Stadiazione del linfoma di Hodgkin in età pediatrica: metodiche a confronto


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Tanzillo Paolina

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Pubblication Date: 2019-10
Printed on: Volume 1, Special Issue - I Congresso FNO TSRM PSTRP

INTRODUZIONE

Il linfoma di Hodgkin (LH) nella fascia di età 0-14 anni rappresenta il 6% dei tumori e il 43% di tutti i linfomi; nella fascia di età 15-19 anni costituisce il 23% dei tumori e il 71% di tutti i linfomi. È una malattia sistemica, pertanto, tutti gli organi possono essere coinvolti. Una volta documentata la diagnosi, le metodiche di imaging attualmente utilizzate hanno un ruolo fondamentale in fase di stadiazione. Un’accurata definizione dell’estensione del linfoma alla diagnosi è di notevole importanza per la prognosi, la scelta del trattamento terapeutico più adeguato e per la valutazione della risposta al trattamento. In particolare, l’identificazione della malattia in stadio iniziale può consentire una terapia più blanda con minori effetti collaterali a breve e a lungo termine.

OBIETTIVI

Lo Scopo del lavoro è stabilire i vantaggi e i limiti delle singole metodiche di imaging utilizzate nella pratica clinica per quanto riguarda la gestione del piccolo paziente con LH.

MATERIALI E METODI

Sono stati presi in considerazione gli studi Nazionali e Internazionali dal 2003 al 2018, concernenti le metodiche: Tomografia computerizzata a raggi X (TC) con e senza mezzo di contrasto (MDC) Tomografia ad emissione di positroni (PET), PET/TC, Risonanza Magnetica Nucleare (RMN).

RISULTATI E CONCLUSIONI

La PET/TC e la TC sono indagini complementari indispensabili nella gestione dei linfomi in età pediatrica e rappresentano allo stato il “gold standard” diagnostico. Le moderne apparecchiature PET/TC, a differenza della sola TC, sono poco diffusi sul territorio, i traccianti, che hanno emivita breve, necessitano di ciclotroni in loco preposti alla loro produzione. Ma il limite più importante all’esecuzione degli esami PET/TC e TC è senza dubbio l’esposizione alle radiazioni ionizzanti. A tal proposito, il 24 Novembre del 2018, è stata presentata a Chicago, alla onferenza annuale della Radiological Society of North America, il primo scanner al mondo in grado di catturare in un’unica volta un’ immagine 3D dell’intero corpo umano, chiamato EXPLORER. Frutto dell’ingegno degli scienziati Simon Cherry e Ramsey Badawi dell’Università della California a Davis, EXPLORER combina due tipi di immagini: quelle della PET e quella della TC. L’impatto sulla ricerca clinica e sulla cura del paziente potrebbe essere sorprendente proprio perché EXPLORER produce scansioni fino a 40 volte più veloci e di qualità nettamente superiore rispetto a quelle PET attualmente disponibili: in soli 30 secondi il dispositivo è in grado di offrire una scansione diagnostica dell’intero corpo con una dose di radiazioni 40 volte inferiore rispetto ad una PET. Questo potrebbe sicuramente aprire nuove strade di ricerca, permettendo di condurre molti studi ripetuti su un singolo individuo e rappresenterebbe un vantaggio negli studi pediatrici, dove il controllo cumulativo della dose di radiazioni è particolarmente importante. Nello studio dei Linfomi in età pediatrica la RMN non fa parte del sistema di stadiazione standard. Rispetto alla TC rende immagini di qualità eccellente con notevole contrasto tissutale intrinseco senza somministrazione di MDC e senza esposizione dei bambini alle radiazioni ionizzanti, ma fornisce anch’essa una valutazione morfologica e dimensionale del coinvolgimento linfonodale. Pertanto, la RMN convenzionale è utilizzata per lo studio del Sistema Nervoso Centrale in presenza di segni e sintomi neurologici, in caso di intolleranza/controindicazioni al MDC Iodato e per una migliore valutazione del midollo osseo anche grazie all’introduzione delle sequenze pesate in diffusione con tecnica Whole Body (DWIBS).