costituzione di centri multidisciplinari di senologia specializzati (Breast Unit) allo scopo di trattare specificatamente tale malattia per incrementare la sopravvivenza e la qualità di vita delle donne europee. Le Breast Unit possono ottenere la certificazione secondo il modello europeo di Eusoma (European Society of Breast Cancer Specialists) a loro volta, all’interno del percorso, devono garantire una serie di servizi come radiologia, anatomia patologica, radioterapia, oncologia, medicina nucleare, chirurgia plastica, fisiatria, psico-oncologia. Il percorso clinico-assistenziale del paziente in radioterapia avviene secondo le raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità (rapporto ISTISAN 02/20) “Garanzie di qualità in radioterapia. Linee guida in relazione agli aspetti clinici e tecnologici” e secondo le linee guida AIRO 1/2015.

MATERIALI E METODI

In base all’intesa Stato Regioni rep. atti n.185/CSR del 18 dicembre 2014 “linee di indirizzo sulle modalità organizzative ed assistenziali della rete dei centri di senologia”, sono stati valutati, mediante l’uso di una check-list, i requisiti minimi dei centri di senologia, al fine di censire il rispetto degli standard dei nodi della rete senologica. Per quel che riguarda la radioterapia, si richiede che l’unità deve avere due radioterapisti che dedichino almeno il 40% della loro attività alla patologia della mammella, siano presenti due unità di megavoltaggio, deve essere presente un programma di controllo della qualità e la presenza di un sistema di recording e reporting. Il Directory of Radiotherapy Centres (DIRAC) è il database più completo al mondo sulle risorse tecnologiche in radioterapia. Esso comprende dati globali attuali e storici sul numero di Linac, unità di brachiterapia, sistemi di pianificazione del trattamento e sistemi di simulazione con tomografi computerizzati (sim-tc).Il database raccoglie informazioni su 141 paesi e viene continuamente aggiornato in base ad informazioni fornite da organizzazioni, centri di radioterapia e organizzazioni di tutto il mondo. I dati condivisi da DIRAC subiscono un processo di revisione e verifica per rilevare eventuali incongruenze.

RISULTATI E CONCLUSIONI

I PDTA rappresentano processi di erogazione funzionali alla risposta di un bisogno di salute e la loro gestione consente di conoscere in che misura e con quali standard vengono soddisfatti, in fase di diagnosi, terapia, follow-up e prevenzione. L’individuazione ed il confronto con indicatori dei PDTA consente di verificare le prestazioni ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Il DIRAC registra 191 Centri e 452 Linac con una media di 2,3 Linac per centro di radioterapia in Italia; contano quindi non solo le dimensioni del centro, ma la sua accessibilità e il numero totale di Linac per milione di abitanti. In Italia la media è di 7 Linac per milione di abitanti contro una media europea di 7-8 linac per milione di abitanti. Non è realistico pensare ad un bacino di utenza minimo per centro di radioterapia uguale in tutti gli ambiti regionali; in ogni caso è giudizioso indicare come necessità quella di una struttura complessa di radioterapia ogni 300.000 abitanti e di un Linac ogni 100-150000 abitanti. Questo valore è eterogeneo poiché la media è superiore rispetto al valore soglia dei 150 mila abitanti soprattutto in alcune regioni del centro e del sud Italia (Sicilia, Sardegna e Campania hanno in media 1 Linac ogni 200000 abitanti) pertanto non conforme agli standard europei. In sedi particolarmente disagiate, si ritiene ragionevole scendere al di sotto di questo valore tramite l’attivazione di “satelliti”, coordinati da un referente.